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PREVENZIONE DELL'ESTREMISMO VIOLENTO IN IRAQ

Nome progetto
INDICASERE - Research, Capacity Building, Awareness and Resilience of the Syrian and host-communities in Jordan, Iraq and Spain 
Tipologia intervento
Peacebuilding, Prevenzione dell’estremismo violento
Destinatari
Comunità rifugita siriana, sfollata irachena e ospitante
Durata
Gennaio 2019 - Marzo 2022
Area di intervento
Finanziato da
Agència Catalana de Cooperació al Desenvolupament; NOVACT

Prevenire l’esplodere di conflitti e violenze, trasformandone le cause e trovando soluzioni basate sul dialogo attraverso il rafforzamento delle società civili: è questo l’obiettivo con cui l’organizzazione catalana Novact (International Institute for Nonviolent Action) ha creato in anni recenti alcuni Osservatori per la Prevenzione dell’Estremismo Violento (OPEV) in diversi paesi del Medio Oriente e del Nord Africa.

La collaborazione tra Un Ponte Per, Novact, e le organizzazioni locali Laong e Pfo, porterà alla creazione di un Osservatorio anche in Iraq (OPEV – Iraq), grazie al lavoro di un Comitato di coordinamento che si occuperà di valutazione, programmazione e monitoraggio da un punto di vista tecnico-amministrativo, e della creazione di gruppi tematici per la ricerca, il training e la metodologia pratica.

Il lavoro di OPEV-Iraq si concentrerà in modo particolare sulla popolazione rifugiata siriana in Iraq, la popolazione irachena sfollata interna, le comunità ospitanti irachene e curde.

Attraverso un lavoro di analisi, ricerca, pubblicazione e attività di formazione nel Kurdistan iracheno, OPEV-Iraq elaborerà una piano per la prevenzione dell’estremismo violento in Iraq da sottoporre ad istituzioni locali, nazionali, regionali ed internazionali, conducendo azioni di networking con le Nazioni Unite e l’Unione Europea. Scambi di buone pratiche e coordinamento tra OPEV-Iraq e gli altri Osservatori in Giordania e in Catalogna attraverso attività seminariali renderanno più efficace la sua azione.

Obiettivo finale sarà incoraggiare la partecipazione attiva delle società civili nell’elaborazione di politiche pubbliche nel campo del peacebuilding, della risoluzione dei conflitti e della gestione delle popolazioni rifugiate, con un particolare riguardo a giovani e donne. In questo modo, si contrasterà la diffusione di discorsi d’odio, favorendo la coesione sociale.

Nel corso del 2021,  grazie alla seconda fase del progetto, saranno svolte numerose attività programmate per l’anno precedente e sospese a causa della pandemia. Nello specifico, con un focus speciale rivolto alle persone rifugiate siriane nell’area di Sulaymaniyah nel distretto di Arbat, saranno promosse attività di sensibilizzazione sulla violenza di genere e sulla gestione e mediazione dei conflitti inter-comunitari. Queste attività sono organizzate nel Centro comunitario di Sulaymaniyah e prevedono programmi radiofonici, campagne di sensibilizzazione sulla gestione nonviolenta dei conflitti e sullo sport come strumento di contrasto alla violenza, attività educative, artistiche e sportive, sessioni di sensibilizzazione sul Covid-19. In totale saranno 8.160 le persone coinvolte.

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