Sostieni la popolazione in Libano in fuga dall'aggressione di Israele. Dona ora per portare aiuti urgenti.

Dopo mesi di bombardamenti israeliani, il Libano è attualmente al centro di una emergenza umanitaria devastante che ha lasciato più di un milione di persone sfollate. Oltre 4.000 persone sono state uccise e più di 16.600 sono rimaste ferite. Cosa sta succedendo oggi? Nonostante le violazioni quotidiane del cessate il fuoco e l'occupazione israeliana che persiste in ampie aree del sud del paese, Un Ponte Per sta continuando a sostenere la risposta locale all’emergenza, fornendo beni di prima necessità a migliaia di famiglie sfollate, in collaborazione con il nostro partner locale Amel, che è in prima linea nell’affrontare la situazione. Benché l’accordo di cessate il fuoco prevedesse il ritiro delle forze israeliane dal sud del paese già per il 27 gennaio 2025 - prorogato poi al 18 febbraio - sembra ormai chiara la volontà dell’esercito israeliano di mantenere occupate delle porzioni di territorio libanese. Eppure il contingente UNIFIL mantiene le postazioni nel sud del paese e l’esercito regolare libanese è ormai dispiegato sulla “blue line” così da implementare le condizioni della UN ReS. 1701/2006. Risoluzione che però continua a essere violata da Israele che, mantenendo delle postazioni in territorio libanese, non rispetta la sovranità del paese minando al contempo già sul nascere la credibilità delle nuove istituzioni libanesi.
LE DIFFICILI CONDIZIONI A NABATIYE
Una delle aree più colpite dalle conseguenze della guerra tra Israele ed Hezbollah è senz’altro l’area di Nabatiye, dove decine di migliaia di case sono state distrutte o gravemente danneggiate. La vita per le persone sfollate con l’inverno è diventata estremamente problematica. I rifugi e gli alloggi collettivi spesso risultano insalubri e isolati. Senza riscaldamento, le persone vulnerabili, come minori, anzianə e persone con disabilità, sono a rischio di ipotermia e infezioni respiratorie. Grazie ai fondi raccolti dalla campagna Emergenza Libano e grazie al prezioso sostegno di Fons Català, siamo riusciti a distribuire alla popolazione sfollata oltre 350 stufe elettriche, 350 kit per l'inverno e 350 kit igienici, ciascuno dei quali serve una famiglia di cinque persone. Nonostante le difficoltà, molte persone stanno cercando di tornare alle proprie case, e il nostro impegno è quello di continuare a supportarle in questo percorso a ostacoli.
LA SITUAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE E L'INSICUREZZA ALIMENTARE
Il piccolo paese levantino sta vivendo anche una crisi alimentare eccezionale. Secondo la previsione del WFP, entro marzo 2025 circa 1,6 milioni di persone, cioè il 29% della popolazione, potrebbero soffrire di insicurezza alimentare acuta a causa dell'inflazione e della riduzione degli aiuti internazionali. Le famiglie sfollate, che vivono in condizioni di sovraffollamento e con limitato accesso a servizi essenziali come acqua, istruzione e assistenza sanitaria, sono ancora una volta tra le più vulnerabili.
IL DIFFICILE RITORNO ALLA NORMALITÀ
Al netto delle zone che rimarranno occupate dalle forze israeliane, molte famiglie non possono ancora tornare a casa a causa della mancanza di infrastrutture (distrutte) e di servizi di base. Quelle che sono riuscite a rientrare, però, si trovano a dover affrontare gravi condizioni di vita, senza la possibilità di accedere a cure mediche adeguate, scuole e altre necessità quotidiane. Circa 45 strutture idriche sono state danneggiate, mettendo a rischio l'accesso all'acqua per 497.000 persone. I gruppi vulnerabili, in particolare donne e minori, sono più esposti a rischi elevati di sfruttamento, violenza di genere, dispersione scolastica, lavoro minorile e marginalità sociale. Il 60% dei/lle minori rifugiatə sirianə e il 27% dellə bambinə libanesi non vanno a scuola. La causa primaria è rappresentata dagli sfollamenti e dalla chiusura degli edifici scolastici.

LE ATTIVITÀ DI UN PONTE PER
In risposta a questa emergenza, Un Ponte Per, in collaborazione con l'Associazione Amel, ha lanciato già da ottobre 2024 la campagna “Emergenza Libano” - con il sostegno di Amel Italia - per supportare la risposta umanitaria dei nostri partner libanesi. Come Amel Lebanon, che è la più grande organizzazione umanitaria libanese non settaria, e chi conosce un po’ il contesto del Libano sa quanto sia eccezionale trovare realtà capillari scevre da appartenenze di setta. Proprio insieme ad Amel, abbiamo anche avviato il progetto "Soccorso d'emergenza per la popolazione sfollata in Libano", sostenuto da Fons Català nel governatorato di Nabatiye, per fornire assistenza di base, beni di prima necessità, kit igienici, kit per l’inverno e generi alimentari. Nonostante le condizioni sul terreno siano davvero critiche, il lavoro delle operatorə locali di Amel sta aiutando le persone più vulnerabili a sopravvivere e a ricostruire una vita dignitosa. Per questo ringraziamo di cuore i nostri partner sul campo, le tante persone e realtà che ci sostengono e anche chi ci ha dato una mano diffondendo la nostra campagna.
LA NOSTRA PROMESSA
Un Ponte Per continuerà a essere al fianco delle persone che in Libano stanno lentamente cercando di tornare alle proprie case per ricostruire la loro vita dopo l’ennesima guerra e invasione israeliana. Nonostante le sfide enormi, siamo impegnatə a garantire che le famiglie sfollate possano ricevere il supporto necessario per far fronte alla crisi in corso, con l’obiettivo di alleviare le difficoltà quotidiane e affinché possano recuperare un briciolo di speranza nel futuro.

