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Prosegue il lavoro in Italia di Un Ponte Per, attiva da molti anni nelle scuole di primo e secondo grado, in particolare nell’area di Milano e Monza, per promuovere percorsi di educazione non formale rivolti a studenti che vivono in situazioni di difficoltà e disagio.
Tra le molte attività portate avanti ci sono i laboratori di circo sociale, strumenti importanti per abbattere le barriere personali rispetto al lavoro di gruppo, e accompagnare lə studenti a superare paure e mettersi in gioco.
In questo caso ad essere coinvolto sarà l’Istituto comprensivo “Arcadia” di Gratosoglio (Milano), con cui si porterà avanti il laboratorio di circo sociale incoraggiando collaborazione tra studenti e aumentare le capacità di ascolto e collaborazione.
Prosegue il lavoro di Un Ponte Per in Italia, e in particolare nel Comune di Milano, per la promozione di una cultura della responsabilità etica e civica e la trasmissione di valori e modelli culturali di contrasto alle mafie. Attraverso una serie di laboratori di fumetto, arte urbana, realizzazione di manifesti poetici e video, il progetto “RiBelle” si rivolge all studenti delle scuole secondarie di primo grado della città di Milano con l’obiettivo di creare un gioco in scatola sui luoghi della memoria, i beni confiscati alla mafia, gli eventi, i luoghi simbolo della città legati alla mafia e al suo contrasto.
I laboratori prevedono anche la creazione di un libro sulle storie delle donne che si sono ribellate alla mafia, in linea con interventi di lungo periodo di educazione non formale che Un Ponte Per porta avanti da anni nell’area di Milano.
Un Ponte Per opera dal 2015 nell’area del nord est della Siria, impegnata in particolare nel sostegno, ricostruzione e rafforzamento del sistema sanitario locale, provato da anni di conflitto. Nell’ottica di fornire un sostegno a più livelli, UPP è impegnata anche da anni nel sostegno al sistema di smaltimento dei rifiuti urbani e sanitari in diverse Municipalità, tra cui quella di Hassakeh.
In questa direzione si colloca anche questo intervento, che prevede di ridurre l’impatto ambientale nelle procedure di riciclo e smaltimento dei rifiuti urbani e sanitari, rafforzando il sistema creato dalle autorità locali della Municipalità di Hassakeh. Parallelamente si pone l’obiettivo di mappare nuove aree di intervento, garantendo continuità e qualità nella formazione del personale incaricato.
Nonostante la Siria tenda a non essere più raccontata nelle cronache, l’estensione temporale del conflitto che ha colpito il paese continua a pesare sulla vita di milioni di persone. Un Ponte Per, attiva dal 2015 nel nord est del paese, lavora per sostenere i partner locali e la società civile, in particolar modo in ambito sanitario. Con questo progetto si dà continuità a un intervento precedente – “Ishraf” – con cui è stata avviata una importante iniziativa pilota con l’obiettivo di comprendere e affrontare le cause radicate delle debolezze del sistema sanitario locale e definire una strategia di rafforzamento delle capacità di gestione da parte dell’Amministrazione Autonoma del nord est Siria (AANES).
L’intervento ha consentito di fornire una fotografia aggiornata dello stato di salute del sistema sanitario nell’area, che a causa del protrarsi del conflitto non dispone di dati e studi recenti. A una prima analisi demografica della popolazione e dei bisogni di salute primaria, è seguita la mappatura di tutte le strutture sanitarie operative, delle loro potenzialità e la valutazione della qualità dei servizi offerti sia dai centri medici pubblici sia da quelli supportati dalle ONG internazionali, nonché un’analisi delle reali capacità formative e di aggiornamento del personale medico da parte delle istituzioni locali.
Parallelamente, attraverso la creazione di piattaforme di coordinamento, i diversi attori locali che operano nel settore potranno riunirsi e scambiare informazioni sulle lacune e sulle priorità su cui intervenire. Un gruppo multidisciplinare definirà le aree prioritarie di una strategia generale di rafforzamento del sistema sanitario nel medio termine.
Nonostante la Siria tenda a non essere più raccontata nelle cronache, l’estensione temporale del conflitto che ha colpito il paese continua a pesare sulla vita di milioni di persone. Un Ponte Per, attivo dal 2015 nel nord est del paese, lavora per sostenere i partner locali e la società civile. Con questo progetto sarà avviata una importante iniziativa pilota con l’obiettivo di comprendere e affrontare le cause radicate delle debolezze del sistema sanitario locale e definire una strategia di rafforzamento delle capacità di gestione da parte dell’Amministrazione Autonoma del nord est Siria (AANES).
L’intervento consentirà di fornire una fotografia aggiornata dello stato di salute del sistema sanitario nell’area, che a causa del protrarsi del conflitto non dispone di dati e studi recenti. A una prima analisi demografica della popolazione e dei bisogni di salute primaria, seguirà la mappatura di tutte le strutture sanitarie operative, delle loro potenzialità e la valutazione della qualità dei servizi offerti sia dai centri medici pubblici sia da quelli supportati dalle ONG internazionali, nonché un’analisi delle reali capacità formative e di aggiornamento del personale medico da parte delle istituzioni locali.
