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Comunicato stampa

Roma, 8 Giugno 2026 - Prende avvio la mostra delle fumettiste Safaa Odah e Pat Carra Al di là del mare, con il sostegno di Erbacce, Fandango, Chandra Candiani, Un Ponte Per.
Il primo appuntamento è a Lecce dal 12 giugno al 10 settembre nella Biblioteca Bernardini del Convitto Palmieri. Inaugurazione giovedì 11 giugno alle 19:00 nell’ambito di Fandango Live. La mostra è aperta a Roma dal 30 giugno al 10 settembre da Barbagianni nell’ambito di Bande de Femmes, e a Modena dal 4 settembre al 4 ottobre presso la Casa delle Donne contro la violenza, all’interno del Festival Scomode.


Da due paesi diversi, Palestina e Italia, Safaa Odah e Pat Carra raccontano il passato e il presente della guerra attraverso l’arte che le accomuna, il fumetto. Entrambe usano l’umorismo come forma di resistenza e di contro-informazione, e hanno uno sguardo femminista. Si sono incontrate sui social nel 2024, quando Safaa disegnava sulle pareti della tenda nel campo profughi, perché aveva finito la carta. Da allora è cresciuto un rapporto di amicizia e di lavoro tra Milano e Gaza, dove Safaa è rimasta l’ultima fumettista che continua a disegnare e a testimoniare il genocidio.

Pat ha colto la sfida di creare le condizioni concrete di un progetto comune, prima pubblicando la rubrica Una tenda in Palestina(qui) sulla rivista Erbacce, poi curando il libro Safaa e la tenda. Diario di una fumettista da Gaza (Fandango Libri 2026), da cui è nata l’idea della mostra Al di là del mare.

“Io sono in un paese e Pat in un altro, separate da confini e mari,” – scrive Safaa da Gaza- “ ma questo non ha impedito che nascesse una mostra condivisa. Penso che entrambe non ci aspettassimo di arrivare a questo punto, ma sia lodato Dio: è questo il frutto del nostro bellissimo rapporto. Non lo considero un successo in senso tradizionale, ma come una continuazione e trasformazione del rapporto in qualcosa di vivo e tangibile, che altre persone possono vedere e sperimentare. Questo risultato è la prova che qualcosa può resistere e crescere nonostante tutte le difficoltà.”

Oltre alle numerose tavole singole di Safaa e di Pat, la mostra presenta una sezione di fumetti a quattro mani, come per dissolvere la distanza tra due paesi, Palestina e Italia, separati e uniti dal mare.
La poeta e amica Chandra Candiani partecipa con il testo Indomabile fiducia. (qui)
La mostra è un atto di fede nell’arte, nell’umorismo e nell’amicizia.


Safaa Odah | Nata nel 1984 a Rafah nella Striscia di Gaza, Safaa è fumettista e artista dell’animazione, con un master in psicologia. Dopo il 7 ottobre 2023 è stata sfollata più volte, ma dalla sua tenda nel campo profughi di Al-Mawasi continua a disegnare e testimoniare. Ha ricevuto lo Special Award di LICAF e il Kofi Annan Courage in Cartooning Award. Nel 2026 esce Safaa e la tenda. Diario di una fumettista da Gaza (Fandango Libri, a cura di Pat Carra). Pubblica su giornali arabi, tra cui Al-Araby Al-Jadeed, e in Italia sulla rivista Erbacce.

Pat Carra | Nata a Parma nel 1954, Pat vive a Milano. Dagli anni ’70 disegna fumetti umoristici e femministi. Ha cofondato le riviste Aspirina e Erbacce. Le guerre occidentali e i suoi legami con la violenza contro le donne ricorrono nel suo lavoro su giornali, libri, mostre. Nel 1998 esce Orizzonti di boria sulla guerra nei Balcani, nel 2004 Cassandra che ride su quelle in Iraq e Afghanistan. Per Fandango ha pubblicato nel 2012 Sex of humor sull’intreccio sesso potere denaro, e curato il libro di Safaa.


Al di là del mare è curata da Pat Carra; progetto grafico di Sandro Stefanelli, progetto di allestimento di Marina Malavasi (Hypereden); video di Anna Ciammitti e Safaa Odah; testo Indomabile fiducia di Chandra Candiani. Il libro da cui è nata la mostra: Safaa e la tenda (a cura di Pat Carra, Fandango Libri 2026). Con il sostegno di Chandra Candiani, Fandango, Un Ponte Per, Erbacce.

