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Lo spartiacque: 30 anni dalla Prima Guerra del Golfo

17 Gen 2021

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Erano le 2:38 di trent'anni fa quando il primo pulsante venne schiacciato. Il primo cacciabombardiere americano si alzò in volo e un rombo sordo ruppe il silenzio del cielo freddo di gennaio. Appena 18 ore e 38 minuti erano passati dall’ultimatum delle Nazioni Unite all’Iraq di Saddam Hussein. Era la notte tra il 16 e il 17 gennaio 1991 e cominciava “Desert Storm”: la più imponente azione militare alleata dopo il 1945. Passerà alla storia come “La Prima Guerra del Golfo”.

Tonnellate di bombe avrebbero devastato il paese iracheno, con l’Occidente in molti casi immobile di fronte alla TV e incapace di dissociarsi. Fu il primo conflitto trasmesso in diretta televisiva, il plus ultra della più avveniristica industria bellica venne messa in campo. L’immaginario che quella guerra contribuì a creare avrebbe gettato le basi per la lunga serie di interventi militari occidentali in Asia Occidentale negli anni che seguirono.

Le bombe furono sganciate per 40 giorni distruggendo le infrastrutture e riportando sostanzialmente il paese all’età della pietra. Ma furono i danni di medio-lungo periodo ad essere ancora più gravi. Le stime parlano di circa 200mila persone morte in circostanze violente legate ai bombardamenti o nei mesi e anni seguenti per cause imputabili alla guerra. Moltissimə furono civili, donne e bambinə vittime di quelle bombe lanciate anche da aerei e soldati italiani. Per noi era una vergogna inaccettabile.

In quei giorni nasceva Un Ponte Per (UPP), nell’ambito della mobilitazione per la pace. Nata come campagna di solidarietà e associazione pacifista, presto UPP si sarebbe strutturata come Ong, continuando a rimanere a fianco del popolo iracheno per questi lunghi 30 anni.

Oggi UPP continua a lavorare nella solidarietà, nella cooperazione, nello sviluppo e nella costruzione della pace in un paese che ancora porta sulla pelle le cicatrici di quella guerra.

Trent’anni dopo quella drammatica notte, quali sono le conseguenze ancora tangibili in un paese come l’Iraq, che ha continuato ad affrontare stagioni di guerre, violenze, terrorismo? Quanti di quegli effetti di lungo periodo continuano a lasciare traccia in una regione che sembra non conoscere pace?

Ne abbiamo parlato nell’evento streaming intitolato Lo spartiacque. Riflessioni su una guerra che ha rifondato il mondo, in cui è stata ripercorsa la stagione di opposizione a quella guerra con alcunə protagonistə del movimento pacifista di allora, nonché fondatorə di Un Ponte Per.

Rivedi il video qui sopra per scoprire i retroscena sulla guerra che ha riscritto la storia del mondo, raccontati direttamente dallə nostrə ospiti.

Tra loro Chiara Ingrao, Giuliana Sgrena, Domenico Gallo, Raniero La Valle, Luisa Morgantini, Don Renato Sacco, insieme a Fabio Alberti e Alfio Nicotra di Un Ponte Per.

Approfondimenti:

Salaam Shalom. Diario da Gerusalemme, Baghdad e altri conflitti. Di Chiara Ingrao

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