Lo Stato aumenta la spesa in armi. E tu? Fai crescere la pace con il tuo 5x1000: CF 96232290583

Il progetto “Peace Support Ukraine”, sostenuto dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG) e implementato con il nostro partner rumeno PATRIR, nasce con l'obiettivo di favorire la resilienza della società civile ucraina e sostenere l’azione della gioventù locale nella resistenza nonviolenta e nella costruzione della pace, portando la loro voce alle istituzioni locali e internazionali.

Il progetto, partito a luglio 2022, si svilupperà attraverso il rafforzamento delle capacità di peacebuilding, gestione dei conflitti e mediazione tra giovani ucrainə attraverso percorsi formativi in presenza e online, produzione di guide specifiche, video e materiali comunicativi. Tutti i prodotti verranno poi veicolati per raggiungere un pubblico il più ampio possibile attraverso uno "Youth Channel/Peace Channel", un canale Telegram e sito web per la pace.

Sarà data poi attenzione alla formazione di operatricə di primo soccorso per la gestione e la cura dei traumi. Nell’ottica di potenziare il lavoro della società civile, verranno elaborati bandi per attuare idee e campagne sul tema della costruzione della pace. Infine l'intervento prevede di supportare attivistə nonviolentə che operano nei territori militarmente occupati.

Assieme a PATRIR sono stati individuati tre partner locali con un alto potenziale di trasformazione nonviolenta dei conflitti e gestione dell’impatto della guerra sulla psiche dei più giovani:

Al termine del progetto, che vedrà UPP e i partner impegnati fino alle fine del 2024, ci auguriamo di raggiungere oltre 200 giovani ucrainə e membri della società civile per rafforzare le loro capacità di peacebuilding e di risposta nonviolenta alla crisi; almeno 10 organizzazioni ucraine e 15 organizzazioni internazionali, che potranno lavorare sulla comprensione reciproca grazie al coordinamento sul campo. Accanto a questo, il progetto si propone di raggiungere 10 scuole e 50 insegnanti con la creazione di 3 Guide specifiche sul tema del Peacebuilding, della nonviolenza nei territori occupati e dell’Educazione alla pace.

Dal punto di vista comunicativo, il progetto conta di individuare almeno 20 casi di iniziative di nonviolenza e di peacebuilding portate avanti da cittadini/e ucraini, attivisti/e, organizzazioni giovanili e della società civile, per documentarli e raccontarli a livello nazionale e internazionale.

L'attuale emergenza climatica richiede un'azione immediata e drastica. Il rapporto speciale dell’IPCC “Global Warming of 1.5°C” del 2018 afferma chiaramente che la neutralità climatica globale deve essere raggiunta entro il 2050 per evitare effetti irreversibili e che è necessario uno sforzo collettivo di tutti i settori dell'economia e della società. Molte iniziative per l’azione climatica sono rivolte ai settori economici di profitto, ma resta ancora molto da fare per migliorare l'impronta climatica delle organizzazioni per la cooperazione allo sviluppo e umanitarie e rafforzare il loro contributo nella promozione dell'azione per il clima in tutto il mondo. Il ruolo che le ONG hanno nel promuovere il mainstreaming delle azioni per il clima a livello organizzativo, comunitario e istituzionale ha un grande potenziale che il progetto "(E)mission (IM)possible" desidera aiutare a sviluppare.

"(E)mission (IM)possible" mira a sviluppare delle qualifiche di istruzione superiore nel campo dell'azione climatica tra attuali e futuri professionisti della cooperazione per lo sviluppo. Con questo progetto vorremmo rafforzare il ruolo di leader nelle azioni climatiche delle ONG, che diventeranno esempi di buona condotta dal punto di vista ambientale e, quindi, climatico.

