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L’economia dell’Ucraina nell’immediato futuro sarà concentrata nella risposta all’invasione militare. Il 50% del budget nazionale sarà investito in spese militari. Di conseguenza, gli investimenti nel settore educativo, sociale e giovanile verranno meno. Le società civili e le organizzazioni locali necessitano di supporto e creazione di legami con le controparti europee, per accrescere le proprie capacità anche grazie all’esperienza delle organizzazioni europee.

Obiettivo del progetto è quindi rafforzare la rete di solidarietà europea verso la società civile ucraina e contribuire allo sviluppo delle organizzazioni locali attraverso un’analisi dettagliata delle condizioni giovanili nel paese alla luce del conflitto e una serie di scambi giovanili tra delegazioni di giovani ucraini ed europei.

Insieme a Ukrainian Leadership Academy (ULA) e Collegium Civitas, Un Ponte Per si impegnerà a fornire alle organizzazioni della società civile europea e alle istituzioni europee (Parlamento, Commissione) un’informazione dettagliata del contesto; organizzare scambi giovanili attraverso delegazioni ucraine che si recheranno a Bruxelles e in altre città europee; e delegazioni di giovani europeə che si recheranno in Ucraina.

“L’Onda. Le onde montano, crescono, cambiano le cose. Poi tutto torna come prima… ma non è più la stessa cosa”: è questo il nome di nuovo progetto che prende il via a febbraio 2023 a Milano, a cui partecipa Un Ponte Per insieme ad altre realtà associative radicate sul territorio lombardo (Lo Scrigno, Libera Associazione contro le mafie, Saveria Antiochia Osservatorio Antimafia, Associazione Kayros).

Obiettivo del progetto è portare avanti in 18 scuole secondarie di primo grado dislocate in 9 municipi milanesi un percorso di informazione e consapevolezza per trasmettere a studentə la cultura della legalità, della responsabilità civica e del contrasto ai fenomeni mafiosi.

Le attività inizieranno a febbraio 2023 e proseguiranno fino a luglio 2023 in partnership con associazioni fortemente impegnate nella diffusione di una cultura della legalità e contrasto alle mafie attraverso interventi rivolti a minori e adulti, di carattere educativo, informativo, formativo e di preservazione della memoria delle vittime innocenti.

Più nello specifico, il progetto prevede di affrontare il tema della legalità attraverso metodologie laboratoriali espressive, artistiche e teatrali, l’uso dello storytelling, del role-playing e delle testimonianze “peer to peer”. I principali obiettivi sono promuovere la cultura della responsabilità etica e civica e trasmettere valori e modelli culturali di contrasto alle mafie. Le attività saranno svolte anche in orario extrascolastico e all’esterno delle scuole, utilizzando laddove presenti gli spazi confiscati alla mafia e in uso per progetti di carattere sociale

Le attività proposte da UPP all’interno delle scuole individuate consistono in percorsi laboratoriali da svolgersi tra aprile e giugno, che verranno concordati con l’associazione Libera e verteranno sul tema della legalità, della responsabilità civica e del contrasto ai fenomeni mafiosi.

È inoltre prevista la realizzazione di Campus estivi che impegneranno ragazzə in attività di carattere artistico e sportivo, implementando la riflessione sui temi già avviati nei laboratori realizzati nelle classi.

“GRE(e)AT LAB – Gratosoglio: laboratori educativi di arte e talento" è un progetto che nasce in un contesto di grande incertezza, in una fase storica dominata da un’emergenza sanitaria globale che ha visto la chiusura delle scuole, a cui si sono aggiunti gli ultimi mesi del 2022 dominati da una crisi mondiale che ha riportato il tema della guerra al centro dei discorsi della società, con le violente immagini dei combattimenti che hanno invaso televisioni e social network e con importanti ripercussioni economiche per le famiglie italiane a causa della crisi energetica e del generale aumento dei prezzi, che rende la vita di chi vive nella precarietà ancora più complessa.