Tappe

>Lecce | 11 giugno/ 10 settembre (Lun | Sab dalle 8:00 alle 20:00) – Convitto Palmieri. Biblioteca Bernardini, Piazzetta Carducci. Inaugurazione 11 giugno h.19:00.

>Roma | 30 giugno/10 settembre – Barbagianni, Via del Pigneto 91.

>Modena | 4 settembre/4 ottobre  – Casa delle donne contro la violenza, Strada Nord Vaciglio 6.

COMUNICATO STAMPA
Vendita di armi verso Israele: prima udienza a trattazione scritta, attesa la decisione del giudice entro 30 giorni

Roma, 1 Aprile 2026 - Si è svolta in forma di trattazione scritta la prima udienza davanti al Tribunale civile di Roma nell’ambito dell’azione legale promossa da A Buon Diritto, ACLI, ARCI, AssoPacePalestina, ATTAC Italia, Pax Christi e Un Ponte Per, con la partnership legale della Fondazione Hind Rajab e insieme a Hala Abulebdeh, cittadina palestinese, contro Leonardo S.p.A. e lo Stato italiano.

L’azione chiede che vengano dichiarati nulli i contratti di fornitura militare tra Leonardo S.p.A. e lo Stato di Israele.

Il giudice ha disposto che l’udienza si svolgesse in forma scritta, senza discussione orale in presenza. In questa fase, non è stata ancora emessa alcuna decisione: il giudice ha 30 giorni di tempo per pronunciarsi sui nodi preliminari della causa.

Tra le possibili decisioni che potranno essere assunte vi sono le risposte a tutte le questioni procedurali sollevate da Leonardo e dallo Stato italiano, che condizionano il futuro del processo: dalla verifica della giurisdizione del giudice italiano e della legittimazione delle organizzazioni ricorrenti, alla eventuale chiamata in causa dello Stato di Israele. Il Giudice potrebbe anche  ordinare a Leonardo S.p.A. - come richiesto dalle ricorrenti - l’esibizione dei contratti oggetto del ricorso, attualmente non accessibili.

Solo a seguito di questo primo provvedimento sarà possibile comprendere con maggiore chiarezza il percorso che la causa seguirà.

L’azione legale rappresenta un passaggio importante per affermare il rispetto della Costituzione italiana e dei principi del diritto internazionale in materia di commercio di armamenti, in un contesto segnato dalla prosecuzione delle operazioni militari nella Striscia di Gaza e dalle gravi conseguenze sulla popolazione civile.

Le organizzazioni promotrici continueranno a sostenere questa iniziativa anche attraverso una raccolta fondi per coprire i costi del procedimento.

COMUNICATO STAMPA

Roma, 26 Marzo 2026 – Con la prima udienza in programma domani, 27 marzo, presso il Tribunale civile di Roma, entra nel vivo la causa contro Leonardo S.p.A. e lo Stato italiano per fermare la vendita di armi verso Israele. In questa occasione, le organizzazioni promotrici lanciano una raccolta fondi pubblica per sostenere una battaglia legale che chiama direttamente in causa la responsabilità delle istituzioni italiane.

Al centro del procedimento c’è una domanda netta: è legittimo continuare a esportare armamenti verso un Paese coinvolto in operazioni militari che hanno causato decine di migliaia di vittime civili e sono oggetto di gravi contestazioni da parte della comunità internazionale?

Secondo i promotori, la risposta è no.

Per questo, il 29 settembre 2025 è stata depositata una citazione che chiede di dichiarare nulli i contratti di fornitura di armamenti stipulati da Leonardo – partecipata dallo Stato – con Israele, perché in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione, con la legge 185/1990 e con il diritto internazionale.

“La prima udienza segna un passaggio decisivo: portiamo davanti a un giudice quello che da mesi denunciamo nello spazio pubblico”, dichiarano le organizzazioni. “Non è solo una questione politica: è una questione di legalità costituzionale”.

Dopo il 7 ottobre 2023, mentre la Striscia di Gaza veniva devastata dai bombardamenti e il conflitto si estendeva nella regione, altri Paesi europei hanno introdotto restrizioni sull’export di armamenti. L’Italia, al contrario, non ha sospeso le autorizzazioni, continuando di fatto a consentire le forniture.