A questo scopo, "(E)mission (IM)possible" mira a:

Scopri il sito dedicato >>

Nella partnership del progetto fanno parte: 6 organizzazioni umanitarie (operanti nel settore della cooperazione allo sviluppo e per la tutela dell’ambiente e del clima) e un’università. I partner provengono dall’Italia, dalla Spagna e dal Portogallo. Abbiamo unito le forze per portare il contributo delle ONG all'azione per il clima.

Le azioni del progetto combineranno lo sviluppo di vari tipi di opportunità di apprendimento, dirette sia a un vasto pubblico di professionistə della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario (DC&H), che allo staff dei partner.

Un MOOC faciliterà l'accesso dei professionisti del settore DC&H a opportunità di formazione flessibili per costruire le competenze chiave dell'azione per il clima. Basato su contenuti di apprendimento co-creati e basati sul lavoro, il MOOC è fatto su misura per i bisogni reali e le lacune di competenze dei professionistə del settore DC&H in questo campo.

"(E)mission (IM)possible" sta anche sviluppando un percorso di apprendimento "on the job" dedicato alle competenze di azione climatica in modo che professionistə possano diventare strateghi dell'azione climatica all'interno della loro organizzazione.

Infine, il progetto contribuisce a promuovere la cooperazione tra HEIs, NGDOs, esperti ambientali e climatici nell'integrazione delle qualifiche di neutralità climatica nell'istruzione superiore, promuovendo la replica e la diffusione dei suoi intenti di upskill.

"(E)mission (IM)possible" prevede le seguenti attività chiave:

  1. MOOC (Massive On-Line Open Course)
    Il MOOC, disponibile in 5 lingue diverse (inglese, italiano, portoghese, spagnolo e francese), consiste in 6 ore di video lezioni e letture aggiuntive sui temi chiave dell'azione climatica che aiuteranno professionistə attuali e futuri a rivedere le dimensioni scientifiche, ambientali, politiche, economiche e umane del cambiamento climatico e a capire cosa possono fare le organizzazioni umanitarie internazionali per ridurre la loro impronta di carbonio e per vantare i loro effetti positivi sulla mitigazione e l'adattamento al cambiamento climatico.
  2. Toolkit di formazione sulla neutralità climatica
    Il progetto prevede la produzione di un Toolkit per la strategia di azione climatica e un programma di formazione per lo sviluppo "on the job" delle competenze del personale delle ONG nell'azione per il clima. Il toolkit includerà uno strumento di calcolo dell'impatto climatico e un manuale sulla strategia di azione climatica trasformativa.
  3. Quadro metodologico per l'implementazione
    Il quadro metodologico per l'implementazione fornirà approfondimenti metodologici dettagliati per lo sviluppo di competenze di neutralità climatica tra professionistə del settore DC&H e le ONG al di fuori della partnership.
    Il quadro fornirà strumenti chiave e consigli per la replica dello schema di apprendimento "(E)mission (IM)possible" e la sua diffusione tra ONG, rappresentanti delle istituzioni del settore DC&H e accademici HEI.
  4. I webinar
    Saranno organizzati 4 webinar per sostenere il networking e promuovere la replicabilità di "(E)mission (IM)possible" tra professionistə del settore DC&H, studentə e accademicə.
  5. Eventi di diffusione
    Tra il 2022 e il 2024, sono previsti 6 eventi a Madrid, Roma, Lisbona, Cadice e Bruxelles per diffondere, condividere i risultati e le attività del progetto e rafforzare il networking tra organizzazioni no-profit, università e istituzioni impegnate in azioni sul clima nella cooperazione allo sviluppo e negli aiuti umanitari.

Le opportunità di apprendimento sono aperte a futuri e attuali professionistə del settore della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario: studentə, volontarə, professionistə disoccupatə o non ancora impiegatə, personale delle ONG, accademicə e insegnanti, ecc.

Le attività di networking, diffusione e valorizzazione saranno rivolte anche alle istituzioni locali, nazionali ed europee, agli istituti di istruzione superiore, alle organizzazioni climatiche e ai movimenti ambientalisti dal basso.

