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Il progetto è stato avviato per far fronte alla drammatica crisi del sistema sanitario nel nord est della Siria, conseguenza diretta dei tagli ai finanziamenti statunitensi e degli sfollamenti di massa che hanno segnato l’inizio del 2025. Ad aprile, ben 68 strutture sanitarie hanno rischiato la chiusura e solo un ospedale pubblico su sedici è rimasto pienamente funzionante, privando milioni di persone dell’accesso a cure essenziali e salvavita. A pagare il prezzo più alto sono state le donne incinte, i bambini e i pazienti affetti da malattie croniche o condizioni potenzialmente letali, costretti a vivere senza alcuna garanzia di assistenza sanitaria. Nei campi per sfollati, le condizioni sono ancora più drammatiche: sovraffollamento, scarse infrastrutture idriche e igienico-sanitarie, mancanza di cure di base hanno accresciuto il rischio di epidemie come colera e infezioni respiratorie, mentre la sospensione del sostegno all’Ospedale Nazionale di Hassakeh ha privato oltre 333.000 persone dell’unico punto di riferimento pubblico per le cure specialistiche.
Attraverso BRIDGE, Un Ponte Per, in partenariato con ACTED e grazie al sostegno del Syrian Humanitaria Fund, garantisce assistenza sanitaria integrata e gratuita alla popolazione sfollata e alle comunità ospitanti nelle aree di Hassakeh, Deir-ez-Zor e Raqqa. Il progetto sostiene sette strutture sanitarie gestite da UPP e KRC: quattro centri di assistenza primaria nei campi di Areesha, Al Hol, Serekaniye e Abu Khashab, due centri fuori dai campi a Tel Tamer e Maabadeh, oltre al Centro ambulanze di Raqqa. Le attività prevedono la fornitura di farmaci e dispositivi medici, la formazione del personale sanitario, il rafforzamento dei servizi materno-infantili e di emergenza, e il potenziamento del sistema di invio dei pazienti verso cure specialistiche.
Particolare attenzione è rivolta all’Ospedale Nazionale di Hassakeh, con la copertura integrale dei costi di interventi chirurgici, esami diagnostici e trattamenti per le persone sfollate, eliminando le barriere economiche che avevano reso impossibile l’accesso a cure vitali. In caso di servizi non disponibili nell’ospedale, UPP garantisce il trasferimento e il rimborso delle spese in altre strutture di riferimento, come gli ospedali di Qamishli.
Il progetto raggiunge direttamente oltre 107.000 persone – 70.901 nei campi, 35.863 nelle comunità ospitanti e 322 rifugiati – ma rafforza anche l’intero sistema sanitario locale, con benefici indiretti per migliaia di persone, inclusi gli abitanti della città di Raqqa che potranno accedere a cure specialistiche tramite il sistema di ambulanze.
Un lavoro che Un Ponte Per porta avanti da oltre 15 anni, con l’obiettivo di garantire un accesso continuo a cure di qualità, dalla sanità di base fino ai servizi ospedalieri, e di rafforzare il sistema sanitario locale attraverso la fornitura di attrezzature, la formazione del personale e il monitoraggio sanitario.
