Sostieni la popolazione in Libano in fuga dall'aggressione di Israele. Dona ora per portare aiuti urgenti.

Il 27 e 28 marzo Roma diventerà il cuore di una mobilitazione internazionale che unisce le voci di chi non accetta la logica del dominio e della guerra. Un Ponte Per aderisce alla due giorni "No Kings", al fianco della coalizione italiana e in connessione con i movimenti Together nel Regno Unito e No Kings negli Stati Uniti.

L’attuale scenario internazionale è dominato da un sistema colonialista, razzista, patriarcale, e classista portato avanti da autocrati, oligarchi e potenti che si credono "Re" e difendono solo i loro privilegi. L’escalation in tutta l’Asia sud occidentale, segnata dai recenti attacchi israeliani e statunitensi contro l’Iran, sta incendiando l’intera regione. In Libano la situazione è disperata, con oltre un milione di sfollati, bombardamenti e ordini di evacuazione che colpiscono gran parte del territorio. In Palestina non c’è traccia della “pace” sbandierata dai potenti del mondo, Gaza continua a essere colpita nell’impunità, mentre in Cisgiordania si accelera il piano di annessione de facto israeliana. L’Iraq, dopo decenni di instabilità, continua ad essere colpito dal fuoco incrociato di milizie e attori regionali. Inoltre, in Italia a pagare il prezzo dell’aumento del costo dell’energia e dell’inflazione saremo ancora una volta noi cittadin3e lavorator3 già gravat3 da decenni di austerity e tagli sociali. Lo ribadiamo: gli attacchi imperialisti e coloniali non portano mai democrazia ma solo bombe, distruzione e sofferenza per le popolazioni civili. I movimenti di autodeterminazione crescono dall’autorganizzazione e dalla solidarietà internazionale, non dalle operazioni di forza che finiscono solo per rafforzare la retorica repressiva dei regimi.

In Italia, il Governo sta imponendo un "fronte interno" fatto di compressione dei diritti e criminalizzazione del dissenso. Dal "ddl antisemitismo" ai nuovi pacchetti sicurezza, assistiamo a un attacco senza precedenti alla libertà di manifestazione. La riconversione industriale a fini bellici sottrae risorse alla transizione ecologica e ai servizi sociali: l’unica industria che si vuole finanziare è quella delle armi.

Per rispondere a questo clima militarizzato, UPP scende in piazza forte dell’esperienza dell’Hub di Protezione Attivist3. Nato come reazione ai Decreti Sicurezza, l'Hub segna l'evoluzione di UPP come soggetto civico che protegge chi difende i diritti anche in Italia.

Insieme ai partner A Sud, Arci, In Difesa Di, Amnesty Italia e Greenpeace, l'Hub offre supporto legale, psicologico e digitale. Un modello che ha già dato prova della sua efficacia durante la manifestazione di Torino contro lo sgombero di Askatasuna: un centralino attivo dall'alba a notte fonda ha fornito assistenza legale a oltre 50 persone.

Se durante la manifestazione vieni fermat3, denunciat3 o hai qualsiasi problema legale, contatta l’Hub al numero: +39 353 4953606 (chiamata normale, Signal, Telegram o WhatsApp). Verrai reindirizzat3 a un/una avvocat3 presente in manifestazione per ricevere supporto legale durante o dopo. Prima di chiamare, verifica dove ti trovi, così da poter comunicare la posizione esatta. Segnati questo numero in modo da averlo se non riuscissi ad usare il tuo cellulare. Condividi questo messaggio con le tue reti e leggi lo Starter Pack per attivist3, la guida legale per chi manifesta!

Venerdì 27 marzo | Together Concert Dalle 15:00, alla Città dell’Altra Economia (Largo Dino Frisullo), parteciperemo al concerto dei No King Artists. Durante il concerto saranno raccolte le firme per la proposta di legge sulla Difesa Civile non armata e nonviolenta. Passa a firmare!