“Questa causa mette in discussione una scelta precisa: continuare a commerciare armi anche di fronte a violazioni gravi e documentate dei diritti umani. Noi chiediamo che questa scelta venga giudicata per quello che è”.

Accanto all’azione legale, prende il via una campagna di raccolta fondi per sostenere i costi del procedimento: spese legali, consulenze tecniche e attività di comunicazione.

“Affrontare in tribunale un grande gruppo industriale e lo Stato italiano è una sfida impari. Ma è anche l’unico modo per trasformare l’indignazione in un atto concreto”.

L’iniziativa è promossa da una rete di organizzazioni della società civile - ARCI, ACLI, A Buon Diritto, AssoPacePalestina, ATTAC Italia, Pax Christi e Un Ponte Per - insieme alla Fondazione Hind Rajab, con il sostegno di realtà impegnate nella finanza etica e nei diritti umani.

L’obiettivo è raccogliere 25mila euro per portare avanti un’azione che potrebbe segnare un precedente rilevante: se accolta, la causa potrebbe infatti impedire future forniture militari e ridefinire i limiti dell’export di armi italiano.

“La posta in gioco è chiara: stabilire se la Costituzione può essere aggirata quando si parla di commercio di armi. Noi crediamo di no”.

La campagna è attiva sulla piattaforma Produzioni dal Basso: https://sostieni.link/40024 

Difendere la Costituzione, fermare le armi.

COMUNICATO STAMPA

Milano, 20 marzo 2026 – Il Comitato locale di Milano di Un Ponte Per organizza un incontro pubblico giovedì 26 marzo alle ore 19:00 presso il C.I.Q. per approfondire la grave emergenza umanitaria in Libano e nella regione, con testimonianze dirette da Beirut.

Interverranno David Ruggini, capo missione di Un Ponte Per in Libano, insieme alle/ai colleghe/i libanesi, per raccontare quanto sta accadendo e discutere di cosa è possibile fare per sostenere la popolazione colpita. Introduce e modera Anna Camposampiero del Comitato Nazionale di UPP.

Quando scoppia una situazione di conflitto spesso i media si concentrano su analisi politiche rispetto agli equilibri internazionali, sulle conseguenze economiche legate alle risorse energetiche e sull’aumento dei prezzi per il mondo occidentale. Come Un Ponte Per, da sempre cerchiamo invece di guardare agli effetti dei conflitti “dal basso”, dando voce al punto di vista di chi subisce i bombardamenti, di chi è costretto ad abbandonare la propria casa, affrontando ogni giorno la lotta per la sopravvivenza della propria famiglia.

A seguito degli attacchi aerei israeliani nel sud del Libano, estesi fino alla periferia di Beirut, si stima che almeno 1milione di persone siano state costrette a fuggire, trovando rifugio in scuole trasformate in centri di accoglienza.

Le operatrici e gli operatori umanitari di Un Ponte Per, insieme alle associazioni locali, sono impegnati/e nelle attività di soccorso alla popolazione, con la distribuzione di beni essenziali: kit igienici per le famiglie sfollate, pannolini, acqua, cibo, materassi e coperte.

Programma della serata | 26 marzo 2026

C.I.Q. Centro Internazionale di Quartiere (Via Fabio Massimo 19, Milano)

· Ore 19:00 – Testimonianze da Beirut in collegamento con David Ruggini e staff locale di Un Ponte Per. Modera Anna Camposampiero.

· Dalle 20:30 Cena

Nel corso della serata sarà possibile sostenere l’intervento di Un Ponte Per.

Comunicato stampa

Beirut, 16 marzo 2026 – Ottocentomila persone sfollate che stanno cercando riparo in scuole, edifici pubblici e rifugi di fortuna; oltre 600 vittime civili, 580 rifugi allestiti per fronteggiare l’emergenza: sono solo alcuni dei numeri che arrivano da Beirut, in Libano, dove dal 2 marzo scorso non si sono mai fermati i bombardamenti israeliani, che stanno colpendo indiscriminatamente la popolazione già provata da due anni di instabilità e crisi.

Intere famiglie stanno lasciando in queste ore le proprie case per tentare di salvarsi, tra cui bambine e bambini, persone anziane e con disabilità, donne.