In termini di portata geografica, le attività di progetto di "(E)mission (IM)possible" coinvolgeranno e raggiungeranno partecipanti e stakeholder non solo in Italia, Spagna e Portogallo e in altri paesi europei, ma anche in altre regioni del mondo: Africa (Mozambico, Togo, Guinea-Bissau), America Latina (Venezuela, Bolivia, Colombia, Ecuador) e Medio Oriente.

 Già da tempo Un Ponte Per porta avanti programmi di formazione e di Educazione alla Pace sul territorio nazionale, offrendo ogni anno a ragazzə gli strumenti per divenire cittadinə consapevoli e rispettosə delle diverse culture. In questo contesto, grazie al finanziamento di “Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza", parte a Marzo 2022 (e durerà fino a dicembre dello stesso anno) il progetto “Patti Educativi di Comunità”, implementato dal Comitato UPP di Monza e Milano in collaborazione con Arci Scuotivento, Arcodonna, Banca del Tempo Monza, Gruppo Solidarietà Africa, La Scatola dei Pensieri, Legambiente, Libera, Parada, Silvia Tremolada, Socialtime e destinato a studentə di 1° e 2° grado (6-19 anni) dell’area brianzola.

Il progetto è nato in un contesto di estrema incertezza, in una fase storica dominata dall’emergenza Covid-19 che ha comportato la chiusura delle scuole, di fatto, per quasi un anno e mezzo. Molte scuole hanno riaperto, ma il timore che possano richiudere si aggiunge al difficile adattamento di studentə alla Didattica a Distanza e al senso di smarrimento delle fasce più giovani della popolazione in questo periodo di chiusura. Si rendono così fondamentali nuove alleanze nel mondo adulto, finalmente finalizzate al benessere di giovani studentə, affinché vengano affrontate le inevitabili situazioni critiche.

Obiettivo del progetto è prevenire e combattere le nuove povertà educative, contrastando la dispersione scolastica e i fallimenti educativi. Attraverso 750 ore di percorsi laboratoriali in teatro, circo, poetry slam, murales, fumetto, orto sociale, e altre attività improntate alla cittadinanza attiva, saranno coinvolte 92 classi, e quasi 2300 studentə. Il progetto pedagogico e didattico è stato organizzato tenendo conto delle specificità e delle opportunità del territorio di implementazione.

Lavoriamo per una scuola finalmente connessa con la sua base sociale, che diffonde un’ideale di apertura e disponibilità, che garantisce il benessere di studentə attraverso un coinvolgimento concreto nelle esperienze educative e di crescita.

Sono passati 22 anni dall’emanazione della Risoluzione Onu 1325 – Donne, Pace e Sicurezza, volta al coinvolgimento delle donne nei processi di pace. Una risoluzione fondamentale, nella quale Un Ponte Per crede fermamente, come testimoniano i progetti “Caleidoscopio della Pace” ed “Engendering Peace” grazie ai quali veniva supportato il ruolo delle donne nei processi di pace e riconciliazione in Libano, Iraq e Nord Est della Siria.

Nel medesimo contesto, da luglio a novembre 2022 prenderà vita il nuovo intervento “Women waving peace” - implementato da Un Ponte Per e finanziato dalla Cooperazione Italiana - che avrà l’obiettivo di promuovere la partecipazione attiva di donne e giovani nei processi di pace in un’ottica di parità di genere in Italia, Asia Occidentale e Nord Africa. Saranno svolte almeno 4 cicli di formazioni a vari livelli (locale, nazionale, internazionale), campagne di sensibilizzazione e scambi di buone pratiche inerenti la Ris.1325, sotto l’egida della Peacebuilding Academy libanese.

