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Il progetto "Emergency WASH Intervention: Rehabilitation of Water Networks in Conflict-Affected Areas of Ikleem Al Tuffah" si inserisce nel contesto della crisi umanitaria che ha colpito il Sud del Libano a seguito del conflitto del 2024 e delle successive ostilità a bassa intensità protrattesi fino all’inizio del 2026. Nell’area di Ikleem al Tuffah, nel distretto di Nabatiyeh, la popolazione ha affrontato distruzione diffusa, sfollamenti e il grave deterioramento delle infrastrutture essenziali, tra cui le reti idriche. In questo scenario, l’accesso all’acqua sicura è diventato sempre più limitato, con conseguenze dirette sulla salute pubblica e sulle condizioni di vita della popolazione residente, già esposta a vulnerabilità strutturali aggravate dalla crisi.
L’intervento promosso da Un Ponte Per, con il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese e in partenariato con Nabad for Development, mira a contribuire al rafforzamento della resilienza delle comunità colpite attraverso il ripristino di infrastrutture idriche essenziali. In particolare, il progetto intende garantire un accesso sicuro, affidabile ed equo all’acqua per la popolazione di Sarba, riducendo i rischi sanitari e sostenendo la capacità locale di gestione sostenibile delle reti idriche.
Le attività si concentrano sulla riabilitazione della rete idrica danneggiata, includendo tutte le fasi tecniche necessarie: dalla definizione e validazione delle specifiche progettuali alla selezione delle imprese esecutrici, fino al monitoraggio della qualità dei lavori. L’intervento prevede la ricostruzione della rete attraverso l’installazione e il collaudo di nuove tubature e componenti, accompagnata da attività di rafforzamento delle capacità tecniche locali e dal trasferimento della gestione dell’infrastruttura alle realtà del territorio.
Si prevede che il progetto consenta il ripristino di una rete idrica funzionante nell’area di Sarba, con l’installazione di almeno 2.000 metri di nuove condotte e componenti. Circa 4/5mila persone residenti nell’area potranno così beneficiare di un accesso più stabile e sicuro all’acqua, con un impatto diretto su circa 1.000 nuclei familiari. Il miglioramento dell’accesso all’acqua contribuirà a ridurre i rischi per la salute pubblica e a sostenere condizioni di vita più dignitose, rafforzando al contempo le capacità locali di gestione e manutenzione delle infrastrutture.
L’approccio adottato si fonda su una prospettiva basata sui diritti, ponendo al centro l’accesso equo ai servizi essenziali e il coinvolgimento attivo della comunità nella gestione delle risorse. Il progetto promuove percorsi di autonomia e sostenibilità attraverso il rafforzamento delle competenze locali e il trasferimento di responsabilità, contribuendo a costruire risposte durature alla crisi e a sostenere la capacità delle comunità di affrontare sfide future in modo indipendente e resiliente
