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In Iraq questi sono tempi di elevato confitto sociale, come dimostrano le proteste di massa che attraversano il paese da Ottobre 2019. In questo scenario, il ruolo delle Organizzazioni della società civile è fondamentale per colmare la distanza tra le comunità locali e le autorità irachene a livello di base, promuovendo un dialogo costruttivo, garantendo il rispetto dei diritti umani e ambientali nonché parità di partecipazione a uomini e donne.

Per essere più efficaci le Organizzazioni locali hanno bisogno di sostegno. Un sostegno esterno però che deve essere rispettoso di tutti i processi culturali e sociali. Ecco perché “Tatweer” è stato pensato e implementato insieme alla popolazione locale. Principale obiettivo dell’intervento, attivo dal 202, è di sostenere le Organizzazioni della società civile irachena perché possano avere un maggiore impatto nella promozione dei diritti.

Per questo, nella prima fase del progetto sono stati aperti 5 Centri a Erbil, Mosul, Anbar, Baghdad e Bassora interamente dedicati alle associazioni locali che possano fungere da spazi aperti e sicuri per scambi di buone pratiche e organizzazione di attività; organizzare incontri, workshop e seminari sui temi del rispetto dei diritti umani, ambientali e di genere, creando anche una piattaforma web a disposizione delle Organizzazioni e una serie di micro-bandi per renderle auto-sufficienti economicamente. Con la seconda fase del progetto prosegue il sostegno ai Centri e il sostegno alle organizzazioni della società civile che vi operano.

Dal 7 ottobre 2023 Israele ha lanciato un violentissimo attacco militare contro la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza. Da allora è in atto un feroce genocidio che sta causando un’emergenza umanitaria senza precedenti, che riguarda oltre 2 milioni di persone ormai ridotte alla fame, e che ha causato la distruzione quasi totale delle infrastrutture civili, tra cui abitazioni, scuole, rifugi, ospedali.

Sin dall’inizio dell’offensiva Un Ponte Per si è attivata per tentare di portare un minimo di sollievo alla popolazione colpita, sostenendo le organizzazioni locali palestinesi in prima linea nella risposta all’emergenza, che hanno avuto – e continuano ad avere tra immense difficoltà – un ruolo centrale e tempestivo.

Per questo Un Ponte Per a febbraio 2024 ha lanciato la campagna Acqua per Gaza, che mira a fornire aiuti immediati al partner locale Union of Agricultural Work Committees (UAWC), operativa dagli anni Ottanta per sostenere i diritti di contadini, pescatori e agricoltori palestinesi sia in Cisgiordania che nella Striscia di Gaza.

Grazie al loro lavoro, è stato possibile portare alla popolazione civile colpita acqua potabile, pacchi alimentari, installare container con servizi igienici in alcuni campi per persone sfollate e coperture per proteggere le tende nei mesi invernali, e riparare alcune cisterne di acqua.

Parallelamente, la campagna mira a denunciare con forza le operazioni genocidiarie commesse da Israele contro la popolazione e le complicità internazionali, incoraggiando l’opinione pubblica italiana ad informarsi e mobilitarsi, in particolare amplificando le voci palestinesi, partecipando attivamente a iniziative di sensibilizzazione e proteste, e aderendo alla campagna nonviolenta per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS) contro Israele, e in particolare contro qualsiasi tipo di accordo commerciale e militare.

Dopo 11 mesi di escalation al confine, il 23 settembre 2024 Israele ha lanciato un'operazione militare su larga scala in Libano, segnando il più devastante bilancio in termini di vittime dall'ottobre 2023. L'intensificarsi della violenza ha innescato una diffusa crisi di sfollamento. Questa crisi è andata ad aggravare la già fragile situazione interna al paese, tra cui gli effetti duraturi del conflitto siriano, l'esplosione del porto di Beirut, le epidemie di malattie (come il COVID-19 e il colera) e il collasso socio-economico. In risposta a queste sfide, il nostro partner locale Amel ha attivato il suo piano di risposta alle emergenze.