Tutte le attività saranno improntate da un forte approccio di genere, con il coinvolgimento di attiviste e organizzazioni locali da Libano, Italia, Iraq, Tunisia e Libia. Almeno 200 donne irachene, libanesi, libiche e tunisine e 20 organizzazioni locali saranno formate sul Peacebuilding (di cui almeno il 40% giovani) per implementare le metodologie attive nei movimenti sociali e giovanili. Almeno 3.000 persone verranno raggiunte direttamente dalle campagne di sensibilizzazione sul ruolo delle donne nella trasformazione nonviolenta dei conflitti, mediazione e riconciliazione, di cui almeno la metà facenti parte di movimenti studenteschi o giovanili nell’area WANA (West Asia North Africa).

I partner di progetto, dopo aver partecipato alla formazione e in base alle conoscenze acquisite, potranno presentare richieste di finanziamento legate a micro progetti da implementare sul proprio territorio.

 

Il Mediterraneo è ridotto oggi ad un mare di separazione, un muro orizzontale che aumenta le distanze tra una parte di mondo e l’altra. Vorremmo invece che il nostro mare potesse rappresentare altro: un mare di umanità, un ponte tra occidente e oriente, tra nord e sud.

IL PROGETTO

Il progetto “Kutub Hurra, Un Ponte di libri attraverso il Mediterraneo” è promosso da Un Ponte Per (UPP) in collaborazione con l'associazione tunisina “Lina Ben Mhenni” e con una rete di realtà italiane che operano nei penitenziari del nostro paese.

Il progetto punta a creare un ambiente carcerario più inclusivo, attraverso la fornitura di libri in lingua araba alle biblioteche delle carceri, dando così opportunità di lettura ai detenuti e detenute arabofoni/e usando i libri come strumento di emancipazione. Avere a disposizione letture e letterature in arabo significa anche essere considerati nella propria interezza e dignità, punto di partenza necessario per qualsiasi percorso di inclusione e riabilitazione.

Il progetto mira a sfruttare questa occasione per favorire uno scambio orizzontale tra le società civili delle due sponde del Mediterraneo, e rappresenta un'innovativa sfida alla logica dell'aiuto unidirezionale: una pratica concreta di decolonizzazione della cooperazione. Cercando di superare la logica di contrapposizione, si intende organizzare occasioni di scambio culturale per costruire un mondo più umano e solidale.

Scarica la descrizione integrale del progetto (Ultimo aggiornamento - Gennaio 2025).

Partner del progetto sono: Associazione Lina Ben Mhenni, Università degli Studi di Firenze/Polo Universitario Penitenziario, AVP - Associazione di Volontariato Penitenziario, Associazione Pantagruel, Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Firenze, Università di Firenze/Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Livorno, ARCI Livorno, CESDI-Centro Servizi Donne Immigrate, Controluce - Associazione di volontariato penitenziario, Cooperativa AltraCittà, Cooperativa Orizzonti, Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Padova.

Contatti: comunicazione@unponteper.it

“Pensiamo si tratti di un'iniziativa importante dal punto di vista dello scambio interculturale e utile nel prevenire il radicalismo islamista. In prospettiva si può pensare ad un'espansione dell’esperienza anche fuori del carcere, per esempio nella rete bibliotecaria territoriale. Si è formato un gruppo cui aderiscono varie figure (bibliotecari, mediatori, garanti, operatori e volontari delle associazioni) che periodicamente si ritrova on line per fare il punto della situazione. Attualmente oltre a Padova risultano coinvolte o perlomeno interessate a partecipare le realtà di: Livorno, Pisa, Firenze, Roma, Brescia. Si invitano tutti a aderire e tenersi aggiornati inserendosi in questo gruppo” .
Antonio Bincoletto, Garante dei diritti delle persone private o limitate nella libertà personale, Padova.

COME ADERIRE A "KUTUB HURRA"

Ecco i passaggi necessari per aderire al progetto:

1 - Firma di una convenzione

Viene firmata una dichiarazione di intenti tra UPP e il carcere (La direzione del carcere; Il/la Garante dei diritti delle persone private di libertà; l’Area educativa del carcere o altre realtà convolte nelle attività culturali nel carcere).

