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Ucraina: concluso l’intervento al fianco delle comunità colpite dal conflitto

21 Ott 2025

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Comunicato stampa

Con il sostegno dell’Italia e insieme ai partner locali, Un Ponte Per ha rafforzato la resilienza delle comunità attraverso salute mentale, educazione, protezione e dialogo, coinvolgendo migliaia di persone tra Ucraina e Romania.

Roma, 20 Ottobre 2025 – Un Ponte Per (UPP) annuncia, insieme ai partner ucraini e romeni, la conclusione del progetto Iniziativa Congiunta per la Ripresa Sociale, l’Inclusione e la Coesione delle Comunità ucraine (AID 012832/01/0), realizzato con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, AICS Kiev. Avviato a Marzo 2024 e concluso a Luglio 2025, il progetto ha rappresentato una risposta concreta alle gravi conseguenze umanitarie del conflitto, che continua a colpire duramente la popolazione civile e la coesione sociale.

In coordinamento con Bukovinian Agency for Initiatives and Development (BAID), Institute for Peace and Common Ground (IPCG) e Peace Action Training and Research Institute of Romania (PATRIR), l’iniziativa ha rafforzato la resilienza delle comunità colpite, ponendo al centro salute mentale, educazione, protezione e dialogo come pilastri per una ripresa sostenibile. Un’attenzione particolare è stata rivolta alle giovani generazioni, protagoniste attive della risposta comunitaria alla crisi.

In Ucraina, il progetto ha sostenuto 25 comunità locali in 12 oblast, trasformando le scuole in centri di coesione e recupero. Oltre 500 insegnanti e 73 dirigenti scolastici hanno completato percorsi di formazione sul trauma e sulla gestione riparativa, mentre 607 studenti hanno beneficiato di corsi di resilienza e supporto psicologico. Parallelamente, 25 gruppi di dialogo comunitario hanno rafforzato le capacità locali di prevenzione dei conflitti e coesione sociale.

Grazie a 15 microgrant comunitari, sono stati realizzati interventi concreti su infrastrutture sociali, sicurezza, inclusione, imprenditorialità e ambiente. Tra i casi più significativi, la creazione di uno spazio medico presso il liceo di Kolomak (oblast di Kharkiv) e l’allestimento di un’aula educativa in un rifugio nella comunità di Hruhn (oblast di Sumy), area duramente colpita dai raid aerei russi.

Sul fronte della salute mentale e del supporto psicosociale, 679 professionisti tra psicologi, medici e operatori sociali sono stati formati e oltre 5.600 persone hanno ricevuto servizi di sostegno. Questi percorsi sono stati integrati nel sistema sanitario ed educativo ucraino, garantendo continuità oltre l’emergenza. Grazie a una campagna di sensibilizzazione mirata, inoltre, ulteriori 5.500 persone sono state informate sui centri di supporto presenti sul territorio e sui percorsi di assistenza appositamente creati. Infine, il programma di Educazione sui Rischi da Ordigni Esplosivi (EORE) ha raggiunto più di 2.500 persone.

In Romania, attraverso PATRIR, migliaia di rifugiati ucraini hanno ricevuto servizi sanitari, di protezione e assistenza legale con oltre 2.100 persone seguite, oltre a corsi di recupero, attività extracurriculari e lezioni di lingua rumena, che hanno coinvolto 143 studenti ucraini. In parallelo, attività culturali e programmi di formazione professionale – di cui hanno beneficiato oltre 2.000 persone – hanno favorito l’integrazione e rafforzato i legami con le comunità ospitanti.

Il percorso si è concluso con la conferenza internazionale “From Dialogue to Action” (Kyiv, maggio 2025), che ha raccolto centinaia di partecipanti per condividere i risultati e rilanciare l’impegno comune verso una ripresa inclusiva, pacifica e duratura. L’iniziativa dimostra che, anche in tempo di guerra, le comunità possono costruire ponti di solidarietà e fiducia, gettando le basi per un futuro più coeso e giusto.

Questo progetto è parte dell'Iniziativa di emergenza per la popolazione colpita dal conflitto in Ucraina e nei Paesi limitrofi (AID 012832)sostenuta dalla Cooperazione Italiana . Con un finanziamento di 46,5 milioni di euro, l’obiettivo è fornire assistenza salvavita multisettoriale nelle aree direttamente colpite dal conflitto e nelle zone circostanti ad alta concentrazione di sfollati. In collaborazione con 27 Organizzazioni della Società Civile, il programma AICS replica e amplia i successi ottenuti con l'Iniziativa di primissima emergenza del 2022-2023 (AID 012600), che ha fornito assistenza ad oltre 20.000 persone attraverso 14 progetti con un focus nei settori dell'emergenza, della salute, dell'educazione e della protezione.


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