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A due anni di distanza dal devastante terremoto del 2023, che ha colpito la Turchia e il nord della Siria costringendo migliaia di famiglie siriane a fuggire dalle proprie case, sono ancora tante a vivere la drammatica condizione di sfollamento nei centri collettivi, ormai sovraffollati, del nord est siriano.
Molte di queste persone provenivano dalle aree di Aleppo, Shahba, Til Rifaat e Manbij, portando con sé poco più del trauma della perdita e il bisogno urgente di beni di prima necessità.
A peggiorare ulteriormente la situazione è arrivata una seconda ondata di sfollamenti, iniziata nel dicembre 2024, quando con la caduta del regime, la situazione di sicurezza è ulteriormente peggiorata a causa del riaccendersi del conflitto armato interno.
Con l’arrivo dell’estate, la crisi si è fatta ancora più grave: alla cronica carenza di servizi di base si è aggiunta la crescente scarsità di acqua pulita, rendendo necessario un intervento immediato. Le condizioni precarie nei centri collettivi continuavano infatti ad aumentare i rischi per la salute e l’igiene, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione, come bambinə e anzianə.
Per rispondere a questa crisi, Un Ponte Per ha lanciato “Ready to Respond”, un intervento di emergenza fondamentale realizzato insieme alla Mezzaluna Rossa Curda (KRC), grazie al sostegno della Fondation de France (FdF) e del Fons Català de Cooperació al Desenvolupament (FCCD). Il nostro obiettivo, tutelare la salute delle famiglie sfollate, prevenendo la diffusione di malattie legate all’acqua attraverso un miglior accesso ai prodotti per l’igiene, fornendo kit WASH d’emergenza (Water, Sanitation and Hygiene – Acqua, Servizi igienici e Igiene) nei rifugi temporanei.

UN'EMERGENZA CHE CONTINUA NEL TEMPO
Tra il 4 agosto e il 14 settembre 2025, abbiamo distribuito 4.090 kit WASH d’emergenza alle famiglie sfollate che vivono nei 100 centri collettivi diffusi tra Raqqa, Hasakeh, Qamishli e Derek. Ogni kit conteneva articoli essenziali per l’igiene, adattati alle esigenze di donne, uomini, bambinə e anzianə, garantendo così una risposta inclusiva e rispettosa della dignità di tuttə.
Il progetto è stato costruito passo dopo passo, a partire da un’attenta identificazione dei bisogni e dalla registrazione delle famiglie sfollate, in collaborazione con i Comitati degli sfollati interni, il Consiglio Civile di Hassakeh e le autorità di coordinamento umanitario. La distribuzione dei kit è avvenuta con grande cura: ogni pacco è stato consegnato direttamente alle persone a capo della famiglia, uomini e donne. Al fine di assicurarci che nessunə rimanesse esclusə e di agire con la massima trasparenza, abbiamo condotto valutazioni post-distribuzione sull’impatto dell’intervento.
“Siamo stati evacuati da Manbij dopo il terremoto del 2023. Ho perso mio fratello quando il tetto gli è crollato addosso. A distanza di anni, questi kit significano molto per tutti noi . Grazie di cuore.”. Khaled, sfollato da Manbij.
La storia di Khaled è solo una delle tante che testimonia come per le famiglie ancora oggi in condizione di sfollamento, con il proprio carico di dolore per i lutti vissuti, questi kit non sono stati semplici aiuti: hanno rappresentato un messaggio di solidarietà, la prova che non sono state dimenticate.

RESTITUIRE ALLE PERSONE LA POSSIBILITÀ DI PRENDERSI CURA DI SÉ
In contesti di emergenza, l’accesso ad acqua pulita e a prodotti per l’igiene può fare la differenza tra salute e malattia. Il rischio di diffusione di epidemie di malattie — come colera e dissenteria — aumenta esponenzialmente nei rifugi per persone sovraffollate, specialmente quando l’accesso a fonti d’acqua sicura e a servizi igienico-sanitari adeguati è limitato.
Non si tratta solo di ridurre i rischi di malattie, ma di restituire un senso di dignità e normalità a persone che hanno perso tutto.
Dando priorità alle esigenze delle donne e garantendo un accesso equo e inclusivo, questo intervento ha rappresentato una risposta guidata dalle comunità locali e centrata sulle persone, rafforzando la capacità delle popolazioni colpite di riprendersi.
GUARDARE AL FUTURO
Oggi, mentre la Siria attraversa una delicata fase dopo anni di regime, conflitti e disastri naturali, Un Ponte Per continua a restare accanto alle comunità più vulnerabili per supportare le organizzazioni locali nella risposta alle emergenze e nel lavoro di ricostruzione e ripresa. Guidatə dalla convinzione che solidarietà, dignità e il diritto di ogni persona a ricostruire la propria vita in sicurezza siano valori fondamentali.

Gulistan Issa - Campaigner e Project Manager di Un Ponte Per

