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“Ibtisam” (Sorriso), è un progetto di supporto psico-sociale per bambinə, portato avanti in 5 istituti scolastici del Kurdistan iracheno (KRG) grazie al sostegno di Caritas Svizzera.
L’idea nasce nel corso dell’emergenza umanitaria irachena del 2003, quando l’esplodere della violenza a Baghdad provoca la prima grande ondata di persone sfollate costrette a fuggire dalla città e trovare rifugio nella regione del Kurdistan iracheno e nel nord dell’Iraq. L’obiettivo, all’epoca, era quello di fornire piani di studio in arabo per studentə sfollatə, in una regione dove i curriculum erano esclusivamente in curdo, e fornire spazi sicuri ed attività ricreative per bambinə attraverso la riabilitazione di 5 scuole nelle aree della Piana di Ninive e nel Governatorato di Erbil.
Una prima fase dell'intervento era stata pensata nel 2012. Quello stesso anno, in seguito allo scoppiare dell’emergenza umanitaria in Siria, le scuole hanno accolto anche minori rifugiatə che fuggivano dal loro paese e trovavano rifugio in Iraq. Poi, nell’estate del 2014, l’avanzata di Daesh in Iraq ha creato una nuova ondata di violenza: alcune delle aree in cui operavamo sono state occupate, il numero di persone sfollate è drammaticamente aumentato.
Per questo nel corso dei mesi il nostro intervento è cambiato. I fondi per le attività sono stati impieganti per distribuzioni di prima emergenza, poi in kit scolastici, infine ci siamo spostati insieme alle comunità in fuga, seguendole nel loro lungo cammino verso la ricerca di un luogo sicuro in cui vivere.
Oggi “Ibtisam” è giunto alla sua seconda fase, e proseguirà sino alla fine del 2017. Le scuole coinvolte da 5 sono diventate 13, per un totale di 4.600 bambinə accoltə grazie all’impegno di insegnanti, operatorə sociali, psicologə e psichiatrə che hanno preso parte ai nostri training di formazione, alle sedute di gioco-terapia, ai gruppi di resilienza e ad altre attività fondamentali ai bambini per superare i traumi della guerra. Scuole, quelle di “Ibtisam”, che sono diventate anche esempi di integrazione tra bambinə provenienti da contesti diversi, ma accomunati dall’aver dovuto vivere situazioni terribili.
Un intervento pensato per ricreare nelle scuole e dentro le classi quel clima di serenità e normalità che viene meno in situazioni di emergenza e condizioni di sfollamento, per permettere di proseguire il percorso scolastico, ma anche di immaginare un futuro libero dalla paura. Il lavoro dello scorso anno ha dato risultati entusiasmanti: oltre a tantə bambinə che ne hanno tratto giovamento, il Dipartimento di Salute Mentale di Erbil ha scelto di usarlo come modello per la modernizzazione delle sue strutture, nel tentativo di integrare il settore dell’educazione e quello della salute mentale. In linea con il nostro agire, che considera l’emergenza anche un’opportunità di miglioramento delle condizioni pre-esistenti. Per costruire un futuro in cui non ci sia più bisogno di interventi umanitari, e ciò di buono che si è costruito insieme possa rimanere, diventando un patrimonio collettivo.
