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EMERGENZA LIBANO: LA NOSTRA RISPOSTA ALLA NUOVA CRISI

19 Mar 2026

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Un Ponte Per sta rispondendo alla nuova escalation di violenza in Libano, dove centinaia di migliaia di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case dopo i bombardamenti israeliani del 2 marzo 2026 che hanno colpito la periferia meridionale di Beirut, il sud del Paese e la valle della Bekaa.

In poche ore intere comunità hanno lasciato le proprie case per cercare rifugio in scuole pubbliche e strutture collettive trasformate in centri di accoglienza temporanei. Molti di questi spazi non sono attrezzati per ospitare un numero così elevato di persone e le condizioni stanno rapidamente peggiorando.

"La popolazione maggiormente colpita dagli attacchi è quella del sud del Libano. Questa azione militare rappresenta l’ennesima operazione contro il Libano, e a pagarne le conseguenze è soprattutto la popolazione civile", ci dice il nostro Capo missione a Beirut, David Ruggini.

L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione immediata di tutto il sud del Libano, costringendo migliaia di persone a spostarsi in poche ore. Tra le aree incluse nell’ordine di evacuazione figura anche il campo palestinese di Shatila, dove Un Ponte Per sostiene un Centro sportivo comunitario e decine di famiglie con il programma dei Sostegni a Distanza.

Un ordine di evacuazione di tale portata, oltre a rappresentare una grave violazione del diritto internazionale, lascia senza protezione le persone più vulnerabili – anziani, persone malate, con disabilità e famiglie senza mezzi per spostarsi – aggravando una crisi umanitaria già acuta.

Questa nuova escalation si inserisce in un contesto regionale estremamente instabile, segnato dalle crescenti tensioni tra Israele, Iran e Hezbollah, e rischia di allargare ulteriormente il conflitto.

Dal 2023, le operazioni militari israeliane in Libano hanno avuto conseguenze devastanti per la popolazione civile e per le infrastrutture del Paese che ha dovuto affrontare negli ultimi anni una serie di crisi, dall’esplosione del porto di Beirut del 2020, ai tagli dell’UNRWA, alla crisi economica con il conseguente collasso dei servizi essenziali per la popolazione.

Un Ponte Per è presente in Libano e sta lavorando con partner locali per sostenere le persone sfollate che hanno trovato rifugio nelle scuole e nei centri collettivi, dove i bisogni stanno crescendo rapidamente.

Le attività di emergenza prevedono la distribuzione di beni essenziali come kit igienici familiari, pannolini, acqua, cibo e materiali per dormire come materassi e coperte, per migliorare le condizioni di vita nei rifugi e sostenere le famiglie costrette alla fuga.

Un Ponte Per è presente in Libano dal 1997, quando ha iniziato a operare nei campi profughi palestinesi per garantire diritto allo studio e alla salute a bambinə palestinesi e rifugiatə dalla Siria. In seguito alle emergenze umanitarie che hanno attraversato il paese, UPP ha sostenuto le organizzazioni locali con cui collabora da anni nel rafforzamento della risposta e nella distribuzione di aiuti di prima necessità. A fianco di movimenti e realtà locali, UPP opera per sostenere il difficile processo di ricostruzione della coesione sociale in seguito alla guerra civile che ha insanguinato il paese per 15 anni, promuovendo la partecipazione di giovani e donne nei processi di costruzione della pace.


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