Un Ponte Per (UPP), Ong italiana presente nel paese da quasi 30 anni con i propri operatori e le proprie operatrici italiani e locali, si è immediatamente attivata per fronteggiare la situazione.

Sabato 14 marzo sono state effettuate le prime distribuzioni di aiuti umanitari, tra cui kit igienici, cibo, coperte, materassi e pannolini. Per poter supportare la popolazione, UPP ha attivato immediatamente una raccolta fondi di emergenza. Con le prime distribuzioni sono state raggiunte circa 150 famiglie nella zona centrale di Beirut in 3 scuole. Altre 250 famiglie verranno raggiunte con nuove distribuzioni nei prossimi giorni, se le condizioni di sicurezza lo consentiranno.

La situazione peggiora drammaticamente di ora in ora, così come è in aumento costante il numero delle persone sfollate che hanno bisogno di assistenza immediata. Tra loro ci sono anche nostri operatori. I bombardamenti si sentono chiaramente giorno e notte. Ieri le forze armate israeliane hanno aperto il fuoco sulle persone sfollate in spiaggia. Restiamo in attesa di capire fin dove si spingeranno le truppe di terra, già presenti nel sud del paese”. Così David Ruggini, Capo Missione di Un Ponte Per in Libano.

Qui un video con la sua testimonianza registrata nelle prime ore dell’attacco israeliano: https://www.facebook.com/reel/34124573513857325

Qui una testimonianza di Ruggini su Rainews24:
https://www.rainews.it/video/2026/03/bombe-sul-libano-900-morti-850mila-sfollati-rega-beirut-3394419c-d63e-4f02-8025-6981108fbd1d.html?nxtep

Le operatrici e gli operatori di UPP sono disponibili per fornire testimonianze, interviste e collegamenti in italiano e inglese.

COMUNICATO STAMPA

Libano: ordine di evacuazione per l’intero sobborgo sud di Beirut. Fino a 200mila persone in fuga

Beirut, 05/03/2026 – La situazione a Beirut è estremamente tesa dopo l’ordine di evacuazione diffuso nelle ultime ore dalle forze israeliane per l’intero sobborgo sud della città, l’area di Dahiye. Secondo le prime stime, l’ordine riguarda circa 200.000 persone, chiamate a lasciare la zona senza che siano previste eccezioni per ospedali, scuole o strutture già adibite a rifugi per sfollati.

“La popolazione si è riversata in strada nel tentativo di allontanarsi dall’area: il traffico è congestionato in tutta la città e gli spostamenti, sia all’interno di Beirut sia verso l’esterno, risultano estremamente difficili dichiara David Ruggini, Capo Missione di Un Ponte Per in Libano.

Un Ponte Per è al momento in contatto costante con lo staff presente nel Paese per garantirne la sicurezza. Alcuni membri del team risultano attualmente tra le persone sfollate, mentre altri si trovano in aree molto vicine alla zona indicata per l’evacuazione.

Tra le aree incluse nell’ordine di evacuazione figura anche il campo palestinese di Shatila, dove Un Ponte Per sostiene un Centro sportivo comunitario e decine di famiglie con il programma dei Sostegni a Distanza.

«In queste ore stiamo assistendo a un movimento di massa della popolazione civile: migliaia di persone stanno cercando di lasciare le proprie case contemporaneamente, con strade completamente bloccate e pochissimi luoghi sicuri dove andare», prosegue David Ruggini. «Questa situazione non solo mette a rischio la popolazione, ma rende estremamente difficile anche il lavoro delle organizzazioni umanitarie che stanno cercando di rispondere a un’emergenza già molto grave».

Secondo i dati raccolti fino a questa mattina, circa 83.000 persone erano ospitate nelle scuole trasformate in rifugi, per un totale stimato di 300.000 sfollati interni nel Paese. Con l’evacuazione di Dahiye, si potrebbero aggiungere altre 200.000 persone, mentre le organizzazioni umanitarie sul campo temono che il numero totale di sfollati possa raggiungere rapidamente il milione.

Alla luce degli sviluppi e delle dinamiche osservate negli ultimi anni, gli operatori sul campo temono che le prossime ore e la notte possano essere particolarmente critiche.