In questo contesto il senso di smarrimento delle fasce più giovani della popolazione è aumentato notevolmente e i problemi si acuiscono nelle zone periferiche, dove servizi pubblici e istituzioni fanno più fatica a rispondere ai tanti bisogni presenti e il rischio che si creino sacche di emarginazione è più alto. Le organizzazioni giocano un ruolo importante mettendo a disposizione la loro esperienza e natura solidaristica affinché sia possibile, insieme, rispondere ai nuovi bisogni, soprattutto quelli educativi.

Il progetto mira a migliorare la qualità dei servizi educativi per bambinə e ragazzə del quartiere di Gratosoglio a Milano, attraverso laboratori di educazione non formale che usano arte, sport, gioco e sensibilizzazione rispetto a temi fondamentali come l’ambiente e il fenomeno mafioso rivolti a una scuola, a centri educativi e parrocchie presenti sul territorio, con il coinvolgimento di 1.250 bambiniə e ragazzə. Le attività principali saranno l’organizzazione di una mostra interattiva sui pregiudizi “Gli altri siamo noi”, l’utilizzo di giochi cooperativi, laboratori di circo sociale, fumetto, murales, poetry slam e clownerie.

Il progetto GRE(e)AT LAB- Gratosoglio è gestito da Un Ponte Per con un ampia rete di partner e fornitori di servizio che da anni svolgono attività sul territorio di Milano: Parada Italia Onlus, Libera. Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie, CSV Milano- ETS, Lo Scrigno Società Cooperativa Sociale- Onlus, Casa per la Pace Milano, Arci Bellezza, ClownOne, SocialTime e Legambiente.

A partire da Gennaio 2023 e per 20 mesi il progetto "Programma per la resilienza ed il ritorno nel Governatorato di Ninive tramite approccio integrato nei settori educativo, sanitario e socio-culturale" finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) mira a migliorare l’accesso e la qualità dei servizi di istruzione e di salute nel Governatorato di Ninive, contribuendo a sostenere le comunità sfollate e rientrate dopo l’occupazione dello Stato Islamico (Daesh), in particolare nei distretti di Mosul e Sinjar.

​​In accordo con i partner nazionali e locali, Un Ponte Per ha selezionato 3 scuole in Sinjar che saranno supportate attraverso ristrutturazione degli edifici e/o fornitura di attrezzature e materiali scolastici essenziali. Le scuole sono la "Al Quds" a Tal Qassab, la “Al Mahabba” a Tal Qassab, e la “Mohammed Al Qasim” a Sinjar. Dal punto di vista dell’intervento sanitario, a Mosul UPP fornirà equipaggiamento medico per la sala parto e la sala operatoria del reparto maternità del "Mosul General Hospital" e riabiliterà la clinica “Hermat”. Mentre in Sinjar UPP fornirà servizi sanitari di base nell’ospedale di Sinuni. Qui si concentrerà in particolare nella formazione e assunzione di personale medico specializzato per il reparto di Ginecologia e Ostetricia, rendendolo operativo 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Infine, nella clinica per la salute primaria di Tal Banat, UPP sosterrà l’operatività di un servizio ambulatoriale di salute sessuale e riproduttiva. Tutte le strutture saranno dotate di attrezzature mediche di prima necessità, selezionate sulla base dell’analisi locale dei bisogni.

I partner di progetto sono AVSI (Italia), FOCSIV (Italia), YBDO (Iraq).

Da maggio 2023, Un Ponte Per grazie al progetto “Life-saving and life-sustaining health assistance to the war-affected population in North East Syria, Phase VII”, finanziato dalla European Civil Protection and Humanitarian Aid Operations (ECHO), sta realizzando un nuovo intervento volto a garantire assistenza sanitaria salvavita alla popolazione più vulnerabile che vive nei campi per persone sfollate in Nord Est Siria, nelle province di Raqqa, Hassakeh e Deir er Zor. I conflitti e gli sfollamenti continuano a colpire il Nord Est Siria, mentre i bisogni sono aumentati a causa della grave crisi economica e della crisi idrica che hanno colpito il paese, insieme all'intensificarsi degli attacchi turchi che nei mesi scorsi hanno colpito infrastrutture civili strategiche lasciando più di 1 milione di persone senza accesso all'acqua e a fonti di energia.

L’intervento si prefigge di migliorare - grazie alla sinergia con l’organizzazione partner locale Mezzaluna Rossa Curda (KRC) e le autorità locali - le condizioni di salute e di salvare le vite delle persone colpite dalla guerra che vivono nei campi, ripristinando condizioni di vita dignitose.

