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Un Ponte Per l'Ucraina

08 Lug 2022

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Tutta l’attenzione della Comunità internazionale si sta concentrando sullo sforzo bellico e sugli aiuti umanitari. Ma molto poco si sta facendo per far tacere le armi e restituire la parola ai popoli. Per questo abbiamo lanciato un nuovo ponte: sostenere l’azione nonviolenta di giovani ucrainə per la costruzione di una pace stabile e duratura, dal basso.

Di Martina Pignatti Morano, Direttrice dei programmi.

Cluj è una cittadina della Romania, a poche ore di auto dal confine con l’Ucraina, dove il trainer norvegese Kai Jacobsen ha deciso di fondare un prestigioso centro di formazione e sostegno all’azione di peacebuilding, PATRIR. Con lui e il suo team abbiamo lavorato dal 2008 per l’advocacy in Italia sui Corpi Civili di Pace, la formazione ai movimenti di resistenza nonviolenta in tutto il Medio Oriente, e con PATRIR abbiamo scritto il primo progetto di coesione sociale e riconciliazione post-Daesh per le aree liberate di Ninive in Iraq. Negli stessi anni PATRIR lavorava con la società civile di diversi paesi dell’Europa dell’Est e dal 2009 al 2014, nell’ambito di un’ampia iniziativa europea e su richiesta del governo finlandese, ha facilitato il Crimea Policy Dialogue per tentare di giungere a una soluzione concertata del conflitto nella regione.

Quando nel febbraio 2022 la Russia ha attaccato l’Ucraina, la città di Cluj si è immediatamente riempita di rifugiatə che scappavano dalle aree bombardate e gli operatori di pace di PATRIR hanno compreso di dover imparare un nuovo lavoro. Si sono quindi rimboccati le maniche, hanno messo a disposizione il loro centro per la raccolta di beni di prima necessità e hanno iniziato a facilitare il dialogo tra agenzie umanitarie e centri di smistamento degli aiuti in Romania, per favorire una risposta efficiente ai bisogni primari. Nel giro di pochi mesi la sola PATRIR ha inviato in Ucraina più di 500 tonnellate di aiuti umanitari inclusi cibo, medicinali ed equipaggiamento medico, in oltre 40 convogli. Mentre organizzava la risposta umanitaria, sostenuta anche dalla raccolta fondi di Un Ponte Per, PATRIR ha lanciato un appello internazionale al coordinamento di tutte le associazioni nonviolente europee con capacità di studio, formazione e sostegno all’azione di peacebuilding, per sostenere le associazioni e istituzioni ucraine che volevano impegnarsi su questo fronte.

Ne è nato il coordinamento All for Peace, di cui UPP ha fatto parte sin dal marzo 2022, appoggiando l’invio di una delegazione comune in Ucraina che ha eseguito una mappatura delle associazioni impegnate nella resistenza nonviolenta, nella documentazione dei crimini di guerra, nella difesa dellə obiettorə di coscienza, nel peacebuilding e peacekeeping civile e nella gestione dei traumi, soprattutto tra la popolazione giovanile. Sono emerse notizie sconosciute ai più, che testimoniavano il grande coraggio di ampie fasce della popolazione ucraina che in varie zone hanno opposto una resistenza civile e disarmata all’occupazione russa, a volte ostacolando l’ingresso dei blindati nei paesi con marce nonviolente, a volte rifiutandosi di collaborare con gli occupanti.

Emergeva però una chiara strategia da parte del governo ucraino di demonizzazione dell’avversario e istigazione della popolazione alla rabbia verso chiunque potesse in qualche modo apparire russofilo. Nella chat di sicurezza che il governo utilizzava per diffondere informazioni vitali sui bombardamenti a centinaia di migliaia di persone, venivano riversate ogni giorno decine di foto di atrocità di cui si accusavano le truppe russe. Sempre più persone sostenevano che un vero ucraino dovesse parlare ucraino, anche se di lingua madre russa; che gli obiettori di coscienza fossero dei traditori e che anche lə giovani che si dedicavano all’assistenza umanitaria invece di combattere, in fondo in fondo, non fossero veri patrioti. Da questa realtà, inevitabile prodotto della guerra che polarizza i punti di vista, è nata la consapevolezza che noi pacifistə dovessimo fare tutto il possibile per la popolazione ucraina che invece si ostina a lavorare per la coesione sociale.

Assieme a PATRIR abbiamo individuato due partner locali con un alto potenziale di trasformazione nonviolenta dei conflitti e gestione dell’impatto della guerra sulla psiche dei più giovani.

Il primo è l’Institute for Peace and Common Ground (IPCG), organizzazione non governativa con 25 anni di esperienza in pratiche di facilitazione e dialogo per aiutare le comunità a raggiungere un cambiamento sostenibile in situazioni conflittuali. Il secondo è la sezione ucraina di Nonviolence International, che ha fondato la Coalizione Ucraina Stop the War (USWC) per appoggiare la resistenza nonviolenta all’occupazione russa.