Per far fronte all’emergenza in corso, Un Ponte Per ha lanciato la campagna di raccolta fondi “Emergenza Libano” per sostenere la risposta umanitaria dei partner locale. La campagna è attiva sul sito di Un Ponte Per: https://unponteper.it/it/campagna/emergenza-libano/

Un Ponte Per continua a monitorare la situazione e a lavorare insieme ai partner locali per fornire sostegno alla popolazione colpita dall’emergenza.

Roma, 23 Febbraio 2026 – Una serata all’insegna del cinema e della memoria, nell’ambito della campagna per l’istituzione di una Giornata della Memoria per le Vittime del Colonialismo italiano: il 1° Marzo a Roma, al Nuovo Cinema Aquila, Un Ponte Per ha organizzato la proiezione del filmAdwa. Una vittoria africana” ((97’, Etiopia/Usa, 1999) del regista etiope Hailé Gerima, che sarà in collegamento da Washington.

Gerima è stato recentemente insignito del premio onorifico “Berlinale Camera” durante la 76ma edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino (2026) per il suo ultimo lavoro – “Black Lions – Roman Wolves” dedicato alla memoria rimossa del colonialismo italiano. Il premio viene assegnato a personalità che hanno dato un contributo eccezionale al Cinema.

“Adwa. Una vittoria africana”, che sarà proiettato a Roma in occasione del 130° anniversario della battaglia di Adwa (1896), è un’opera costruita come un contro-racconto. Intrecciando testimonianze orali, canti, allegorie e materiali d’archivio, il film compie il gesto fondamentale di rovesciare lo sguardo. Laddove le immagini e i documenti disponibili sono stati spesso filtrati dal punto di vista coloniale, Gerima li rilegge criticamente e li rimonta, facendoli dialogare con voci, memorie e narrazioni etiopi: la battaglia non appare più come una “parentesi” della storia italiana, ma come un evento centrale per l’Etiopia e per l’Africa, un’esperienza collettiva che parla di dignità, autodeterminazione e resistenza. ll film restituisce inoltre spazio a una dimensione spesso oscurata: la partecipazione delle donne, non solo nella cura e nella logistica, ma dentro la trama politica e simbolica della resistenza.

La battaglia di Adwa

Il 1° marzo 1896, nel corso di una durissima battaglia combattuta nei pressi della città di Adwa, nel nord dell’Etiopia, l’esercito etiope inflisse una sconfitta decisiva alle truppe d’invasione italiane, arrestando per 40 anni il progetto di trasformare l’Etiopia in un protettorato coloniale. Quella di Adwa fu una battaglia estremamente cruenta. L’armata etiope poteva contare su un elevato numero di combattenti ma male armati. Il corpo di spedizione italiano era numericamente inferiore, ma equipaggiato con moderni armamenti europei.

Le perdite etiopi furono pesantissime: oltre 5.000 combattenti persero la vita in difesa della propria terra. Tanti furono anche i giovani italiani mandati a morire per una guerra non loro. Adwa fu però la prima grande sconfitta di una potenza europea inflitta da forze africane durante l’epoca coloniale, diventando un punto di riferimento simbolico per l’immaginario anti-coloniale e panafricano. In Etiopia la vittoria viene tutt’ora ricordata ogni anno il 2 di Marzo con l’”Adwa Victory Day”, oggi ricorrenza nazionale.  

Nell’ambito del suo lavoro in Italia per il recupero della memoria dell’epoca coloniale e la decolonizzazione, Un Ponte Per ha scelto di ricordare la vittoria di Adwa non come “episodio lontano”, ma come snodo di memoria: perché senza fare i conti con il colonialismo e con le sue vittime non è possibile comprendere il presente.

Programma della serata 

Nuovo Cinema Aquila (Via L’Aquila 66/74, Roma)

L'evento si inserisce nel quadro delle iniziative che condurranno all'organizzazione del festival di cinema Arene Decoloniali 2026.