Parallelamente, attraverso la creazione di piattaforme di coordinamento, i diversi attori locali che operano nel settore potranno riunirsi e scambiare informazioni sulle lacune e sulle priorità su cui intervenire. In questo modo, un gruppo multidisciplinare potrà delineare le aree prioritarie di una strategia generale di rafforzamento del sistema sanitario nel medio termine. In una fase successiva, con il progetto gemello “Ershad” andremo a tracciare la futura roadmap di questo processo di rafforzamento del sistema sanitario nell’area.
Il rafforzamento della società civile è uno dei settori più importanti nella strategia di Un Ponte Per. Obiettivo di questo progetto è quello di consentire alle organizzazioni della società civile in Iraq di avere un maggiore impatto sulla promozione dei diritti umani e ambientali, di rispondere alle esigenze delle loro comunità e di cooperare con le autorità locali e nazionali.
Attraverso un sostegno tecnico, Un Ponte Per intende rafforzare gli strumenti già esistenti presso le organizzazioni della società civile irachena per rendere più efficace il loro lavoro a livello locale e nazionale, attraverso l’elaborazione di raccomandazioni da rivolgere alle autorità per la preservazione del patrimonio ambientale, in particolare nell’Iraq del sud.
La popolazione giovanile in Giordania, nonostante alti livelli di formazione professionale, soffre di un alto tasso di disoccupazione. Costruire resilienza, attraverso l'accesso al mercato del lavoro, è diventato cruciale per tentare di colmare il gap esistente tra la preparazione giovanile e l’offerta di lavoro: per questo è necessario intervenire con specifici corsi di formazione che rispondano alle esigenze del mercato. In questo senso i corsi di formazione “Technical Vocational Education and Training (TVET)” sono un modo di facilitare la transizione tra formazione e ingresso nel mondo del lavoro assicurando inclusione economica alla popolazione giovanile.
Questa seconda fase del progetto Furas (Opportunità) si inserisce in questo quadro, rivolgendosi alla popolazione giovanile più vulnerabile nell’area di Russeifa, nel Governatorato di Zarqa e in particolare alla popolazione femminile. Infatti le donne dell'area si trovano troppo spesso costrette ad accettare impieghi informali, scarsamente retribuiti e che le espongono a violenze di genere. Obiettivo del progetto Furas 2 è facilitare l’accesso al mondo del lavoro - a un lavoro sicuro e dignitoso - per le giovani donne appartenenti alla comunità ospitante giordana e a quella rifugiata siriana, attraverso formazioni, training vocazionali e attività di peacebuilding.
La prima fase del progetto è partita nel 2022. Per maggiori informazioni visita il nostro Archivio Progetti.
Al via un nuovo progetto, finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), per rispondere alla crisi in Ucraina, guidato dalla Bukovinian Agency for Initiative and Development (BAID), e implementato da Un Ponte Per, Institute for Peace and Common Ground IPCG in Ucraina, e Peace Action, Training and Research Institute of Romania (PATRIR), in Romania.
Obiettivo dell’intervento è promuovere l'inclusione sociale e il rafforzamento della coesione tra le comunità ucraine in Ucraina, nonché l'inclusione di rifugiatə ucrainə in Romania, contribuendo così alla stabilità e all'armonia nella regione.
L'iniziativa si propone di promuovere la protezione, l'educazione e la coesione sociale in Ucraina e Romania, con particolare attenzione alle comunità sfollate. Saranno creati spazi di dialogo e sostegno psicosociale per lo sviluppo di comunità sostenibili e più sicure, favorendo l'accesso all'istruzione, ai servizi di salute mentale e alle informazioni salvavita sui rischi connessi a ordigni esplosivi. Inoltre, saranno favoriti processi di recupero e rafforzamento delle dinamiche e delle relazioni sociali nelle comunità o società colpite dal conflitto e dalla crisi. Un totale di 13.846 persone tra 1 e 90 anni beneficerà direttamente dell’intervento. Tra questi 4.478 minori, di cui 2.572 bambine e ragazze e 9.368 adulti, di cui 5.522 donne.
Le aree di intervento comprendono diverse regioni dell’Ucraina, tra cui gli Oblast di Chernihiv, Mykolayiv, Kherson, Dnipro e Kharkiv, insieme a Cluj-Napoca e le aree rurali circostanti in Romania. I principali beneficiari di questo progetto sono le persone residenti ucraine, sfollate interne e rifugiate ucraine in Romania.
I risultati attesi includono la creazione di gruppi di iniziative di dialogo, miglioramenti nella salute mentale, una maggiore conoscenza delle misure di protezione e una maggiore integrazione nella società rumena per i rifugiati ucraini. Oltre ad affrontare i bisogni immediati, il progetto mira a promuovere la resilienza e l’integrazione a lungo termine, favorendo un senso di comunità e comprensione reciproca oltre i confini. Attraverso sforzi di collaborazione, questa iniziativa mira a creare impatti positivi duraturi sul tessuto sociale di entrambi i paesi.
