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Fino al 7 ottobre 2023 nella Striscia di Gaza, pur sotto assedio e tra tante difficoltà, grazie all’organizzazione della popolazione lə bambinə potevano ancora frequentare scuole e asili. Nonostante le condizioni di vita estreme a cui l’assedio israeliano aveva ridotto Gaza, esisteva ancora una quotidianità fatta di lezioni, relazioni e piccoli spazi di normalità in cui continuare a crescere e immaginare il futuro.
Il genocidio ha trasformato radicalmente la vita delle persone sopravvissute. Gli attacchi indiscriminati e genocidari israeliani hanno colpito in modo sistematico le strutture essenziali alla sopravvivenza della popolazione civile, distruggendo abitazioni, infrastrutture, ospedali. E tutte le scuole.
Gli spazi educativi sono stati resi inaccessibili, mentre migliaia di famiglie sono state costrette a rifugiarsi in campi sovraffollati, dove vivono in tende e accampamenti. Alla perdita delle case si è aggiunta quella del reddito: sempre più famiglie non riescono più a garantire cibo, vestiti e beni di prima necessità. E a tutto questo si è aggiunta poi la perdita del futuro: impedire il diritto allo studio alle giovani generazioni significa questo.

In questo contesto disastroso, lə bambinə sono statə privatə della loro infanzia e del diritto all’istruzione. La vita nei campi lə espone quotidianamente alla carenza di beni essenziali, a condizioni igieniche critiche, a stress emotivo e all’isolamento, e all’impossibilità di immaginare un domani.
E’ per questo che, oltre agli interventi di emergenza che abbiamo portato avanti con la campagna “Acqua per Gaza”, abbiamo recentemente avviato un nuovo fronte di solidarietà con “Roots of Resilience”. Un progetto attraverso il quale, insieme alla Ghassan Kanafani Development Foundation (GKDF) di Gaza, cerchiamo di garantire protezione, educazione e benessere psicosociale a bambinə e adolescenti.
GARANTIRE IL DIRITTO ALL'ISTRUZIONE A GAZA
Un obiettivo di questo nuovo ponte lanciato verso la Palestina è di garantire allə bambin l’accesso al diritto allo studio, per quanto possibile.
Insieme all'associazione Ghassan Kanafani, un’organizzazione comunitaria palestinese che lavora per garantire accesso all’educazione e sostegno psicosociale allə minori, e grazie alla generosità della nostra comunità di donatorə, sosteniamo la creazione di spazi temporanei per l’educazione della prima infanzia e programmi educativi di emergenza nelle aree di Khan Younis, Deir al-Balah, Nuseirat e Gaza City. Insieme organizziamo attività di supporto psicosociale e la distribuzione di materiali essenziali, come materiali scolastici e kit igienico-sanitari.
Oltre all’educazione, un altro obiettivo è sostenere il benessere psicologico dellə bambinə, profondamente colpitə dalla guerra, dallo sfollamento e dalle atrocità che hanno dovuto subire. Le attività educative sono quindi integrate con interventi di supporto psicosociale per elaborare lo stress, ritrovare spazi di espressione e ricostruire un senso di sicurezza. Allo stesso tempo, la distribuzione di kit igienici contribuisce a migliorare le condizioni di salute e a prevenire malattie, in contesti dove l’accesso all’acqua e ai servizi igienici è estremamente limitato.
Il lavoro è iniziato a Gennaio del 2026, in un contesto in cui tornare a creare spazi per l’infanzia è stato già un atto di resistenza.
L’associazione “Ghassan Kanafani” ha iniziato a dare vita alle prime attività educative e di supporto psicosociale coinvolgendo centinaia di bambinə tra i 4 e i 6 anni, che hanno partecipato a lezioni di lettura, scrittura e matematica, integrate da attività interattive basate sul gioco e dall’uso di strumenti educativi stimolanti.

I primi risultati sono incoraggianti. I partner locali ci raccontano che lə bambinə frequentano regolarmente le attività, partecipano con curiosità e hanno iniziato a interagire di più tra loro in aula. Iniziano anche ad esprimere le proprie emozione attraverso il disegno, i giochi di gruppo e le attività ricreative, mostrando giorno dopo giorno un po’ di sicurezza in più.
Ancora una volta, non si tratta semplicemente di muoversi nell’emergenza e tentare come possibile di rispondere a bisogni urgenti, ma di difendere con ogni mezzo l’accesso ai diritti fondamentali.
Tutto questo è possibile grazie alla generosità della comunità di donatorə che ci sostiene e cammina con noi da sempre, permettendoci di intervenire con immediatezza e rispondere alle richieste dei nostri partner locali.
L’educazione e la protezione dell’infanzia restano una condizione indispensabile per la dignità e il futuro delle nuove generazioni. Soprattutto tra le macerie di un genocidio che non è finito, ha solo smesso di fare notizia.

