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Nell’ambito del nostro programma di Sostegni a Distanza per minori in zone di conflitto o post-conflitto, che ha programmi in Iraq e Libano, si inserisce anche “Svetlost – Luce sui bambini invisibili”, pensato per accompagnare economicamente gli orfani o le famiglie in difficoltà in Serbia insieme alla Croce Rossa di Kraljevo.
Dopo 20 anni la guerra nei Balcani continua a fare vittime: i casi di bambinə natə con malformazioni si sono quadruplicati, come il numero di carcinomi da uranio impoverito. I bombardamenti della Nato del 1999 hanno reso profughe oltre 250 mila persone, che dal Kosovo si sono rifugiate nella Serbia meridionale.
A minori e alle famiglie che nella guerra hanno perso tutto assicuriamo assistenza e scolarizzazione insieme al nostro partner locale, grazie al sostegno a distanza di numerose famiglie italiane.
Nel 1999, con la guerra nei Balcani, nasce “Un Ponte per Belgrado”, iniziativa che, oltre alla creazione di presidi sanitari e l’invio di medicinali, ha offerto assistenza a oltre 10 mila sfollatə.
In questi ultimi anni l’Associazione ha intensificato le relazioni con la comunità serba del Kosovo, organizzando corsi professionali, programmi di sostegno a distanza e ospitalità per l’infanzia.
Il progetto “C’è un bambino che…” si inserisce nell’ambito delle attività che portiamo avanti a favore della protezione dell’infanzia ed è stato pensato per offrire sostegno alle persone sfollate del Kosovo, accolte nel comprensorio di Kraljevo.
L’iniziativa mira a rafforzare il rapporto di solidarietà tra le due sponde dell’Adriatico, attraverso il contatto con bambinə italianə, per favorire la reciproca conoscenza e amicizia, nell’ottica di una crescente sensibilizzazione sui valori della pace e della solidarietà.
A partire dal 2002, ogni iniziativa di ospitalità, che si svolge nel periodo estivo nell’arco di 3 settimane, coinvolge circa 30 bambinə profughə o in condizione di grave disagio sociale e altrettante famiglie di dipendenti e collaboratori dell’Università di Roma Tor Vergata.
Il progetto prevede inoltre campagne di sensibilizzazione, attraverso la produzione e proiezione di filmati, mostre fotografiche e manifestazioni pubbliche, viaggi di conoscenza, donazioni di vestiario, computer, materiale scolastico e alimentare, nonché l’avvio di nuovi sostegni a distanza.
Tre progetti, un solo obiettivo: tutelare il millenario patrimonio culturale dell'Iraq. Con il nostro programma "Il sapere che resiste" siamo a lavoro da oltre 12 anni.
La Casa dei Libri
Nel lontano 2004 abbiamo conosciuto Saad Eskander, l’attuale direttore della Biblioteca e dell’Archivio Nazionale di Baghdad. Insieme abbiam ideato il progetto “La Casa dei Libri”, grazie al quale questa antica istituzione è riuscita a sopravvivere e risorgere dalle ceneri di un terribile incendio e degli orrori della guerra civile che allora stava devastando il paese.
Con la collaborazione di un altro luogo simbolo della cultura mondiale, la Biblioteca Nazionale di Firenze, che aveva vissuto una tragedia simile con l’alluvione del 1966, siamo riusciti a restaurare, conservare e digitalizzare migliaia di testi, alcuni molto antichi, mettendoli al riparo da future distruzioni.
Con espertə italianə ci siamo anche assicuratə che le capacità trasferite a bibliotecarə irachenə diventassero patrimonio di tutto il paese, ampliando la formazione a tutte le biblioteche pubbliche dell’Iraq. Oggi siamo felici che il sito della Biblioteca di Baghdad vanti migliaia di visite ogni mese di studiosə ed appassionatiə.
Libri della riconciliazione
Nel 2013 abbiamo lanciato un nuovo progetto dedicato alla conservazione e al restauro degli archivi delle minoranze millenarie del paese. “Libri della riconciliazione” ha coinvolto le comunità turcomanna, cristiana, caldea, armena, sabea e mandea, shabak, kaka’i e tante altre. Gli esperti di Baghdad formati nell’ambito del progetto “La Casa dei Libri” hanno aiutato i bibliotecari di ciascuna comunità a conservare e restaurare il proprio patrimonio librario ed archivistico. In un percorso che si è sviluppato lungo 2 anni, sono stati realizzati corsi di formazione, studi tecnici e un censimento della storia letteraria di ciascuna comunità.
Tutte le attività sono state condotte creando momenti di dialogo e studio comuni tra tutte le minoranze coinvolte, favorendone il dialogo.
Il lavoro è culminato nella realizzazione del libro "Books and Documents, Heritage of Iraqi Minorities", pubblicato in inglese, arabo e curdo sorani, che raccoglie per la prima volta notizie dettagliate sulla storia delle collezioni librarie e delle tradizioni culturali delle minoranze irachene.
Suoni dall’Iraq
Contemporaneamente, con Suoni dall’Iraq, Khyam Allami, un giovane e appassionato musicista iracheno, ha contribuito a creare il primo archivio sonoro nazionale presso la Biblioteca di Baghdad, dove sono state depositate le registrazioni originali sopravvissute alla guerra, con l’obiettivo di recuperare e diffondere i molti generi musicali del paese.