Per rispondere ai più urgenti bisogni di base delle persone sfollate interne nel governatorato di Nabatyeh, in Libano, UPP ha deciso di attivarsi a sostegno di Amel, fornendo assistenza essenziale e salvavita attraverso beni di prima necessità. L'obiettivo dell'intervento è fornire risorse come kit igienici e beni primari, migliorando le condizioni di vita delle persone sfollate.

L'intervento fornirà pacchi alimentari sulla base della valutazione dei bisogni e delle priorità identificate; selezionerà i siti di distribuzione in collaborazione con i rappresentanti comunali e le unità di gestione dei disastri, garantendo una distribuzione equa ed efficiente e distribuirà 500 kit igienici e 500 pacchi alimentari, assicurando un supporto continuo per tutta la durata del progetto con un approccio a rotazione in collaborazione con altri partner.

La seconda fase dell'intervento “Masahat Amina (Spazi sicuri)” mira a migliorare l'accesso ai servizi di protezione per i gruppi più vulnerabili tra la comunità rifugiata e quella ospitante in Giordania, con particolare attenzione alle donne e alle ragazze a rischio o sopravvissute alla violenza di genere, a minori a rischio di violenza, abuso, negligenza e sfruttamento, alle persone con disabilità e a chi se ne prende cura. Il progetto prevede il rafforzamento dei servizi sociali di base: servizi integrati di gestione dei casi riscontrati, supporto psicosociale, salute mentale, spazi sicuri per l'empowerment, campagne di sensibilizzazione a livello comunitario, assistenza legale e riabilitazione per le persone con disabilità, sostegno economico finalizzato all'autoprotezione delle categorie vulnerabili attraverso servizi di assistenza in denaro, opportunità di formazione e attività generatrici di reddito.

L'iniziativa mira a rafforzare le capacità di risposta degli attori locali attraverso un piano di formazione integrato per il personale delle organizzazioni partner, che comprende incontri specifici sulla protezione dell'infanzia, la protezione delle donne, la violenza di genere e il supporto psicosociale con particolare attenzione alla violenza di genere facilitata dalla tecnologia (TF-GBV). Inoltre, il progetto mira a promuovere la partecipazione attiva delle comunità nei meccanismi di protezione e inclusione sociale per garantire la sostenibilità locale dell'intervento.

Nel contesto del conflitto siriano le istituzioni locali del nord est stanno lavorando da tempo per assicurare il rafforzamento dei sistemi di protezione della popolazione. Tra questi, la protezione ambientale ed ecologica è uno degli assi principali di impegno nella regione, per garantire sostenibilità ecologica attraverso il rafforzamento del sistema di gestione dei rifiuti – anche sanitari – a livello locale e regionale. Dal 2019 Un Ponte Per, insieme al suo partner locale Mezzaluna Rossa Curda (KRC), alle autorità locali e grazie al sostegno della Area Mertopolitana de Barcelona (AMB) e della Provincia Autonoma di Bolzano, promuove attività di formazione che hanno gettato le basi per il primo progetto-pilota di riciclaggio dei rifiuti a livello municipale nel nord est della Siria.

Obiettivo di questo intervento è contribuire alla salvaguardia dei diritti ambientali e del diritto alla salute per la popolazione locale, attraverso il rafforzamento delle capacità delle amministrazioni locali e la sensibilizzazione della cittadinanza rispetto ai temi ambientali e del riciclaggio, che ha condotto al lancio, nel 2022, del primo sistema di riciclo nell’area di Hasakeh.

Con il nuovo progetto “Gemar Zero” (Rifiuti zero), sostenuto dalla Provincia Autonoma di Bolzano, si intende rafforzare il sistema di riciclo creato, sostenendo attivamente la municipalità di Hasakeh per aiutarla ad espandere e aggiornare il sistema coinvolgendo sempre più abitanti, attività commerciali e cooperative.

Il conflitto in Siria ha causato una grave crisi umanitaria che ha colpito profondamente la popolazione civile per oltre un decennio.

