Sostieni la popolazione in Libano in fuga dall'aggressione di Israele. Dona ora per portare aiuti urgenti.

Questo editoriale* è scritto principalmente al femminile plurale, includendo in esso tutte e tutti.
Mentre scrivo il mio primo editoriale da co-Presidente, le tante compagne attiviste dei nostri Comitati locali, le volontarie di Un Ponte Per, sono in piazza a Roma al fianco di chi sta subendo un genocidio in mondovisione. Nonostante un tentativo di divieto ideologico e politico da parte del governo italiano, sabato 5 ottobre ad esercitare il diritto di manifestare ci sono state quasi 10mila persone, sfidando i blocchi e i sequestri degli striscioni, anche i più innocenti. Nonostante un clima di paura che ha tentato di intimidire ma non ha spento le idee, siamo scese tutte in piazza per il diritto alla pace. Per il diritto del popolo palestinese a non essere considerato un target dalle bombe occidentali, apparentemente “solo” israeliane ma di fatto marchiate e fornite dagli Stati Uniti e dai loro alleati. Per il diritto del popolo libanese a non essere colpito come scudo umano necessario a punire i partiti filo-iraniani nemici di Israele e dei suoi fidati.
Da decenni lo facciamo, impegnandoci a fianco del popolo siriano, che nella regione si sposta e migra ormai da decenni in cerca di salvezza e di un futuro; per il suo diritto ad essere considerato degno di accoglienza, rifugiato di guerra e vittima di discriminazione. Un popolo che non trova spazio nei rifugi libanesi (ricordo che il Libano accoglie milioni di sfollati da sempre, ma non riconosce lo status di rifugiato). Oggi si stima che quasi 300mila persone siriane siano in fuga dal Libano, costrette a tornare nella Siria da cui sono scappate.
Così come lavoriamo per difendere il diritto di tutte le bambine nate nel cosiddetto Medio Oriente: un’area in cui la popolazione ha mediamente meno di 30 anni. Scossa dalle invasioni e dalle colonizzazioni, quindi dal terrorismo, sfruttata dalle multinazionali del petrolio. Una popolazione giovane, colta, con una quota femminile forte e protagonista, impegnata politicamente nelle rivolte degli ultimi anni, come la Rivoluzione di Ottobre del 2019 in Iraq, “Tishreen”, che vi abbiamo raccontato dalla viva voce delle attiviste, delle giornaliste e analiste politiche che lì hanno condotto le proprie inchieste.
È qui che Un Ponte Per da più di 30 anni costruisce futuro insieme alla società civile.
Per le nostre campagne “Emergenza Libano” e “Acqua per Gaza” ci siamo mosse, come sempre, basandoci sulle le relazioni con le associazioni locali costruite negli anni, per intervenire subito, tramite la loro esperienza e i mezzi a disposizione in loco. E la risposta delle nostre sostenitrici è stata come sempre incredibile dal primo momento.
È stato insomma necessario mettere in pausa alcune iniziative, e fare i conti con i bisogni nati dalla violenza, impennata dal 7 ottobre. Le vittime civili per noi hanno tutte lo stesso, uguale valore. Ma quella che si consuma in Palestina è figlia di anni di occupazione, dominazione coloniale, in un’area mai stata libera, nonostante le risoluzioni ONU e gli appelli internazionali. Una risposta sproporzionata sta contagiando e destabilizzando tutta l’area, e fortunatamente sta muovendo le coscienze di molte società civili: a milioni hanno riempito le strade del mondo per chiedere uno stop agli armamenti a Israele, un embargo, un cessate il fuoco.
I social media ci raccontano senza filtri la guerra e ci permettono di osservare la reazione delle istituzioni, verso le quali ci sentiamo sempre più lontane, e impotenti. Questo mi ricorda l’importanza di un’azione politica forte e condivisa con le reti associative di cui facciamo parte qui in Italia e a livello internazionale, ed ecco perché il nostro lavoro è così importante, sia nei paesi in cui operiamo che nel nostro, dove hanno sede la nostra base associativa e il nostro organo politico.
La prossima strategia quinquennale di Un Ponte Per avrà tra i suoi pilastri il “Programma Italia”. Accanto, continua ogni giorno il lavoro associativo del Comitato Nazionale, dei Comitati locali, delle volontarie.
Il nostro lavoro quotidiano è di testimonianza e di agire collettivo. È pensiero critico nei luoghi istituzionali nei quali riusciamo a portare la nostra esperienza, ogni qualvolta una nuova crisi presuppone il nostro intervento come testimoni di costruzione di pace, come mezzo di cooperazione allo sviluppo. È posizionamento nei collettivi e nei contesti civici in cui la nostra esperienza trentennale diventa formazione e tutela di giovani attiviste. È radicamento sui territori dove i nostri Comitati locali da decenni costruiscono reti e partecipano alle attività politiche ed educative. Nelle scuole e nelle assemblee di istituto dove veniamo invitate a raccontare le nostre esperienze e la nostra visione del mondo a partire dai nostri progetti.
In questa associazione ho imparato molto, a cominciare dal valore della solidarietà. Per questo è doveroso un grazie alle co-Presidenti che mi hanno preceduta, Angelica Romano e Alfio Nicotra, che restano membri del Comitato Nazionale portando quotidianamente la loro incredibile esperienza: Angelica con la sua rete di contatti costruita in anni di attivismo in prima linea e il suo ruolo riconosciuto nel mondo pacifista. Alfio, memoria storica, politica e giornalistica, puntuale e attento.
Accanto a me, sostenendomi nella responsabilità e insegnandomi moltissimo, Domenico Chirico, ex direttore di UPP, esperto di Kurdistan e di diritti umani.
Ancor di più, ringrazio ogni giorno le attiviste e gli attivisti, i Comitati locali, le loro idee e la loro energia. Lo staff, motore di questa organizzazione così variegata e la neo-direttrice Martina Pignatti, figura storica della nostra organizzazione. È stata lei la prima persona a credere nel mio possibile contributo quando 8 anni fa mi sono presentata alla sua scrivania chiedendole di portarmi nel Kurdistan Iracheno a organizzare un torneo di calcetto.
Ho provato a tirare le somme di quello che oggi è un vero e proprio movimento per la pace. Se vuoi farne parte, unisciti a noi e trova il tuo posto.

Giulia Torrini – co-Presidente di Un Ponte Per
*Editoriale del numero di Dicembre 2024 della rivista di Un Ponte Per

