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"Per la prima volta, sono stata in grado di spiegare cosa stavo provando e sono stata ascoltata. Prima litigavo, portavo con me un’aggressività che non sapevo spiegare, ma ora mi rendo conto che posso parlare, relazionarmi in modo diverso."
Le parole di K., una studentessa del liceo di Zaporizhzhia, che abbiamo raccolto al termine di un percorso sull’emotività e sulle pratiche riparative, restituiscono con chiarezza il senso del nostro intervento di quest’ultimo anno in Ucraina.
Tra le conseguenze più gravi dell’aggressione russa, infatti, oltre alla crisi umanitaria, alla devastazione dei territori e dell’ambiente, al dolore delle tante famiglie, ci sono anche le ferite nascoste: l’impatto che oltre 3 anni di guerra stanno avendo sulla salute mentale di adulti, ragazzi e bambini, e sulle le relazioni all’interno delle comunità, sia quelle provenienti dai territori occupati, sia quelle che le hanno accolte.
È su questo che abbiamo scelto di concentrare il nostro intervento con il progetto Iniziativa congiunta tra Ucraina e Romania per la ripresa sociale, l'inclusione e la coesione delle comunità ucraine, lavorando su salute mentale, istruzione, protezione e dialogo come fondamenti per la ripresa e la resilienza.
Per 16 mesi, insieme alla Bukovinian Agency for Initiatives and Development (BAID), all’Institute for Peace and Common Ground (IPCG) e al Peace Action Training and Research Institute of Romania (PATRIR), abbiamo lavorato con 25 comunità locali (hromadas) in 11 oblast, creando spazi in cui le persone potessero incontrarsi, recuperare risorse psicologiche e ricostruire relazioni frammentate dalla guerra e dallo sfollamento.



LA SCUOLA COME LUOGO DI RECUPERO E COESIONE SOCIALE
Abbiamo immaginato le scuole come centri di resilienza, luoghi privilegiati dove operare un cambiamento a partire dalle giovani generazioni, protagoniste attive della risposta comunitaria alla crisi.
Attraverso percorsi formativi, sono stati coinvolti 500 insegnanti, rafforzando la loro capacità di riconoscere i traumi e di promuovere il recupero psicologico, e 73 dirigenti scolastici, formandoli in corsi di gestione riparativa. Inoltre, 607 studenti di età compresa tra 5 e 17 anni hanno frequentato corsi di supporto psicologico e sviluppo della resilienza. Queste scuole sono diventate spazi sicuri e inclusivi che promuovono la partecipazione giovanile, il dialogo e le iniziative civiche, contribuendo alla coesione sociale a lungo termine post-bellica.
Dall’ascolto è nata anche la volontà di dare forza alle loro idee e concretezza alle capacità di affrontare le sfide quotidiane che la guerra impone. Così abbiamo supportato finanziariamente 15 iniziative comunitarie, focalizzate su infrastrutture sociali, sicurezza, inclusione, imprenditorialità e progetti ecologici. E i risultati ci hanno lasciato senza parole.
Nel liceo Kolomak (Oblast di Kharkiv), le famiglie avevano la necessità di uno spazio dove fornire il primo soccorso agli studenti. La preoccupazione dei genitori e l’impossibilità di garantire la sicurezza ai propri ragazzi stava creando un clima di ansia e tensione crescente. Così, da un ciclo di incontri facilitati tra l'amministrazione, professionisti medici, rappresentanti del comitato genitori e della comunità, è nata l'idea di creare un presidio medico all’interno del liceo. Grazie al finanziamento, sono state acquistate attrezzature e mobili, e creato un punto medico anche nel rifugio per garantire sicurezza durante le emergenze. A tutto questo abbiamo accompagnato corsi sul primo soccorso e su come agire in caso di emergenza.
Nella comunità di Hruhn (Oblast di Sumy), nella zona di confine dove i raid aerei sono all'ordine del giorno, la costante minaccia e le interruzioni della fornitura di energia elettrica hanno reso impossibile per i ragazzi dare continuità allo studio. Rappresentanti della comunità, educatori e genitori si sono interrogati su come fornire loro un ambiente educativo sicuro e accessibile, fino a immaginare uno spazio educativo all'interno del rifugio stesso. E con il finanziamento ricevuto lo hanno reso possibile: sono state installate porte tagliafuoco, acquistati mobili, gruppo di continuità, refrigeratore, luci, cancelleria e materiali per la creatività.
In entrambi i casi, è stato fondamentale il lavoro delle esperte del nostro partner IPCG, nel facilitare gli incontri e permettere alle comunità di esprimere pienamente paure, bisogni e condividere soluzioni.



