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SAWA II (INSIEME)

Nome progetto
Sawa II. Supporting persons with disabilities from the refugee and host communities in Jordan
Tipologia intervento
Sviluppo, Inclusione
Destinatari
Adolescenti; giovani adulti; persone con disabilità della comunità ospitante e di quella rifugiata siriana
Durata
Dicembre 2021 - Luglio 2022 
Area di intervento
Finanziato da
Otto per Mille della Chiesa Evangelica Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi.

Al via la seconda fase del progetto “Sawa” (Insieme), un programma avviato in Giordania - nell’area di Amman - per la partecipazione, l’inclusione sociale e il miglioramento generale della qualità di vita delle persone con disabilità. L’intervento, avviato a dicembre 2021, è realizzato grazie al sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa evangelica valdese. Le persone beneficiarie sono appartenenti alle fasce più vulnerabili della comunità rifugiata siriana e di quella giordana, alle quali saranno garantiti servizi integrati di riabilitazione, sostegno psicosociale, empowerment ed inclusione, con focus specifico sulle attività sportive paralimpiche e attività di Peer Counseling.

Nella comunità rifugiata dalla Siria, le disabilità sono spesso di natura grave a causa di ferite di guerra e/o mutilazioni. Non esistono nell’area servizi specializzati di riabilitazione fisica e psico-sociale integrata.

Il progetto mira a raggiungere la fascia della popolazione che affronta tra le sfide più complesse, senza discriminazioni di alcun tipo e con particolare attenzione a giovani con disabilità. L’intervento interesserà circa 60 donne e uomini in età compresa fra i 15 e i 50 anni e le loro famiglie (in totale circa 250 persone), che saranno coinvoltə in attività sportive paralimpiche come ping pong, goal ball, basket e fitness al fine di accrescere le loro capacità individuali.

Le attività sportive si svolgeranno grazie alla collaborazione con il Comitato Paralimpico Giordano e oltre a rafforzare a livello psico-sociale ragazze e ragazzi coinvolti, avranno una funzione di riabilitazione fisica.

Le componenti principali che costituiscono il percorso di Peer Counseling sono invece il recupero del senso di autosufficienza e la ricostruzione delle relazioni umane. Le sessioni di dialogo verteranno su temi quali coesione sociale, solidarietà, rispetto e tolleranza tra persone rifugiate e comunità ospitanti.

Attraverso questo approccio integrato e olistico sarà possibile intervenire sul senso di emarginazione delle persone, per migliorarne l’autostima attraverso la consapevolezza di poter raggiungere autonomia, nonostante i limiti e le specificità.

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