I Corpi Civili di Pace (CCP) sono gruppi di operatori e operatrici che intervengono come terze parti, tramite azione civile, non armata e nonviolenta, a sostegno di attori locali nella prevenzione e trasformazione dei conflitti. Gli operatori e le operatrici dei CCP di Un Ponte Per intervengono, all’estero e in Italia, in territori di conflitto o dove si prevede possano scoppiare conflitti determinati da emergenze ambientali. Il loro dispiegamento può essere previsto quando il conflitto è ancora latente, in funzione preventiva, quando il conflitto è ormai acceso, in funzione di trasformazione nonviolenta e peacekeeping civile, e nella fase post-conflitto, in attività di peacebuilding, per aiutare la ricostruzione del tessuto sociale.
Uno dei contesti in Italia in cui si è palesata un’emergenza ambientale con queste caratteristiche è la Campania, nell’area denominata “Terra dei Fuochi”, situata tra le province campane di Napoli e Caserta, caratterizzata dalla forte presenza di rifiuti tossici e soprattutto di numerosi roghi di rifiuti. Attualmente i comuni campani che sono compresi nel territorio della "Terra dei Fuochi" sono 92. Si tratta di quelle amministrazioni comunali che hanno aderito al cosiddetto "Patto Terra dei Fuochi" nell'ambito del quale i primi cittadini hanno sottoscritto un documento con cui s'impegnano ad adottare misure di contrasto al fenomeno dei roghi dei rifiuti abbandonati su strade e aree pubbliche o soggette a uso pubblico; e ad attivarsi per la rimozione tempestiva dei rifiuti.
Obiettivo del progetto “Corpi Civili di Pace nella Terra dei Fuochi” è contribuire a migliorare la qualità della vita dei cittadini che vivono nell'area, prevedendo il coinvolgimento e la partecipazione attiva della popolazione locale. I principali campi d'azione su cui il progetto intende incidere sono:
I CCP hanno proposto alla Cabina di Regia “Terra dei Fuochi” della Prefettura di Napoli un progetto di contrasto allo sversamento illecito di rifiuti implementando una strategia pilota nei comuni di Acerra, Brusciano e Bacoli. In collaborazione con il Viceprefetto si procederà con degli interventi mirati sul territorio di Giugliano.
I CCP hanno già lavorato a creare una rete di comitati, associazioni, osservatori civici e cittadini attivi presenti sul territorio di Giugliano per capire quali sono le criticità, raccogliere soluzioni e proposte e per mettersi in contatto con la Cabina di Regia “Terra dei Fuochi” della Prefettura. Hanno inoltre lavorato ad una nuova versione di audit rivolta agli enti comunali, mirando ad una raccolta di dati più qualitativa e quantitativa.
Contemporaneamente è stata avviata una campagna di sensibilizzazione a mezzo social attraverso la realizzazione di brevi video sul tema terra dei fuochi.
A beneficiare direttamente delle attività del progetto sono i comuni della terra dei fuochi, per i quali si intensificano le attività di monitoraggio; le famiglie dei comuni che saranno raggiunte da una massiccia informazione su eventi, correttezza dei dati, evoluzioni scientifiche, risultati, opportunità; la popolazione dei comuni, che beneficerà di incontri studiati ad hoc e di informazione mirata, soprattutto in merito alle politiche di sviluppo; i prodotti agroalimentari della Regione, per i quali si attivano percorsi di promozione e diffusione.
Al via un nuovo progetto di Un Ponte Per nel Comune di Monza: “La resistenza è donna: sulle tracce di Angela e Lea”, che si svolgerà nel quartiere San Fruttuoso di Monza. Obiettivo del progetto è far conoscere i luoghi del quartiere dedicati alla partigiana Angela Ronchi e alla vittima innocente di mafia Lea Garofalo, donne simbolo della resistenza; far conoscere ai giovani le storie delle due donne e coinvolgere studenti e studentesse in laboratori di educazione non formale sui temi della legalità e della giustizia sociale, della democrazia, della solidarietà, e del ruolo delle donne nella società.
Il progetto si rivolgerà a giovani under 35, studenti e studentesse degli istituti secondari Hensemberger e Nanni Valentini di Monza, e prevede la realizzazione di 8 eventi pubblici sulla figura di Angela Ronchi, 8 su quella di Lea Garofalo, che coinvolgeranno almeno 300 giovani.
A questo si aggiungeranno oltre 200 ore di laboratori nei due istituti scolastici, che spazieranno dall’educazione non formale allo slam poetry, dalla realizzazione di murales a contest sul tema della prevenzione della violenza di genere.
Il progetto sarà gestito da Un Ponte Per attraverso il suo Comitato locale di Milano e Monza, grazie alla collaborazione con numerose realtà tra cui Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le Mafie, ETS Lateres – Dinamiche Creative Diffuse e CADOM – Centro Aiuto Donne Maltrattate.