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In Ucraina stiamo assistendo ad una delle peggiori escalation della tensione tra Russia, Stati Uniti e Nato sin dai tempi della Guerra Fredda. È forse dall’epoca della crisi missilistica di Cuba che il rischio di un nuovo conflitto globale non è così palpabile.
Una tensione, questa volta, ai confini d’Europa che se davvero passerà dalle parole ai fatti, metterebbe a rischio la sopravvivenza dell’umanità e del pianeta.
Nessuno tra i contendenti esclude di ricorrere alle armi. Un conflitto armato, anche nucleare, potrebbe coinvolgere la stessa Europa. Ciò avviene in un momento storico ben preciso, in un clima di esasperato riarmo, col quale i potenti del mondo insistono sulla linea della supremazia militare, invece che cercare un equilibrio garante di un futuro di pace.
Come Rete Italiana Pace e Disarmo chiediamo al nostro Paese e all’Europa tutta di prendere iniziative urgenti e significative per una posizione di neutralità attiva.
Segue il Comunicato Stampa della Rete Italiana Pace e Disarmo.
Come italiani e come europei stiamo assistendo ad una preoccupante escalation della tensione tra la Russia, gli Stati Uniti e la Nato ai confini dell’Europa.
Una escalation nella quale, allo stato attuale, nessuno dei contendenti esclude l’eventualità del ricorso alle armi e rispetto alla quale nessun osservatore esclude che possa evolvere in conflitto armato, anche nucleare, che potrebbe coinvolgere la stessa Europa.
Ciò avviene, inoltre, in un clima di esasperato riarmo con il quale gli eserciti sembrano cercare la supremazia invece che un equilibrio strategico che sia garanzia di pace futura.
È forse dall’epoca della crisi dei missili a Cuba che il rischio di un nuovo conflitto globale non è stato così palpabile. È un rischio che non ci possiamo permettere, come denunciato la settimana scorsa dall’allarmante “100 secondi a mezzanotte” dell’Orologio dell’Apocalisse del Bulletin of Atomic Scientist. Per scongiurare questo rischio ogni paese ha il dovere di operare.
Al nostro Paese innanzi tutto, a cominciare dal Ministro degli Esteri, e all’Europa tutta chiediamo di prendere iniziative urgenti e significative da una posizione di neutralità attiva, per ottenere una de-escalation immediata della tensione e avviare la ricerca di un accordo politico negoziato nel rispetto della sicurezza e dei diritti di tutte le popolazioni coinvolte, chiarendo la propria indisponibilità a sostenere avventure militari.
A tutti i Paesi coinvolti diciamo: fermatevi. Deponete le armi e le minacce e trattate.

