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Crisi Ucraina: “Italia scelga la neutralità attiva, la pace non cade dal cielo”

18 Feb 2022

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Comunicato Stampa

Crisi Ucraina, UPP: “Italia scelga la neutralità attiva, la pace non cade dal cielo”

Nonostante le flebili notizie di de-escalation di queste ore, il conflitto tra Stati Uniti e Russia in Ucraina insidia la pace nel mondo, minacciando la vita di milioni di persone. La Ong italiana Un Ponte Per chiede azioni urgenti ai governi seguendo il principio della neutralità attiva.

Roma 18 febbraio 2022 - Come Un Ponte Per, Ong italiana attiva nella costruzione della pace sin dal 1991 in Iraq, non parteggiamo per nessuno dei contendenti in Ucraina. Chiediamo anzi al nostro governo e all’Unione Europea azioni urgenti e significative per una posizione di neutralità attiva e di non allineamento. Neutralità attiva non significa stare fermi o in disparte in attesa che gli eventi si compiano, ma operare fattivamente per far abbassare la tensione, creare canali di dialogo, assumere iniziative forti che avvicinino i popoli e consentano una soluzione negoziata e giusta della crisi. Neutralità attiva significa che il nostro Governo deve:

  1. Dichiarare l’indisponibilità dell’Italia alla partecipazione al conflitto ritirando i militari oggi schierati nell’Europa orientale.
  2. Formalizzare la propria contrarietà all’ulteriore estensione ad Est della NATO.
  3. Avviare una nuova politica estera basata sul multilateralismo.

“Ai sindaci e alle sindache delle nostre città chiediamo di convocare in Italia i loro colleghi e colleghe delle città delle zone contese in Ucraina e in Russia, e di chiedere ai sindaci e alle sindache delle altre città europee di convocare un summit di pace e di dialogo tra quei popoli. Solo costruendo ponti, mobilitando le coscienze ed unendo i popoli, i signori della guerra potranno essere fermati” - affermano congiuntamente i due co-Presidenti di Un Ponte Per Angelica Romano e Alfio Nicotra. “La nostra idea è quella di chi si batte per un continente, dall’Atlantico agli Urali, libero da armi nucleari, in cui ogni muro, confine e barriera siano abbattuti, in cui tutti i popoli siano ugualmente liberi. Un continente unito e solidale in cui ognuno possa parlare la propria lingua e in cui tutte le lingue possono essere insegnate nelle proprie scuole perché il pluralismo linguistico è un patrimonio dell’umanità a cui nessun popolo deve dover rinunciare” - continuano i due co-Presidenti.

I nazionalismi hanno già in passato portato alla tragedia l’Europa, mettendo i popoli l’uno contro l’altro armati.

Riteniamo i Patti militari, la loro stessa esistenza ed ulteriore estensione, una minaccia alla sicurezza dei popoli. Già oggi il clima di guerra fredda imposta nel nostro continente dalla contrapposizione NATO/Russia ha fatto raddoppiare la spesa per armamenti, sottraendo preziose risorse alla lotta alle diseguaglianze, alle malattie, alla povertà e ad una vera conversione ecologica dell’economia. Alla logica di potenza dei blocchi vogliamo che si sostituisca il concetto della sicurezza condivisa, con un rilancio delle Nazioni Unite e dell’OSCE come fautori principali della sicurezza e della cooperazione comune.

La guerra che spira ad oriente è figlia diretta di chi ha distrutto le aspirazioni di pace dei popoli dopo la caduta del muro di Berlino e di chi ha dimenticato la lezione delle guerre globali del secolo scorso: il fallimento dei governi che hanno sdoganato la guerra come sistema di risoluzione delle controversie internazionali, in violazione della Carta dell’ONU e per noi italiani dell’art.11 della Costituzione. Dalle macerie di quelle guerre il mondo si è trovato più insicuro ed ingiusto.

Noi vogliamo per il nostro continente il multilateralismo, la convivenza pacifica, i diritti di cittadinanza per tutti/e coloro che lo abitano senza discriminazione alcuna.

Noi che siamo abituati a guardare le guerre con gli occhi delle vittime, da chi riceve sulla propria testa le bombe, da chi soffre i lutti, le deportazioni, gli stupri, la riduzione in schiavitù, non tifiamo né per Mosca né per Washington ma ci battiamo per la pace. Perché solo la pace crea futuro e sicurezza.

Un Ponte Per parteciperà a tutte le mobilitazioni per la pace e contro la guerra tra la NATO, la Russia e l’Ucraina previste nei prossimi giorni. Vi parteciperemo indipendentemente dalle piattaforme di convocazione perché riteniamo importante che in queste ore si alzi forte la voce dalla società civile per impedire nel nostro continente una nuova ed insensata carneficina.

A questo link l’appello integrale: https://www.unponteper.it/it/2022/02/ucraina-mobilitiamoci-per-la-pace/

 

 


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