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Grazie alla campagna “Libere di rompere": cure immediate e protezione per donne e bambine sopravvissute a violenze.
I casi di violenza di genere aumentano tragicamente in contesti di guerra. Salari più bassi, ambienti di lavoro non sicuri, un ridotto accesso all’istruzione espongono le donne a minore accesso ai servizi e a matrimoni precoci. Tutti fattori che aumentano il rischio di violenza di genere.
Un Ponte Per ha creato in Siria spazi sicuri per dare protezione a donne e bambine sopravvissute a violenza di genere e matrimoni infantili. E supportato cliniche per garantire salute riproduttiva e sostegno psicosociale.
Lasu, Specialista in Protezione a Raqqa con Un Ponte Per, racconta:
“Lavoriamo per garantire protezione e diritti a bambinə esposti a violenze, lavoro minorile, matrimoni precoci. Lə aiutiamo ad identificare i rischi e forniamo loro gli strumenti necessari per denunciare episodi di violenza e abuso, diffusi specialmente tra le bambine e le ragazze”.
In Siria, donne e bambine pagano il prezzo più alto della guerra. Sono le prime a perdere l’opportunità di studiare, ad essere esposte a violenze, ad essere discriminate. E le ultime ad essere supportate.
Nel Nord Est Siria dopo 13 anni di conflitto ancora 2 milioni di persone sono in stato di necessità. L’emergenza colpisce le donne e le bambine in maniera diversa e contribuisce ad aumentare violenza di genere, disuguaglianze economiche, matrimoni infantili e lavoro minorile. Difendere i diritti di donne e bambine in Siria è fondamentale per garantire protezione e partecipazione attiva nella vita pubblica del loro paese.
Un Ponte Per è presente in Siria dal 2015 per portare cure, medicine e protezione a tutte e a tutti, ricostruendo un sistema sanitario pubblico e gratuito e fornendo servizi essenziali per la salute come cliniche da campo, ospedali, formazione e protezione per il benessere psico-fisico della popolazione, in particolare donne e bambinə.
“Hanno vissuto cose che nemmeno noi adulti avremmo potuto gestire. Quando siamo arrivati a Raqqa non giocavano con i loro compagni di scuola, non avevano nemmeno amici, non si fidavano di nessuno. Erano cupe e timide. Oggi sorridono e riescono a stringere relazioni con i loro coetanei", racconta Nada, la madre di Mariam (8), Bissan (11) e Ghazal (13).
La Siria continua ad essere schiacciata tra crisi umanitaria ed economica. I bisogni umanitari sono ai massimi storici dopo più di 12 anni di guerra e sulla scia dei devastanti doppi terremoti che hanno colpito la regione a febbraio. Secondo l’Onu, quasi 12 milioni di persone – più della metà della popolazione della Siria – non hanno abbastanza cibo e altri 2,9 milioni rischiano di patire la fame.
Nel 2020 Un Ponte Per ha aperto a Raqqa 3 Spazi Sicuri per garantire luoghi sicuri, protezione e benessere psicologico a donne e a bambinə.
Nei nostri Spazi Sicuri, le operatrici anti-violenza e le operatrici per la tutela dellə minori si coordinano per garantire un percorso di supporto psico-sociale specialistico, a seconda del caso.
In particolare, grazie alla campagna “Libere di rompere”:
Un Ponte Per ha lanciato la campagna di raccolta fondi “Libere di rompere” a dicembre 2023 per garantire protezione dell’infanzia, partecipazione economica e accesso alle cure a donne e bambine in Siria nei tre Spazi Sicuri a Raqqa e nelle cliniche e ospedali presenti in tutto il Nord Est della Siria.
La campagna è nata per rispondere alla crisi dei diritti delle donne e bambine nel paese: a Raqqa, il 60% dei bambini e delle bambine non va a scuola; nel paese, ogni anno il 25% delle bambine è costretta a sposarsi prima di compiere 18 anni; solo 7 donne su 100 sopravvissute a violenza di genere hanno accesso a sostegno psicologico e servizi di protezione; il sistema sanitario è al collasso e specie nei campi per persone sfollate la salute è un’emergenza.
La campagna “Libere di rompere” ci ha permesso di sostenere le bambine e le donne siriane che, tra tanti ostacoli, oggi stanno rompendo muri di stereotipi e di oppressione per ricostruire la propria dignità e determinare il proprio futuro.