Ingresso 7 euro.
Per informazioni: decoloniale@unponteper.it  

Al via un nuovo intervento della Ong italiana presente nel paese dal 2022 in consorzio con l’organizzazione ucraina Bukovinian Agency for Initiatives and Development, grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Roma, 20 Febbraio 2026  – Si intitola “SPARK” (Scintilla) e intende fornire sostegno alle tantissime persone ancora in stato di bisogno in Ucraina: è il nuovo intervento emergenziale della Ong italiana Un Ponte Per (UPP), attiva nel paese dall’inizio dell’invasione russa (2022), grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

L’Ucraina infatti continua ad affrontare enormi difficoltà dall’invasione russa su vasta scala del Febbraio 2022. Le Nazioni Unite stimano che siano 10,8 milioni le persone in stato di bisogno, e in modo particolare nelle regioni più esposte a continui bombardamenti, come Kharkiv e Sumy, in cui il progetto “SPARK” interverrà. Qui infatti mancano servizi essenziali, la maggior parte delle abitazioni e delle scuole sono state distrutte, lasciando le persone più vulnerabili in situazione di enorme stress psicologico. Donne e bambine inoltre sono particolarmente esposte alla violenza di genere, e le caregiver si trovano a rischio di burnout.

Grazie al sostegno di MAECI ed AICS, UPP supporterà l’organizzazione lead di consorzio Bukovinian Agency for Initiatives and Development (BAID) e il partner locale Rokada Charitable Foundation – con interventi  su più fronti nel corso del prossimo biennio. Obiettivo dell’intervento infatti è di fornire assistenza multi-settoriale e garantire l’accesso ai servizi di base ai gruppi più vulnerabili, assicurando protezione, sostegno psicologico, continuità nei servizi scolastici e sicurezza alimentare.

Tra le moltissime attività previste infatti, che mirano a raggiungere oltre 65 mila persone, ci saranno distribuzioni di kit di prima necessità (cibo, materiali per affrontare l’inverno, sementi), attività di formazione per caregiver in sostegno psicologico, psicologia dell’emergenza e primo soccorso; oltre alla promozione e diffusione di campagne per contrastare la violenza di genere (GBV) e alla formazione garantita a professionisti/e in ambito legale sui diritti e le procedure da attuare in casi di emergenza. Sarà inoltre garantita continuità scolastica a bambini e bambine attraverso l’organizzazione di corsi di recupero.

UPP continuerà quindi a stare a fianco della popolazione civile colpita in Ucraina, grazie al prezioso lavoro dei suoi partner locali e del sostegno di MAECI e AICS.

CONFERENZA STAMPA

La rete In Difesa Di presenta i risultati del monitoraggio 2025 e il Protection Hub come strumento di tutela delle libertà democratiche

19 dicembre ore 11.30

Sala Stampa della Camera dei Deputati,

(Via della Missione n.4)

Venerdì 19 dicembre alle ore 11.30 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati verrà presentato il risultato del monitoraggio sullo stato dello spazio civico in Italia nel 2025, alla luce del recente declassamento del nostro Paese a “spazio civico ostruito” nel Civicus Monitor 2025, e per illustrare le iniziative avviate dalla società civile a tutela delle libertà democratiche.

Il rating di Civicus colloca l’Italia allo stesso livello di Paesi come l’Ungheria di Viktor Orbán e conferma un deterioramento strutturale delle libertà di espressione, manifestazione e associazione, aggravato dall’approvazione del Decreto Sicurezza, dalla criminalizzazione del dissenso e dai casi di sorveglianza illegale ai danni di giornalisti e attivisti.

Intervengono: Erasmo Palazzotto (ARCI), Francesco Cancellato (Direttore Fanpage.it), Avv. Antonello Ciervo (Protection Hub / Giuristi Democratici), Marica Di Pierri - (A Sud), Francesca Caprini (Yaku / In Difesa DI).

Sono invitati a partecipare rappresentanti delle organizzazioni della società civile aderenti e parlamentari.

Per partecipare è necessario accreditarsi entro giovedì 18 dicembre scrivendo una mail all’indirizzo alessandrocoltre@asud.net con oggetto “accredito conferenza stampa 19 dicembre” indicando nome, cognome, testata o associazione di riferimento.

Si ricorda che per le regole della Camera dei Deputati, gli uomini devono indossare la giacca per poter accedere.

