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QUARTO CARICO UMANITARIO IN ROJAVA

Nome progetto
Distribuzioni aiuti umanitari 
Tipologia intervento
Emergenza
Destinatari
Persone sfollate siriane
Durata
Settembre 2016
Area di intervento
Finanziato da
Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS),Ufficio 8×1000 della Tavola Valdese, Provincia Autonoma di Bolzano, donazioni private

Prosegue il nostro impegno verso le popolazioni colpite dal conflitto nella regione a maggioranza curda della Siria. Distribuzioni di medicinali e kit sanitari, sostegno psico-sociale e resilienza al centro dei prossimi 7 mesi di lavoro.

La mattina del 28 settembre 2016 abbiamo passato nuovamente il confine con l’Iraq entrando in Siria per accompagnare un carico di aiuti umanitari destinati alla popolazione sotto assedio: medicinali generici, anti-tumorali irreperibili nel paese e kit igienici per le persone ospitate nei campi profughi. Il carico sarà consegnato dalla Mezzaluna rossa curda. Le distribuzioni permetteranno di dare assistenza a più di 20.000 persone che vivono nella regione del Rojava.

Si tratta della prima di un ciclo di distribuzioni che effettueremo tra il 2016 e il 2017 nell’ambito di un progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), e che realizzeremo con il sostegno dell’Ufficio Otto per Mille della Tavola valdese e della Provincia Autonoma di Bolzano.

In totale verranno distribuiti aiuti per 50.000 persone sfollate e garantito accesso alle cure a 75.000.

Ma in Rojava saremo impegnati con un progetto più ampio. Nei prossimi 7 mesi infatti sfollatə interni, rifugiatə sirianə e irachenə potranno anche fare affidamento sui servizi di sostegno psico-sociale che garantiremo nei Centri della KRC, dove svolgeremo training di formazione sulle tecniche di resilienza e sul sostegno psico-sociale cui parteciperanno 200 operatorə della Mezzaluna Rossa.

Il 2015 ci aveva visti impegnati nella distribuzione di 2 carichi umanitari in Rojava e di un terzo carico di tende e attrezzature invernali. Siamo tornati oggi a percorrere quel ‘ponte’, tentando di rompere l’assedio siriano attraverso un piccolo punto di confine con il Kurdistan iracheno, dove operiamo da oltre 25 anni. Oggi, ciò che abbiamo imparato lì vogliamo portarlo anche in Rojava. 

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