Obiettivo specifico di questa settima fase è quello di garantire accesso libero, sicuro e gratuito ai servizi di salute primaria e di emergenza alla popolazione sfollata che vive in 5 campi (Al Hol, Areesha, Serekanyed, Mahmoudli e Abu Khashab). Il progetto prevede il supporto alle cliniche presenti nei campi per un anno, consentendogli di offrire servizi salvavita, servizi di salute primaria, riproduttiva e pediatrica, oltre a garantire il traporto in ambulanza per i pazienti in situazioni di emergenza e ad attuare programmi di prevenzione ed educazione alla salute.

La prima fase (2017 - 2018), avviata immediatamente dopo l'inizio della battaglia per la liberazione di Raqqa, ha assicurato a migliaia di civili feritə e intrappolatə nella roccaforte di Daesh l’accesso alle cure salvavita attraverso il sostegno diretto al sistema sanitario del nord-est del paese. Sono state acquistate 15 ambulanze e creati 2 Punti di stabilizzazione dei feritə (Trauma Stabilization Points – TSP) alle porte di Raqqa, per soccorrere le persone prima di trasferirle presso gli ospedali più vicini, aumentando così le loro possibilità di sopravvivenza. Sono stati creati inoltre 2 Centri di primo soccorso di emergenza tra Raqqa e il campo profughi di Areesha. Parallelamente, agli operatorə sanitarə impegnatə in prima linea sono stati garantiti training sulle tecniche di primo soccorso  psicologico (PFA), sulla gestione di vittime civili in luoghi di conflitto, sulle modalità di decontaminazione in caso di attacchi chimici e sui comportamenti da tenere in zone minate. La prima fase ha consentito di offrire assistenza sanitaria ad oltre 103mila persone.

Con la seconda fase (aprile-dicembre 2018) l'intervento è stato esteso anche ai Governatorati di Hasakeh e Deir er Zor, con l'obiettivo di fornire cure salavavita a 110mila persone attraverso il rafforzamento dei Centri di primo soccorso e del sistema di unità sanitarie mobili, per raggiungere le aree più isolate. E’ proseguito il percorso formativo per operatorə sanitariə su procedure salvavita e cura dei traumi, protocolli di assistenza sanitaria primaria, monitoraggio e amministrazione. Un'attenzione particolare è stata rivolta alle metodologie di individuazione e protezione delle vittime di abusi, violenze e discriminazioni, per sviluppare servizi dedicati.

La terza fase (2019 - 2020) ha previso il rafforzamento di tutti gli interventi precedenti e l'estensione dei servizi sanitari garantiti anche fuori dalle cliniche, per raggiungere le fasce più vulnerabili della popolazione e aumentare le capacità di resilienza. Ha visto inoltre un maggiore coinvolgimento delle comunità locali nella pianificazione e nella fornitura di servizi, e l'impiego di Operatori e operatrici sanitarie di comunità (Community Health Workers - CHWs).

La quarta fase (2020 - 2021) ha avuto come obiettivo il miglioramento delle condizioni di salute della popolazione locale, attraverso il contino ripristino dei servizi. Un lavoro che ha coinvolto oltre 135.000 persone, di cui il 58% donne.

La quinta fase (2021 - 2022) ha migliorato  l'accesso sicuro della popolazione ad una assistenza salvavita completa e di qualità, nonché ai servizi di salute ostetrica, riproduttiva e a servizi di assistenza specializzata in risposta all’emergenza Covid-19. Sono stati sostenuti 5 Centri sanitari locali, 2 Unità mobili, 2 ospedali pubblici, oltre a una fitta rete di ambulanze (50) del partner locale KRC, per raggiungere con i servizi sanitari quasi 150mila persone colpite dalla guerra.

La sesta fase (2022-2023) ha migliorato i servizi sanitari esistenti e ha garantito accesso libero, sicuro e gratuito al diritto alla salute alla popolazione locale, grazie alla collaborazione con i partner locali Mezzaluna Rossa Curda (KRC) e Action for Humanity (AFH). Oltre ai servizi salvavita, sono stati sostenuti i servizi di salute primaria, riproduttiva e pediatrica di primo e secondo livello, oltre al miglioramento dei sistemi di referral e di prevenzione.