Scarica la bozza della convenzione.

2 - Selezione dei libri

UPP condivide con l’istituto carcerario l’elenco dei libri in lingua araba a sua disposizione e si occupa della consegna.

3 - Consegna dei libri e evento di inaugurazione

I libri vengono consegnati da UPP al carcere e si organizza insieme un evento.

4 - Partecipazione alle riunioni periodiche della rete di realtà coinvolte nel progetto

Vengono organizzate riunioni abituali tra le realtà associative che partecipano al progetto e i rappresentanti degli istituti penitenziari convolti per garantire un costante scambio di buone pratiche e sviluppare attività innovative che permettano la realizzazione degli obiettivi del progetto.

DICONO DI NOI


A partire dal 1° febbraio 2022 e per tutto l'anno, Un Ponte Per attraverso il progetto “Hiwar: Dialogo per un nuovo contratto sociale” dà vita ad un nuovo intervento di capacity building sul dialogo dedicato alle organizzazioni della società civile locale. In 9 governatorati iracheni - Duhok, Erbil, Sulaymaniyah, Ninive, Anbar, Salah Al-Din, Thi-Qar, Missan e Basra - verranno organizzati incontri, corsi e formazioni sulle metodologie idonee alla progettazione e all’attuazione di progetti.

L’obiettivo è che a fine anno 35 organizzazioni della locale società civile abbiano a disposizione i mezzi, le competenze e le buone pratiche necessarie per costruire, gestire e rendicontare azioni di progetto in autonomia, ma sviluppino anche capacità di costruire reti e dialogo tra loro. In particolare le formazioni saranno orientate sugli obiettivi che le organizzazioni si vorranno porre in campo sociale, economico e ambientale. Materie di formazione saranno anche l’advocacy, la costruzione di reti e la gestione finanziaria per garantire la sostenibilità, l’autonomia e la governance da parte delle organizzazioni locali per i progetti che vorranno implementare. Tra gli obiettivi finali dell’intervento infatti anche la creazione di una rete di microblogging che diventi spazio di lavoro e scambio condiviso tra le varie organizzazioni sui temi del dialogo e sullo scambio di buone pratiche, così da rendere l’intervento duraturo nel lungo periodo.

Il sostegno a organizzazioni locali e attivistə irachenə - affinché siano loro stesse protagoniste del cambiamento - è figlio di un approccio decoloniale alla cooperazione internazionale che Un Ponte Per abbraccia sin dalla sua nascita. Un approccio che pone al centro delle azioni solidali la complementarità e la sussidiarietà rispetto alle organizzazioni locali. Un metodo, questo, che anima tutte le azioni progettuali di Un Ponte Per. Grazie a "Hiwar" saranno raggiunti circa 360 membri di organizzazioni locali, coinvolgendo in iniziative di dialogo circa 700 persone (di cui almeno il 30% donne e il 20% giovani), nonché 140 rappresentanti delle autorità locali. Sarà previsto anche un programma di micro sovvenzioni alla fine delle formazioni. L’intervento è finanziato da UNDP e dall'Unione Europea.

Un Ponte Per ha lavorato sulle frontiere tra la Siria e l’Iraq sin dall’inizio della crisi siriana nel 2011, accogliendo e orientando le persone in fuga dal conflitto, distribuendo beni di prima necessità, per poi strutturare dalla fine del 2012 il proprio intervento in un Programma pluriennale di supporto psicosociale (Mental Health Psyco-Social Support) rivolto alle persone rifugiate siriane nei campi profughi nelle aree di Erbil e Dohuk.

