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La guerra, l'occupazione da parte della Turchia, la pandemia e le strumentalizzazioni geopolitiche sulla pelle di milioni di persone: in Siria nuove sfide si sono aggiunte ai fardelli di chi ha già subito un conflitto che dura ininterrottamente dal 15 marzo del 2011.
La mancata proroga a luglio della Risoluzione 2504 delle Nazioni Unite, che negli ultimi 6 anni aveva consentito l'ingresso di aiuti umanitari nel nord est della Siria, sta compromettendo l'arrivo di medicinali e cibo a 3 milioni di persone.
Nell'area siamo presenti dal 2015 e, insieme ai nostri partner locali lavoriamo ogni giorno per sostenere il sistema sanitario locale, garantire cure e medicine a tutte e a tutti nelle cliniche della Mezzaluna Rossa Curda che sosteniamo.
Sin dal primo giorno dell’emergenza Covid-19 ci siamo attivatə per portare avanti campagne di prevenzione e sostenere il personale medico locale per poter gestire una pandemia di queste proporzioni.
Per questo siamo fierə di essere riuscitə a inaugurare, insieme alla Mezzaluna Rossa Curda, 3 reparti Covid-19 negli ospedali delle città di Derek e Tabqa e in una scuola di Mambij, che è stata riconvertita a reparto. Stiamo lavorando per aprire un quarto presidio in un ospedale di Mambij.

In totale, saranno garantiti 195 posti letto per pazienti in condizioni moderate e gravi prima inesistenti.

Ma il lavoro da fare è ancora tantissimo.
Per questo abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi, per poter rendere sempre più efficace questo intervento e non permettere che nessunə sia lasciatə indietro.
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