Inoltre, il terremoto del febbraio 2023 nella regione, in particolare nel distretto di Kobane, hanno ulteriormente aggravato la situazione, colpendo le infrastrutture idriche e aumentando la vulnerabilità della popolazione.

Partecipando ad un nuovo intervento guidato dall’organizzazione Novact, Un Ponte Per mira a migliorare le condizioni di sicurezza delle popolazioni colpite dal terremoto a Kobane, nel nord est della Siria, attraverso un approccio multisettoriale in linea con il lavoro che porta avanti da anni per la sostenibilità ambientale nella regione. L'intervento si concentrerà sul miglioramento dell'accesso alle risorse idriche e sul rafforzamento delle capacità del personale di 8 agenzie idriche in materia di analisi della qualità dell'acqua, utilizzando strumenti specifici. La strategia alla base dell'intervento si basa su tre obiettivi trasversali: potenziare le autorità locali attraverso la formazione, costruire resilienza attraverso gli sforzi di riabilitazione, affrontando i bisogni immediati ma gettando al contempo le basi per miglioramenti a lungo termine della salute, della sicurezza e del benessere delle comunità colpite a Kobane e nella regione in generale.

Gli obiettivi principali saranno quelli di rafforzare la resilienza della popolazione vulnerabile - con particolare attenzione alle donne e ai bambini - colpita dal terremoto a Kobane, migliorando l'accesso all'acqua, promuovendo l'accesso a un'istruzione sicura e a un'istruzione di base. Il progetto mira a migliorare i test sulla qualità dell'acqua nell’area attraverso l’acquisto di specifici kit distribuiti alle agenzie idriche della regione, e attraverso la formazione costante del personale che vi opera. Questa iniziativa migliorerà la qualità e la disponibilità dell'acqua per circa 54.000 abitanti di Kobane come beneficiariə direttə.

In linea con la strategia di Un Ponte Per rispetto al lavoro in Italia, focalizzato tra le altre cose sulla lotta ai cambiamenti climatici e la riduzione dell’impatto ambientale, l’obiettivo di “Sentinelle Climatiche” è rafforzare la conoscenza e la consapevolezza di insegnanti, student, comunità e istituzioni verso la costruzione di una cittadinanza consapevole e attiva che sappia opporsi ai cambiamenti climatici con azioni pratiche. Il progetto in particolare si concentra sulla formazione del corpo docente delle scuole secondary sul tema dei cambiamenti climatici, fornendo strumenti, approcci educativi e condivisione di buone pratiche; e sul corpo studentesco, coinvolto in programmi educativi basati sulla partecipazione attiva, laboratori pratici, condivisione di conoscenze a livello locale e globale e sulle pratiche di advocacy. Ad essere coinvolte sono intere comunità, per lo sviluppo e l’adozione di PAC (piani di alleanze tra scuole, autorità locali e attori della società civile), con l’obiettivo di lavorare insieme al contrasto dei cambiamenti climatici. Il progetto si concentra in particolare in Piemonte, dove UPP è attiva da anni con programmi di educazione non formale all’interno delle scuole.

Tra il 2019 e il 2024 Un Ponte Per, grazie ai fondi del Piano Nazionale di Azione italiano per implementare la Risoluzione Onu 1325 mirata a rafforzare il ruolo di donne e giovani nella costruzione della pace, e in particolare nell’area dell’Asia Occidentale e dell’Africa del Nord (SWANA), ha lavorato con numerose organizzazioni della società civile in Libano, Iraq, Libia, Tunisia e Italia attraverso diversi progetti. Tra questi, Engendering Peace e Kaleidoscope of Peace (Iraq, Libano), e Woman Waving Peace (Tunisia, Libia, Iraq). Nel 2023 il lavoro è proseguito con l’intervento Women Peacebuilders in Action, e va avanti oggi con questo nuovo piano di azione.