Grazie ad un team di psichiatri, psicologi ed operatori sociali, e in stretta collaborazione con il Dipartimento di salute mentale del governo regionale, lavoriamo sulla gestione dello stress post-traumatico attraverso sedute individuali, di gruppo, momenti di gioco-terapia per i bambini e resilience group. La ‘resilienza’ è infatti la capacità di individui e comunità di reagire alle violenze subite, tentando di prevenire la comparsa di sintomi traumatici gravi.

A partire dal 2019, le attività si sono concentrate nei campi profughi nel Governatorato di Erbil con l’obiettivo di migliorare le condizioni di salute mentale e vulnerabilità psicosociale delle persone rifugiate siriane presenti nell’area e formare il personale del Direttorato della Salute (DoH).

Nel corso del 2021 il progetto Strengthening the provision of MHPSS assistance to Syrian Refugees in the Erbil Governorate, finanziato da UNHCR, ha avuto l’obiettivo di migliorare le condizioni di salute mentale e vulnerabilità’ psicosociale di rifugiati, continuando a rafforzare i servizi offerti nelle aree urbane a rifugiati di ogni nazionalità. Durante i 12 mesi, 1.950 persone hanno avuto accesso a sessioni di supporto psichiatrico, inclusa la distribuzione gratuita di medicinali; 1.602 persone hanno avuto accesso a sessioni di supporto psicosociale incluse quelle per supporto familiare; 11.132 persone sono state coinvolte in gruppi di supporto, psico educazione, attività psicosociali; 5.381 persone hanno partecipato a workshop e sono state visitate casa per casa dai community workers.

La componente formativa del progetto ha incluso training per insegnanti delle scuole nei campi, formati in materia di apprendimento emotivo del bambino e ambienti di apprendimento adattativo, volontari/e della comunità, formati sulle tecniche di consulenza di problem management, e funzionari del Direttorato della Salute su temi relativi al passaggio di consegne dei servizi clinici.

A partire dal 2022 e fino al dicembre 2025, Un Ponte Per attraverso il progetto “Women for Democracy", finanziato dal Ministero degli Affari Esteri dei Paesi Bassi, dà vita ad un nuovo intervento di lungo periodo finalizzato al sostegno delle donne irachene, ancora oggi vittime di stereotipi e opprimenti norme sociali. L’intervento prevede inoltre una fase di confronto e scambio con attiviste che fanno parte di organizzazioni femminili e femministe impegnate nel rispetto dei diritti delle donne in Sudan.

Il progetto, implementato in partnership con il Centro d'informazione per la ricerca e lo sviluppo (ICRD), vuole sostenere le donne nel loro percorso di partecipazione e protagonismo in tutte le fasi di ricostruzione delle istituzioni statali e, più in generale, di un contesto sociale pacificato, affinché abbiano maggiore e decisiva influenza nel dettare l’agenda politica, nelle prassi democratiche e nei processi decisionali.

Il programma vuole fornire - a giovani donne, gruppi femminili formali e informali di base, attiviste - gli strumenti di lungo periodo per diventare reali agenti del cambiamento, attraverso incontri, laboratori sulla leadership, formazioni, networking, piani di capacity building, campagne pubbliche e iniziative artistiche. Un altro obiettivo è quello di migliorare la quantità e l’inclusività degli Spazi sicuri, rendendoli sicuri e accoglienti per tutte le donne, le ragazze e le bambine irachene.

Grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri Lettone è stato possibile avviare con il partner Doz a Raqqa quattro 4 corsi (life-skills, attività ricreative integrate, sensibilizzazione su questioni di protezione ed empowerment) per donne e ragazze, oltre ad attività per bambinə e ragazzə che hanno coinvolto oltre 600 persone. In occasione dei “16 Giorni di Attivismo contro la violenza di genere” è stato distribuito del materiale di sensibilizzazione e sono stati condotti 5 episodi radiofonici in collaborazione con una radio locale, Radio Bissan, che copre le aree di Raqqa, Tabqa e Deir ezZor. Gli argomenti trattati sono stati i diritti delle donne, la violenza domestica, la violenza economica, l’educazione delle ragazze, l’allattamento. Attività di protezione, inoltre, hanno affiancato anche l’intervento nel settore della Salute primaria. UPP, in collaborazione con il partner locale, la Mezzaluna rossa curda (KRC), ha continuato ad offrire servizi di supporto psicosociale ad adulti e bambinə nell’ospedale “Al Hilal” di Raqqa, nei Centri di assistenza sanitaria di base a Mabadeh, Manbij e nel campo di Washokani.

