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ITALIA. RESISTENZA FEMMINILE MEDITERRANEA

30 Ott 2025

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A fine ottobre 2025 abbiamo coordinato la visita di una delegazione di attiviste da Tunisia e Libia in Italia, per portare la voce delle donne che nel Mediterraneo si battono per i propri diritti.

Nel quadro del progetto “Nisaa’ Lil Salam – Women for Peace”, promosso da Un Ponte Per e finanziato dai fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, e del progetto “Kutub Hurra”, finanziato dalla Fondazione Haiku Lugano, tra il 22 e il 30 ottobre 2025 una delegazione libica rappresentante della Libyan Legal Aid Organization (LLAO) ed una tunisina dell’Associazione Lina Ben Mhenni (ALBM), hanno partecipato a una serie di eventi e incontri di confronto e scambio con la società civile italiana a Palermo, a Roma e a Padova. La delegazione tunisina, tuttavia, non ha ricevuto in tempo i visti necessari per entrare nel nostro paese, ed è riuscita a partecipare in presenza agli incontri di Roma e Padova, collegandosi da remoto per quelli di Palermo.

Il primo appuntamento è stato quello del 23 ottobre, quando le delegazioni hanno preso parte all’evento “Donne in movimento” nell’ambito del Festival Sabir, a Palermo. Durante l’incontro, le rappresentanti libiche hanno portato una testimonianza preziosa e complessa sulla condizione delle donne e quelle migranti nel loro paese, spiegando come il tasso di emigrazione femminile resti molto basso in Libia, anche dopo la caduta del regime di Gheddafi, quando un numero consistente di donne furono costrette a fuggire dalle violenze delle milizie e dei gruppi armati. Le migranti, libiche e subsahariane, spesso non trovano condizioni migliori nei paesi di destinazione e, una volta respinte, subiscono abusi e violenze nei centri di detenzione e nei luoghi controllati dalle milizie. In assenza di dati ufficiali sulla migrazione femminile, la Libyan Legal Aid Organization continua a battersi per l’approvazione di una legge che protegga tutte le donne, libiche e straniere, dalla violenza.

Sempre al Sabir Festival il 23 ottobre, insieme a Un Ponte Per e ARCI, la delegazione libica ha partecipato anche all’evento “Tracce coloniali: le deportazioni. A confronto con la memoria scomoda”, un incontro e una presentazione della mostra fotografica “I relegati libici a Ustica dal 1911 al 1934”, che ha messo in relazione le dinamiche migratorie e sociali contemporanee con la storia coloniale, in particolare la colonizzazione italiana della Libia e la deportazione di attivisti libici sull’isola di Ustica.

Il Festival è stata anche l’occasione, per le attiviste tunisine, di presentare il prezioso lavoro dell’Associazione Lina Ben Mhenni, e in particolare la Scuola Femminista creata dall’attivista tunisina prematuramente scomparsa - che culmina ogni anno nel Festival 20/27 con laboratori e attività come i Lina Clubs, dedicati all’arte, alla scrittura creativa, al teatro e al cinema - e le campagne di distribuzione di libri in lingua araba nelle carceri tunisine e italiane. Il tutto si è svolto nel corso dell'evento "Oltre le sbarre, Oltre i confini", nella giornata del 25 ottobre. In questa occasione le attiviste della delegazione libica hanno discusso del loro lavoro in ambito legale e di advocacy, a livello nazionale e internazionale, per attuare progetti di legge contro la violenza sulle donne, la migrazione irregolare e il traffico di esseri umani. Hanno inoltre parlato della fornitura di assistenza legale alle vittime di violenza e dello svolgimento di sessioni di formazione per cittadine e per le neolaureate in Giurisprudenza.

Pochi giorni dopo, a Roma, l’associazione Casa delle Donne Lucha y Siesta, con la partecipazione di una consigliera della città metropolitana di Roma e attiviste locali, ha organizzato l’incontro “Ponti di resistenza femminista”. In questa occasione la delegazione tunisina ha illustrato diverse iniziative promosse dall’attivista Lina Ben Mhenni, come le campagne di distribuzione di libri per le persone detenute in Tunisia, la fornitura di medicinali e il supporto ai pazienti affetti da malattie rare, oltre alla documentazione delle violazioni contro i e le manifestanti avvenute nel corso della rivoluzione del 2011.

La delegazione libica ha posto l’attenzione sulla condizione delle donne in Libia e sulle sfide che affrontano a causa del vuoto legislativo rispetto alla tutela contro la violenza di genere, della diffusione della violenza istituzionale e delle milizie contro le donne, e del predominio di una mentalità ancora fortemente patriarcale nella società. Le partecipanti hanno discusso delle difficoltà e delle minacce che incontrano nel tentativo di promuovere nuove leggi a tutela delle donne attraverso campagne di advocacy e proposte di legge che integrano una legislazione ormai obsoleta e non più conforme agli standard internazionali sui diritti umani.

Infine, il 30 ottobre a Padova si è svolto un ultimo incontro, moderato dal Garante dei diritti delle persone private della libertà locale, ha cui hanno preso parte anche figure istituzionali ed esponenti della società civile. Ancora una volta le attiviste tunisine e libiche hanno illustrato il proprio lavoro, insistendo sull’importanza di rafforzare il ruolo delle donne nei processi di riconciliazione e costruzione della pace in Libia e in Tunisia.

Nonostante la richiesta di autorizzazione presentata all’inizio di ottobre per consentire alle attiviste di visitare il Carcere minorile di Roma, l’amministrazione penitenziaria non ha rilasciato in tempo i permessi necessari. Diversamente da Roma, l’amministrazione del Carcere di Padova aveva rilasciato i permessi di visita per il 30 ottobre. Tuttavia, a seguito dell’emanazione di una nuova direttiva dell’Amministrazione Penitenziaria Centrale il 21 ottobre, sia la visita che l’attività correlata prevista con le nostre partner del progetto “Kutub Hurra”, sono state annullate.

La direttiva ha revocato alle amministrazioni carcerarie locali l’autorità di approvare le attività e le relative autorizzazioni, trasferendo questa competenza al DAP. Sebbene l’attività fosse già pianificata e approvata, l’amministrazione carceraria ha immediatamente applicato la nuova direttiva e sospeso la programmazione e i permessi precedentemente approvati. Un Ponte Per è stata informata di questa decisione meno di 24 ore prima dell’evento previsto. Di conseguenza, abbiamo proceduto con una consegna simbolica di 100 libri durante l’incontro tenutosi il 30 ottobre presso il Municipio.

Mohamed Ed-Daoudy – Referente del programma "Kutub Hurra" di Un Ponte Per


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