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ACQUA PER GAZA: QUELLO CHE ABBIAMO SEMINATO IN QUESTI MESI

15 Lug 2026

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A Gaza sopravvivere è diventato ogni giorno più difficile. La fame viene usata da Israele come arma di guerra. L'acqua è un bene sempre più raro. Le terre agricole, da cui per generazioni migliaia di famiglie hanno tratto cibo e reddito, sono state sistematicamente distrutte. In questo contesto, la nostra campagna “Acqua per Gaza”, che va avanti da febbraio 2024, continua a sostenere le famiglie palestinesi.


Oggi, Israele occupa oltre il 60% della Striscia di Gaza, compresa gran parte delle sue terre più fertili. Un disegno che ricorda sempre più da vicino quanto avviene da decenni nella Valle del Giordano, in West Bank: sottrarre la terra alle comunità palestinesi per renderne impossibile la permanenza. E mentre nuovi insediamenti coloniali a Gaza sono, ancora una volta, all'orizzonte, continuare a seminare significa affermare che un futuro è ancora possibile.

Grazie al sostegno di migliaia di persone che hanno scelto di stare al fianco di Gaza, nel 2026 Un Ponte Per, insieme all'Unione dei Comitati Agricoli di Gaza (UAWC), ha realizzato interventi concreti per rafforzare la sicurezza alimentare, l'accesso all'acqua e alla terra, la dignità delle famiglie palestinesi.

La nostra campagna “Acqua per Gaza” va avanti da febbraio 2024. Ogni contributo ricevuto si è trasformato in un gesto di resistenza quotidiana, nonostante le bombe, nonostante la vita nelle tende.


RESTITUIRE VITA ALLA TERRA
La distruzione sistematica dell'agricoltura è una delle conseguenze più devastanti dell'offensiva israeliana. Oltre l'80% delle terre coltivabili e delle infrastrutture agricole della Striscia è stato danneggiato o reso inutilizzabile, privando migliaia di famiglie della possibilità di produrre cibo e autosostentarsi.

Per questo, raccogliendo le richieste dei nostri partner palestinesi, abbiamo scelto di intervenire proprio lì: sulla terra.

Insieme ai Comitati Agricoli di Gaza abbiamo riabilitato 50 dunum (50.000 metri quadrati) di terreni agricoli nella zona di Al-Mughraqa, attraverso lavori di livellamento e preparazione del suolo che hanno permesso a 25 famiglie di tornare a coltivare.

Su questi terreni sono stati messi a dimora 1.050 ulivi, simbolo della Palestina ma anche investimento per il futuro: alberi che, negli anni, torneranno a produrre olio – l'oro della Palestina – e sicurezza alimentare.

Accanto agli ulivi è stata avviata anche la coltivazione del grano, una scelta nata dall'urgenza di garantire cibo nell'immediato alle famiglie che affrontano livelli estremi di insicurezza alimentare.

La riabilitazione dei campi ha inoltre permesso di attivare un programma di Cash for Work che ha garantito oltre 300 giornate di lavoro retribuite a lavoratori e lavoratrici disoccupati della comunità, sostenendo il reddito delle loro famiglie in un contesto in cui ogni fonte di sostentamento è stata progressivamente cancellata.


SCEGLIERE COSA COMPRARE SIGNIFICA DIFENDERE LA DIGNITÀ
L'emergenza umanitaria ci ha imposto spesso distribuzioni dirette di beni essenziali. Quando a Gaza non entrava neanche un grammo di farina, distribuivamo cipolle e cetrioli: era tutto ciò che le famiglie contadine riuscivano ancora a produrre. Ricordiamo ancora la gioia delle persone quando, dopo mesi e mesi, siamo riuscite a distribuire le uova.

Ma quando è tornato possibile, restituire alle persone la libertà di scegliere è diventato la cosa più importante.

Per questo abbiamo distribuito voucher a 200 famiglie sfollate, utilizzabili presso negozi locali convenzionati.

Un intervento che ha permesso alle famiglie di acquistare ciò che volevano realmente – cibo, beni per l'infanzia, prodotti per l'igiene o altri articoli essenziali – senza dover adattare i propri bisogni a ciò che veniva loro donato.

In un contesto in cui ogni cosa viene sottratta, poter tornare a decidere rappresenta molto più di un semplice aiuto materiale: significa difendere la dignità e l'autodeterminazione delle famiglie palestinesi. Allo stesso tempo, l'utilizzo dei voucher ha sostenuto le piccole attività commerciali ancora operative, contribuendo a mantenere viva un'economia locale di sussistenza ormai allo stremo.


CONSERVARE OGNI GOCCIA D'ACQUA
A Gaza l'acqua continua a essere una delle emergenze più gravi. Non a caso, dal 2024, le distribuzioni di acqua sono state l'intervento che abbiamo sostenuto con maggiore continuità.

A giugno, per aiutare le famiglie a raccogliere e conservare quella disponibile, abbiamo distribuito 200 serbatoi familiari con rubinetto: uno strumento semplice ma fondamentale per aumentare la capacità di stoccaggio dell'acqua e ridurre la vulnerabilità quotidiana di centinaia di persone.

"Quando è arrivato questo serbatoio, sono stata felicissima.
Ora ho sempre acqua a disposizione, per me e la mia bambina di cinque mesi", racconta Marwa, una giovane madre di Gaza.

Come migliaia di altre donne, Marwa non aveva uno strumento per raccogliere e conservare l'acqua distribuita ogni giorno. Così l'acqua diventava il primo pensiero al mattino e l'ultimo prima di dormire.

In un luogo dove l'accesso all'acqua viene sistematicamente negato o interrotto, un serbatoio può fare la differenza tra avere una piccola riserva da gestire in autonomia o restare senza nulla.


TUTTO QUESTO È STATO POSSIBILE GRAZIE A VOI
Realizzare questi interventi non è stato semplice. Le restrizioni imposte all'ingresso degli aiuti, la distruzione delle infrastrutture, la carenza di carburante, gli sfollamenti continui e i bombardamenti hanno reso ogni attività estremamente complessa.

Eppure i nostri partner hanno continuato a lavorare insieme alle comunità locali, adattando gli interventi alle condizioni sul campo e mettendo sempre al centro la sicurezza e la dignità delle persone. Sono loro, persone comuni palestinesi, gli eroi e le eroine di questa storia.

E’ per questo che, oltre agli interventi di emergenza che abbiamo portato avanti  abbiamo recentemente avviato un nuovo fronte di solidarietà con “Roots of Resilience”. Un progetto attraverso il quale, insieme alla Ghassan Kanafani Development Foundation (GKDF) di Gaza, cerchiamo di garantire protezione, educazione e benessere psicosociale a bambinə e adolescenti.   

Dietro ogni ulivo piantato, ogni campo recuperato, ogni voucher distribuito e ogni serbatoio consegnato ci sono le scelte di chi ha deciso di non voltarsi dall'altra parte.

In un tempo in cui la fame, la sete e la distruzione vengono usate come strumenti di guerra e di sradicamento forzato, sostenere Gaza significa difendere il diritto delle persone a restare sulla propria terra, a coltivarla, a nutrirsene, a prendersi cura delle proprie famiglie e a immaginare un futuro libero dall'occupazione.

Grazie per aver reso tutto questo possibile. Continuiamo, insieme, a stare dalla parte di Gaza.


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