CURARE LE FERITE INVISIBILI NELLE COMUNITÀ E NELLE PERSONE
Ho lavorato molti anni in Iraq, occupandomi di salute mentale e delle conseguenze che la violenza della guerra lascia nelle persone. Nel Governatorato di Ninive, dove l’occupazione di Daesh aveva lasciato traumi profondi oltre alla distruzione, abbiamo garantito supporto psicosociale, servizi di salute mentale e di salute riproduttiva per le donne. Conosco bene il valore di ogni singolo ascolto, di ogni consultazione psicologica, del bisogno di accompagnamento per far emergere e gestire i traumi.
Anche in Ucraina, questo intervento ha rappresentato una parte fondamentale del progetto. Insieme al nostro partner BAID, abbiamo formato 679 professionisti — tra psicologi, medici e operatori sociali — sulla salute mentale e sul supporto psicosociale: cura sensibile al trauma, primo soccorso psicologico, gestione dello stress durante interventi in condizioni operative complesse. Quest’ultima è stata una componente fondamentale: dobbiamo immaginare che, dall'inizio dell'invasione su vasta scala, il personale medico, gli e le infermiere ucraine lavorano in condizioni di costante sovraccarico e stress. Ogni giorno, hanno a che fare con centinaia di persone che soffrono fisicamente e psicologicamente a causa della guerra. Allo stesso tempo, loro stessi sono sotto pressione per le perdite o la preoccupazione per i propri cari al fronte.
Oltre 5.600 persone hanno potuto accedere a servizi di supporto psicosociale grazie al lavoro dei professionisti formati. Questi percorsi saranno integrati nel sistema sanitario ed educativo ucraino, per garantire continuità oltre l’emergenza.
Grazie a una campagna di sensibilizzazione mirata, inoltre, 5.500 persone sono state informate sui centri di supporto presenti sul territorio e sui percorsi di assistenza appositamente creati.
Infine, il programma di Educazione sui Rischi da Ordigni Esplosivi (EORE) ha raggiunto più di 2.500 persone. "In classe, non parliamo più solo di sicurezza, ma la mettiamo in pratica. Gli studenti sanno già come agire quando è davvero necessario: indossare una maschera antigas, prestare assistenza, riconoscere un oggetto pericoloso. Non si tratta solo di conoscenza, ma di strumenti per la vita", ci ha raccontato un insegnante del liceo Zavodskiy (Oblast di Poltava).



CON LE PERSONE RIFUGIATE IN ROMANIA
Infine, in Romania, insieme all’organizzazione PATRIR, abbiamo sostenuto le migliaia di rifugiati ucraini che hanno lasciato il paese nella speranza di trovare uno spazio sicuro.
Con il nostro intervento, abbiamo garantito servizi sanitari, di protezione e assistenza legale a oltre 2.100 persone, oltre a corsi di recupero, attività extracurriculari e lezioni di lingua rumena, che hanno coinvolto 143 studenti ucraini. In parallelo, attività culturali e programmi di formazione professionale, a cui hanno partecipato oltre 2.000 persone, hanno favorito l’integrazione e rafforzato i legami con le comunità ospitanti.
Sono stati 16 mesi intensi, in cui abbiamo costruito legami importanti, che abbiamo scelto di concludere con una conferenza internazionale a Kiev: “From Dialogue to Action”. Centinaia i partecipanti, venuti per condividere i risultati e rilanciare l’impegno comune verso una ripresa inclusiva, pacifica e duratura.
Un lungo cammino solidale, insieme ai nostri partner e alle comunità ucraine, che ha dimostrato, ancora una volta, che anche durante una guerra, le comunità possono costruire ponti di solidarietà e fiducia, gettando le basi per un futuro coeso e giusto.

Il progetto Iniziativa Congiunta per la Ripresa Sociale, l’Inclusione e la Coesione delle Comunità ucraine è stato realizzato con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) Kiev.

Lia Pastorelli - Desk Program Ucraina