Nell’estate del 2018, grazie al sostegno dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ha preso avvio un vasto programma di interventi in campo sanitario denominato “Darna, La nostra casa. Sostegno ai servizi materno-infantili per la città di Raqqa e la sua provincia”, implementato da Un Ponte Per (UPP) insieme ai suoi partner locali, la Mezzaluna Rossa Curda (KRC) e DOZ.

Il progetto è giunto nel 2023 alla sua V fase, che proseguirà fino al 2024 per consentire questa volta il sostegno alla clinica “Al Rasheed” a Raqqa, per sopperire alla carenza di strutture sanitarie nell’area. La clinica fornirà assistenza sanitaria di base, neonatale e pediatrica 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e i suoi servizi saranno a disposizione di oltre 34mila persone. Alla popolazione si fornirà anche sostegno psico-sociale, servizi di protezione specializzati per donne e bambinə a rischio di violenza, e di inclusione sociale per persone con disabilità.

Nel 2022, la IV fase di Darna aveva consentito a UPP di intervenire a supporto dell’ospedale nazionale “Al Hilal” di Raqqa, con il supporto diretto alle attività di salute riproduttiva dell’ospedale e la formazione del personale sanitario sulle tematiche inerenti la salute riproduttiva e neonatale. L’ospedale è stato integralmente riabilitato ed è stato costruito un reparto pediatrico. I lavori si sono conclusi nel settembre 2022 ed è stato effettuato il passaggio di consegne dell’ospedale al Comitato per la Salute locale. I lavori hanno consentito la realizzazione di 80 posti letto per minori, 1 nursery con 10 culle, un reparto di radiologia, laboratori di analisi pediatriche, due ambulatori medici pediatrici, un reparto di chirurgia pediatrica emergenziale e un servizio di ambulanze.

Nel corso degli anni le fasi I, II e III di “Darna” hanno consentito a UPP di ripristinare i servizi sanitari primari nella parte ovest di Raqqa, al fine di garantire il primo soccorso e il rientro sicuro nella città alle famiglie che volessero farlo dopo la liberazione da Daesh (Stato Islamico). Sono stati migliorati e garantiti i servizi interagrati di protezione e salute, e predisposti luoghi e servizi per la prevenzione della violenza di genere.

Sono stati inoltre allestiti 3 Spazi Sicuri a Raqqa, dedicati a donne, adolescenti e minori sopravvissute o a rischio di violenza di genere, con attività di protezione e supporto psicologico. Parallelamente, UPP ha sempre garantito i servizi di pronto soccorso e di trasporto con ambulanze altamente equipaggiate, gestite da personale paramedico e infermieristico che ha formato nel corso degli anni, capace di intervenire nell’emergenza e di stabilizzare i pazienti durante il trasferimento verso gli ospedali.

La popolazione giovanile in Giordania, nonostante gli alti livelli di formazione professionale, soffre di un alto tasso di disoccupazione. Per tentare di colmare il gap esistente tra la loro preparazione e l’offerta di lavoro, è necessario intervenire con specifici corsi di formazione che rispondano alle esigenze del marcato. In questo senso i corsi di formazione “Technical Vocational Education and Training (TVET)” sono un modo di facilitare la transizione tra formazione e ingresso nel mondo del lavoro assicurando inclusione economica alla popolazione giovanile.

Il progetto “Furas” (Opportunità), finanziato dai fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, si inserisce in questo quadro, rivolgendosi alla popolazione giovanile vulnerabile nell’area di Russeifa, nel Governatorato di Zarqa. Insieme alle organizzazioni giordane Athar Association for Youth Development e Our Step Association for Mental Health, Un Ponte Per ha l'obiettivo di promuovere l’accesso al mondo del lavoro per le fasce giovanili della comunità ospitante giordana e di quella rifugiata siriana, attraverso formazioni, training vocazionali e attività di peacebuilding.