Operatorə di KRC hanno svolto settimanalmente sessioni di gruppo di psico-educazione con donne e ragazze, e sessioni a tema più ludico-ricreativo con bambini e bambine. Tra i temi toccati la gestione dello stress, il rapporto genitori-figliə, i meccanismi di coping positivo, la resilienza, il benessere post-parto e le conseguenze del trauma su bambinə. Inoltre, operatorə specializzate in supporto psico-sociale hanno continuato ad affiancare lə Community Health Workers durante le sessioni di sensibilizzazione sul Covid-19. Dopo aver ricevuto la necessaria formazione da parte del team tecnico di UPP, nel mese di agosto 2021 espertə di supporto psico-sociale hanno avviato sessioni di Problem Management Plus di gruppo, in linea con le linee guida sviluppate dal OMS. In totale, nel 2021 sono stati coinvolti 8.310 donne, uomini, bambinə che hanno usufruito dei servizi di supporto psicosociale offerti dallo staff di KRC.

A partire da settembre 2021 e fino a marzo 2023, Un Ponte Per attraverso il progetto “Amn al Insani - Verso la priorità della sicurezza umana”, finanziato dall’Otto per Mille della Chiesa Cattolica - CEI, dà vita ad un nuovo intervento volto alla sicurezza umana ed alimentare della popolazione libanese più indigente nell’area del Monte Libano. Con la crisi economica e sociale che strangola ormai da anni il paese, moltissime persone che non riescono ad emigrare all’estero hanno scelto di tornare al lavoro agricolo nelle campagne.

La strategia dell’intervento è quella di fornire alla popolazione che vive o è tornata nelle aree rurali le competenze e i mezzi necessari per sviluppare autonomamente la propria sussistenza e raggiungere la piena sicurezza alimentare. Grazie a questo progetto, nell’area del Monte Libano verranno organizzate sessioni di formazione e sensibilizzazione rivolte ad agricoltorə, a potenziali proprietariə di piccole imprese agroalimentari, alle cooperative locali e alla comunità in generale. Saranno raggiunte nel complesso circa 200 famiglie. I workshop di capacity building saranno incentrati sulle diverse abilità richieste per condurre una piccola attività: la pianificazione, la gestione del tempo, l'imprenditorialità, le tecniche di sicurezza alimentare, la gestione finanziaria e qualsiasi altra abilità rilevante per gestire una realtà economica sostenibile. Verranno anche assegnate micro-sovvenzioni per dare vita ad attività agro-imprenditoriali nei distretti di Aley e Chouf, consentendo così alle persone opportunamente formate di avviare i micro business. A questo fine verranno svolte tavole rotonde con agricoltorə proprietariə di agri-business e cooperative locali per identificare i loro bisogni, le sfide che stanno affrontando e diffondere buone pratiche. Particolare attenzione sarà data al coinvolgimento di donne e giovani nelle attività economiche e nei processi legati alla sicurezza alimentare. Partner di progetto è il Permanent Peace Movement, un'organizzazione ormai attiva da più di 30 anni nel promuovere la pace in Libano e in tutta la regione.

Chi siamo
Cosa facciamo
Partecipa
Sostieni
Notizie
Iscriviti
Iscriviti alla nostra newsletter per restare aggiornato sui nostri progetti.
Iscriviti
© 2025 Copyright UN PONTE PER