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Ofer, Sde Teiman, Gilboa, Megiddo.
Sono le parole di un nuovo dizionario dell’orrore, nomi che evocano sofferenza e annientamento. Sono i nomi delle brutali carceri israeliane dove oltre 10.000 prigionier3 politich3 palestinesi sono oggi tenut3 in ostaggio, spesso senza alcuna accusa formale né processo.
Uomini, donne e minori sottopost3 a torture sistematiche, pestaggi, isolamento, umiliazioni, violenze sessuali. Persone private di cure mediche essenziali, lasciate morire lentamente nel silenzio e nell’impunità. Ammassate in celle minuscole, terrorizzate dall’uso criminale dei cani, costrette a vivere senza materassi, senza luce, senza acqua potabile, senza igiene, con razioni di cibo insufficienti e senza accesso alle medicine. Senza avvocat3, senza contatti con le famiglie, senza nemmeno sapere di cosa sono accusate.


Tra loro ci sono medich3, student3, attivist3, insegnanti, e centinaia di minori.Tra loro c’è Marwan Barghouti, da 24 anni in carcere: una figura simbolo della resistenza politica palestinese e della possibilità di un futuro fondato su giustizia e autodeterminazione.
Secondo Addameer, associazione per la difesa dei diritti umani, dall’inizio del genocidio, Israele ha arrestato circa 20.000 palestinesi nella Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme, di cui 1.600 bambin3, 595 donne, 408 medici e operatori sanitari, e 202 giornalist3. Attualmente, ci sono più di 11.100 prigionierii politici palestinesi in carcere in Israele, compresi circa 500 bambin3 di età compresa fra i 12 e i 18 anni. Questi numeri non includono i casi di arresto tra i residenti di Gaza, stimati in migliaia, né gli arresti avvenuti nei territori del 1948.
Noi di Un Ponte Per, insieme a tante altre associazioni e realtà della società civile, abbiamo scelto di esserci. Per questo partecipiamo e sosteniamo il Comitato italiano “Free Marwan Barghouti”, per pretendere con forza:
La liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi non è solo una richiesta umanitaria, ma un passo essenziale verso un percorso di giustizia, autodeterminazione e libertà per il popolo palestinese. Restare in silenzio non è un’opzione.
È il momento di trasformare l’indignazione in azione. La liberazione di Barghouti e dell3 prigionier3 palestinesi riguarda tuttə noi ed è una battaglia contro la tortura, la detenzione arbitraria e l’annientamento dei diritti di un popolo.


Unisciti al Comitato italiano “Free Marwan Barghouti”.
Aderisci come singolə o come realtà collettiva, organizza iniziative nella tua città, porta la campagna nei territori, nelle scuole e nei luoghi di lavoro, costruisci pressione politica: pretendi prese di posizione chiare dalle istituzioni locali e nazionali.
Organizzati, mobilitati, agisci ora. Per adesioni e informazioni scrivi a freemarwanitalia@proton.me