Un altro importante sostegno alla società civile irachena, implementato grazie al finanziamento di CCFD-Terre Solidaire, arriva dal progetto "Civil Society Solidarity with Iraq: dalle proteste alle elezioni". Un progetto che si prefigge di assicurare un supporto sistematico ai partner della società civile irachena, con particolare riguardo all’Iraqi Social Forum e al Kurdistan Social Forum. Un’iniziativa che vuole promuovere il supporto a Difensorə dei diritti umani in Iraq, in seguito alla escalation di violenze nei loro confronti, promuovendo la pace e il dialogo come alternativa alla violenza.

Tra gli obiettivi il sostegno alla campagna "End Cross Border Bombings in Iraqi Kurdistan (ECBB)", che si batte contro i bombardamenti turchi su civili inermi nel Kurdistan Iracheno. Un ulteriore importante lavoro è stato svolto dall’Iraqi Civil Society Solidarity Initiative (ICSSI) per garantire equità e trasparenza durante le elezioni irachene dell’ottobre 2021. A tal proposito ICSSI ha raccolto e diffuso a media e istituzioni inter-nazionali (compresa la delegazione di monitoraggio dell’UE) un rapporto che raccoglie il punto di vista e le raccomandazioni della società civile sul processo elettorale.

A partire da febbraio 2022 e fino a gennaio 2023, Un Ponte Per attraverso il progetto "Towards a New Era of Social Struggle, Rights, Peace and Democracy ”, finanziato da CCFD – Terre Solidaire, dà vita ad un nuovo intervento di rafforzamento della giovane società civile irachena. Il progetto, implementato con la partnership dell’Iraqi Civil Society Solidarity Initiative (ICSSI), mira ad armonizzare la visione strategica delle varie anime della società civile e costruire una rete solida di contatti tra la società civile irachena e quella internazionale; sostenere l’operato e gli obiettivi del l’Iraqi Social Forum e del Kurdistan Social Forum, nonchè il loro ulteriore radicamento nei forum locali di nuove città irachene e nelle reti regionali di attivismo; appoggiare il lavoro di advocacy della campagna internazionale “End Cross Border Bombing” e dei partner iracheni per ottenere un cessate il fuoco da parte di Turchia e Iran nel Kurdistan iracheno, anche al fine di ottenere un riconoscimento per tutte le vittime civili dimenticate, così da poter accedere finalmente all’assistenza umanitaria e alle riparazioni.

L’intervento vuole inoltre supportare la rete “Protect Iraqi Human Rights Defenders NOW!” nel suo lavoro di promozione di Difensorə dei diritti umani nella società irachena, contrastando le minacce, e garantendo protezione negli ambienti in cui lavorano. In questo senso, nel marzo del 2022 Sulaymaniyah si è tenuta la conferenza internazionale di ICSSI "Starting Over from Solidarity", essenziale per ristabilire e rafforzare i legami di solidarietà tra le organizzazioni irachene e internazionali, dopo due anni di lavoro a distanza. La conferenza è stata partecipata da 27 organizzazioni della società civile irachena e internazionale, compresi i forum locali, l’Iraqi social forum e il Kurdistan social forum.

"Disegnare la pace tra Agrate e l'Iraq" è un progetto che ha come obiettivo la costruzione di ponti di solidarietà tra l’Italia e l’Iraq attraverso l’arte: 4 laboratori di arte urbana verranno proposti a ragazzə di Sulaymaniya, nel Kurdistan iracheno, presso il centro giovanile “Tobacco Factory” con cui Un Ponte Per collabora da tempo, e dove accompagnerà il formatore e disegnatore Simone Rossoni in arte “Vermi di Rouge”.

In Lombardia invece un laboratorio verrà proposto a studentə della Scuola Secondaria di Primo Grado Enzo Bontempi (MB), con cui UPP collabora da anni su progetti educativi per preadolescenti; e uno presso il Centro Polifunzionale per giovani “Sulè” di Agrate Brianza, in gestione all’Associazione Sulè Onlus, grazie alla formazione di  Marzia Formoso, in arte “Miss Nais”.

Al termine dei laboratori, che coinvolgeranno 30 ragazzə in Iraq e 30 in Italia, verranno realizzati 6 murales che avranno come tema la costruzione della pace e di legami di solidarietà tra i due paesi e sarà realizzato un volume fotografico per raccontare questo momento di scambio.

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