Grazie al sostegno dell’Ufficio 8x1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, che ha immediatamente creduto nella necessità di sostenere un intervento di peacebuilding in Ucraina, da luglio a dicembre lavoreremo con PATRIR e queste associazioni per il raggiungimento di tre obiettivi specifici: analizzare e dare visibilità internazionale alle azioni di coesione sociale e di nonviolenza in Ucraina che si stanno svolgendo durante  la guerra, organizzando anche una delegazione di giovani ucrainə a Bruxelles per portare le loro idee all’Unione Europea; rafforzare con specifiche formazioni e produzione di materiale didattico le capacità dellə giovani, della società civile e delle istituzioni educative di organizzare attività di costruzione della pace e di primo soccorso nella gestione del trauma; sostenere lə giovani e le organizzazioni della società civile nell’attuazione di campagne mediatiche che espongano popolazione e governo ucraini a narrazioni di pace, nonviolenza e resilienza al trauma.

Per raggiungere la piena sostenibilità economica di questo progetto, e ampliarlo per sostenere alcuni media indipendenti russi che diffondono un messaggio critico sulla guerra, abbiamo bisogno del vostro sostegno.

Un Ponte Per l’Ucraina lancia un accorato appello alle donazioni!

Unisciti a noi. Proteggi la pace. Sostieni la resistenza nonviolenta. Dona ora >>

[:en]

While the international community focuses entirely on the war effort and on humanitarian aid, very little is being done to silence the weapons and to give voice to the people. That’s why we have built a new bridge: to support the Ukrainian youth’s nonviolence grassroots initiatives as they strive to build a stable and lasting peace.

Di Martina Pignatti Morano, Head of Programs.
Photo by Valerio Nicolosi.

 

The Romanian city of Cluj lies very close to the Ukrainian border, and is where the Norwegian educator Kaj Jacobsen decided to set up his renowned center for peacebuilding training and support, PATRIR. UPP has been working with him and his team since 2008 on advocacy in Italy for the Civilian Peace Corps, the foundation of movements for nonviolent resistance throughout the Middle East, and together we established the first project for social cohesion and reconciliation when Iraq’s Niniveh regions were liberated from Daesh.

In that same period, PATRIR was working with Civil Society in various Eastern European countries on the Crimea Policy Dialogue (2009 – 2014), as part of a pan-European concerted effort, funded by the Finnish government, to end conflict in the region.

When Russia attacked Ukraine in February 2022, many refugees fled to the city of Cluj, and the PATRIR field workers realized they had to a new challenge to face. They immediately got down to work, transforming their centers into collection points for basic needs items and they began coordinating the work of humanitarian aid agencies and Romanian aid provision centers, to ensure efficient action. Over just a few months, 40 PATRIR convoys delivered more than 500 tons of humanitarian aid to Ukraine, including food, medicine and medical equipment.

While working on humanitarian aid distribution, with financial support from Un Ponte Per, PATRIR also launched an international appeal to all European nonviolence associations and institutions for support with peacebuilding education, training and initiatives.

This was the foundation of All for Peace, which UPP joined in March 2022, with the shared objective of sending a delegation to Ukraine to identify associations working on nonviolent resistance, the documentation of war crimes, the defense of conscientious objectors, civil peacebuilding and peacekeeping and trauma management, particularly amongst the youth. As new information emerged, revealing the enormous courage of broad swathes of the Ukrainian civilian population who, unarmed, stood up to the Russian occupation using civil resistance, by blocking the passage of tanks into towns with nonviolent marches and refusing to collaborate with the occupying forces.

It also revealed how the Ukrainian Government wanted to demonize the enemy and foment the population’s fury towards whoever showed support for Russia. Security chat groups used to issue vital warnings of bombing raids to thousands of people every day, distributed photos of the many atrocities committed by Russian soldiers.  There were increasing numbers of people who believed that a true Ukrainian must speak Ukrainian, even if their mother tongue was Russian; that conscientious objectors were traitors and that young people focusing on humanitarian aid, instead of fighting, were unpatriotic.

This inevitable polarization of opinions, provoked by the conflict, convinced pacifists like us that we had to do everything possible to encourage social cohesion within the Ukrainian population.

Together with PARTIR, we identified the following local partners to help us meet the challenge of nonviolent conflict transformation and war-related trauma management in young people:

The Institute for Peace and Common Ground (IPCG), an NGO with 25 years of experience in dialogue facilitation to help communities adopt sustainable change in conflict situations; the Ukrainian wing of Nonviolence International, which established the Ukrainian Stop the War coalition (USWC) in support of nonviolent resistance to the Russian occupation.

Thanks to the financial support of the Soka Gakkai Italian Buddhism Institute through their ‘8x1000’ tax-based charitable wing, which immediately grasped the importance of peacebuilding initiatives in Ukraine, UPP will be working with PATRIR and these three associations from July to December 2022 on three specific goals; to analyze and raise international awareness of social cohesion and nonviolence initiatives launched in Ukraine during the war, including a visit to Brussels by a delegation of young Ukrainians so they can share their ideas with the European Union;

to enhance the skills of young men and women, civil society and educational institutions, through specially designed training sessions and teaching material, to help them develop peacebuilding, trauma management and first aid initiatives; to assist youth and civil society organizations with media campaigns to highlight concepts of peace, nonviolence and trauma resilience to the population and their government.

However, to ensure the total financial sustainability of this project and expand it to include some independent Russian anti-war media outlets, we need your support.

Un Ponte Per Ukraine is launching a heart-felt appeal for donations!

Join us. Protect peace. Support nonviolent resistance.>>


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