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In continuità con la mobilitazione lanciata il 22 settembre, Un Ponte Per conferma la propria adesione alla giornata di sciopero e mobilitazione nazionale contro il genocidio del 3 ottobre e alle successive.
Il 22 settembre è stata soltanto la prima tappa: lo sciopero generale ha dimostrato che esiste una volontà collettiva di opposizione, che non accetta il silenzio complice dei governi.
Segue l'appello pubblicato in occasione della prima giornata di sciopero.

Con l’occupazione di Gaza City si sta scrivendo l’ultimo, drammatico capitolo del progetto colonialista di insediamento israeliano.
Davanti al deliberato sterminio di un popolo, alle centinaia di migliaia di persone in fuga, stremate da due anni di totale assedio, davanti a immagini che spezzano i nostri cuori, non possiamo restare fermə.
Davanti alla repressione del dissenso, a una narrazione mediatica che continua a raccontare il genocidio come una “guerra tra eserciti”, al silenzio dei Governi, è urgente superare il senso di impotenza che ci pervade e portare i nostri corpi nelle piazze.
Per questo il 22 settembre Un Ponte Per aderisce allo sciopero generale, proclamato dai sindacati di base e dai movimenti palestinesi. Scioperiamo per fermare il genocidio in Palestina, per rifiutare la normalizzazione dell’orrore, per boicottare un’economia che alimenta questo sistema di morte, per sostenere il difficile viaggio della Global Sumud Flotilla, che cerca di rompere l’assedio.
Abbiamo deciso di chiudere i nostri uffici in Italia in questa giornata, perché vogliamo dare un segnale forte di dissenso: quando i Governi scelgono la complicità, tocca a noi – cittadine e cittadini, associazioni e movimenti – far sentire la nostra voce e chiedere con forza l’interruzione di ogni forma di collaborazione con Israele. E per rafforzare la nostra azione solidale, devolveremo la giornata di sciopero alla campagna Acqua per Gaza.
In questi giorni le nostre attiviste e attivisti sono nelle piazze e ai presidi che attraversano le città. Lunedì vi invitiamo a “abbassare le saracinesche” e unirvi alle mobilitazioni del 22 settembre: nelle piazze, nei cortei, per bloccare un sistema ingiusto che alimenta questo massacro.
Scegliamo di prendere posizione: scioperiamo, partecipiamo al boicottaggio, uniamoci a questo appuntamento, così come a quelli che ci attendono nelle prossime settimane.
Scegliamo insieme di stare dalla parte giusta della storia.