Roma, 16 dicembre 2025

Info e contatti:

Ufficio stampa A Sud

alessandrocoltre@asud.net

+39 3891786343

IN DIFESA DI, RETE NO DL Sicurezza, Amnesty International Italia, ARCI, A Sud, Cnca - Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, COSPE, Un Ponte Per, Global Movement to Gaza, Greenpeace Italia, Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT), Terra Nuova Centro per la Solidarietà e la Cooperazione tra i Popoli, Associazione Nazionale Giuristi Democratici, Yaku Odv, Polo Civico Esquilino, Articolo 21, Legal Team Italia, Libera contro tutte le mafie, AOI  - Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, Ultima Generazione, ASGI, Per il Clima Fuori dal Fossile, Human Rights International Corner

 Tra i motivi del declassamento: approvazione dl Sicurezza e caso Paragon

L’Italia è stata ufficialmente declassata a Paese con “spazio civico ostruito” nel nuovo rapporto annuale del Civicus Monitor. Una valutazione che conferma il deterioramento strutturale delle libertà democratiche e colloca il nostro Paese tra quelli in cui lo spazio civico è sottoposto a restrizioni significative, allo stesso livello dell’Ungheria di Orban.

Il Civicus Monitor utilizza una metodologia basata sulla raccolta e l’analisi di dati provenienti da fonti multiple, incluse organizzazioni della società civile, osservatori sui diritti umani, piattaforme di monitoraggio indipendenti e analisi giuridiche, valutando il rispetto delle libertà di espressione, manifestazione e associazione. Il rating “ostruito” indica che tali libertà sono soggette a violazioni ricorrenti, intimidazioni, limitazioni arbitrarie e uso distorto degli strumenti normativi.

Mentre cresce l’impegno della società civile per la tutela dei diritti fondamentali, i decisori italiani chiudono ogni spazio di dialogo democratico, mostrando disinteresse per il confronto e una crescente propensione a silenziare voci critiche. In Italia, il deterioramento dello spazio civico è stato accelerato dall’approvazione del Decreto Sicurezza, che introduce pene più severe e strumenti repressivi nei confronti del dissenso pacifico e in generale sull’esercizio della libertà di riunione e associazione pacifiche, in violazione dei principi di legalità, uguaglianza e non discriminazione.

A questo si aggiunge l’impiego dello spyware Graphite, prodotto da Paragon Solutions, utilizzato per attività di sorveglianza illegale nei confronti di giornalisti e attivisti, dimostrando una crescente compromissione del diritto alla critica e alla libera informazione.

Tutto questo si inserisce in un quadro generale di criminalizzazione della protesta che ha colpito principalmente l’attivismo climatico e ambientale, le ong impegnate nel soccorso in mare delle persone migranti e attivisti dei movimenti in difesa del popolo palestinese.

Un quadro in cui sono messi in discussione la libertà di stampa e l’autonomia della magistratura con i giornalisti che subiscono azioni temerarie e processi per il loro lavoro, mentre esponenti governativi sono protagonisti di vere e proprie campagne diffamatorie contro la magistratura, accusando i giudici di parzialità politica e di collusione con le organizzazioni non governative.

Non si tratta di un caso isolato. Anche Francia e Germania sono state declassate, segno di un arretramento generalizzato dello spazio civico in Europa. L’intensificazione del clima di guerra e la crescente militarizzazione delle politiche pubbliche stanno restringendo progressivamente gli spazi democratici, con i cittadini sempre più esclusi dai processi decisionali. In questo contesto, la sicurezza viene spesso utilizzata come argomento per limitare libertà e diritti fondamentali, alimentando dinamiche repressive.

Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche per fermare questa deriva autoritaria e riaffermare il ruolo centrale del dissenso e della libertà di stampa nella tutela della democrazia come previsto dalla nostra Costituzione. La difesa dello spazio civico è condizione essenziale per garantire pluralismo, giustizia sociale e tutela dei diritti umani.

Il 19 dicembre alle 11.30 verranno presentati in conferenza stampa alla Camera dei Deputati i risultati del monitoraggio e le iniziative a tutela dello spazio civico adottate dalla Rete in Difesa Di e dalle organizzazioni della società civile.

IN DIFESA DI

RETE NO DL Sicurezza

Amnesty International Italia

ARCI

A Sud

Cnca - Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti

COSPE

Un Ponte Per

Global Movement to Gaza

Greenpeace Italia

Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT)

Terra Nuova Centro per la Solidarietà e la Cooperazione tra i Popoli

Associazione Nazionale Giuristi Democratici

Yaku Odv

Polo Civico Esquilino

Articolo 21

Legal Team Italia

AOI  - Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale
Ultima Generazione

ASGI

Per il Clima Fuori dal Fossile

Human Rights International Corner

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