L’obiettivo è garantire formazione alle organizzazioni delle società civili, e in particolare a donne e giovani, sui pilastri della partecipazione, prevenzione e protezione contenuti nella Risoluzione 1325, rafforzando i ruoli di leadership di giovani e donne, la loro partecipazione politica, la protezione delle minoranze e dellə difensorə dei diritti umani, con un coinvolgimento attivo nei processi di dialogo inter-comunitario, inter-generazionale e nella costruzione della pace.

Nei prossimi mesi 10 organizzazioni della società civile in Italia, Iraq, Libano, Libia e Tunisia saranno unite in un network transnazionale, e almeno 100 attivistə saranno formatə per raffforzare il loro lavoro e portare avanti azioni di advocacy a livello nazionale ed europeo sul tema della costruzione della pace, della trasformazione dei conflitti e della partecipazione di donne e giovani.

La situazione umanitaria nel nord est della Siria continua a deteriorarsi, con gravi lacune nei servizi essenziali, tra cui l'istruzione. La mancanza di strutture educative adeguate e l'alto costo dei servizi sono tra le principali cause di abbandono scolastico, mentre la disoccupazione e la povertà impediscono alle famiglie di sostenere lə bambinə nell'accesso all'istruzione.

Per affrontare le attuali lacune nel settore dell'istruzione a Raqqa, Un Ponte Per, grazie alla collaborazione con il partner locale DOZ, fornirà servizi di istruzione non formale per bambinə e lə loro tutorə. L'obiettivo è aiutarlə a recuperare l'istruzione formale nelle scuole e a integrarsi nel loro gruppo di età scolastica, migliorando il livello educativo. Le attività si svolgeranno negli Spazi Sicuri per donne e bambinə sopravvissutə o a rischio di violenza e sfruttamento che Un Ponte Per ha aperto a Raqqa grazie al sostegno dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG), attivi ormai dal 2021.

I servizi di istruzione non formale saranno disponibili sia per bambinə e adolescenti (9-17 anni) che frequentano le scuole, sia per quellə che hanno abbandonato o non frequentano più la scuola. Inoltre, saranno offerti corsi di alfabetizzazione alle persone che se ne occupano, principalmente donne, che potranno anche beneficiare dei servizi di protezione presso gli Spazi Sicuri.

Per rispondere alla mancanza di strutture e alle difficoltà economiche che causano l'abbandono scolastico, il progetto offrirà anche trasporto gratuito, garantendo un accesso sicuro e continuo ai corsi.

Il progetto inoltre mira a rafforzare la coesione sociale integrando le attività di educazione non formale e protezione con specifiche attività di educazione alla risoluzione nonviolenta dei conflitti.

Le attività sono state progettate per essere sostenibili a lungo termine, combinando educazione non formale, protezione e sviluppo di capacità per adultə e bambinə, con l'obiettivo di creare un impatto duraturo nella comunità.

Maggiori informazioni sulle fasi precedenti del progetto - chiamato "Darna al Aman", sono disponibili nel nostro archivio.

In Italia Un Ponte Per è attiva da tempo con progetti che si concentrano in particolare nell’area di Monza e della Brianza, grazie al sostegno di un Comitato locale molto attivo e di una vasta rete di collaborazioni con realtà locali. “Dress Green” è un progetto che si inserisce in questo ambito di intervento, con l’obiettivo di analizzare il panorama degli enti del terzo settore coinvolti nella raccolta di indumenti in buono stato a Monza, e fornire poi competenze sartoriali per riparare vestiti fallati e in buono stato, riducendo così lo spreco tessile, fornire supporto e opportunità di sviluppo personale e professionale a donne che vivono un periodo di difficoltà sociale ed economica, offrendo loro una via per migliorare le proprie prospettive lavorative e il benessere complessivo.

Come risultato finale, la cittadinanza sarà sensibilizzata su a un consumo e un sistema di acquisti più sostenibile anche attraverso l’acquisizione di competenze sul problema del “fast fashion” e dei suoi impatti sull’ambiente e sulle comunità.

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