Sabato 28 marzo | Manifestazione Nazionale Il corteo partirà alle 14:00. UPP sarà presente per dare voce alle vittime di tutte le guerre: da Gaza a Kiev, da Teheran al Myanmar.

· Punto di ritrovo UPP: Ore 13:00 davanti ai cancelli di Palazzo Massimo (Largo di Villa Peretti).

· Percorso: Via Einaudi, Piazza dei Cinquecento, Via Cavour, Piazza Esquilino, Via Merulana, arrivo a Piazza San Giovanni.

Riconosceteci nel corteo dalla nostra fila di bandiere: marciamo insieme contro tutti i Re e le loro guerre.

Il Comitato di Milano di Un Ponte Per organizza un incontro pubblico per approfondire la grave emergenza umanitaria in Libano e nella regione, con la testimonianza diretta di chi è impegnato sul campo.

Giovedì 26 marzo 2026 – ore 19:00
C.I.Q. – Via Fabio Massimo 19, Milano

Interverranno David Ruggini, capo missione in Libano, insieme alle/ai colleghe/i libanesi, per raccontare quanto sta accadendo e discutere di cosa possiamo fare per sostenere la popolazione colpita.

Introduce e modera Anna Camposampiero del Comitato Nazionale di UPP.

Quando scoppia una nuova guerra, i media si riempiono di analisi politiche sugli equilibri internazionali, sulle conseguenze economiche legate alle risorse energetiche e sull’aumento dei prezzi per il mondo occidentale.

Come Un Ponte Per, da sempre cerchiamo invece di guardare alle guerre “dal basso”: dal punto di vista di chi subisce i bombardamenti, di chi è costretto ad abbandonare la propria casa e a trasformarsi in profugo, affrontando ogni giorno la lotta per la sopravvivenza della propria famiglia.

Dopo il genocidio compiuto dall’esercito israeliano a Gaza e la pulizia etnica in Palestina, oggi anche Iran e Libano sono sotto attacco, colpiti da bombardamenti e droni israeliani e statunitensi.

A seguito degli attacchi aerei israeliani nel sud del Libano, estesi fino alla periferia di Beirut, si stima che almeno un milione di persone siano state costrette a fuggire, trovando rifugio in scuole trasformate in centri di accoglienza.

Le operatrici e gli operatori umanitari di Un Ponte Per, insieme alle associazioni locali, sono impegnati nelle attività di soccorso alla popolazione, con la distribuzione di beni essenziali: kit igienici familiari, pannolini, acqua, cibo, materassi e coperte. Dona per sostenere l'intervento di Un Ponte Per.

Nel corso della iniziativa sarà presentato il sito di storia del pacifismo paceinmovimento.it, sostenuto con i fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Un Ponte Per, in collaborazione con il Nuovo Cinema Aquila, promuove una serata di cinema e memoria nell’ambito della campagna per l’istituzione di una Giornata della Memoria per le vittime del colonialismo e del proprio lavoro di recupero e trasmissione della memoria coloniale. 

Il 1° marzo 1896, nel corso di una durissima battaglia combattuta nei pressi della città di Adwa (Adua), nel nord dell’Etiopia, l’esercito etiope inflisse una sconfitta decisiva alle truppe d’invasione italiane, arrestando il progetto di trasformare l’Etiopia in un protettorato coloniale.

Adwa fu una battaglia estremamente cruenta. L’esercito etiope poteva contare su un elevato numero di combattenti ma male armati, guidati dall’imperatore Menelik II, con un ruolo di primo piano anche dell’imperatrice Taytu Betul. Il corpo di spedizione italiano era numericamente inferiore ma molto meglio equipaggiato con moderni armamenti europei.

Le perdite etiopi furono pesantissime: oltre 5.000 combattenti persero la vita in difesa della propria terra. Tanti furono anche i giovani italiani mandati a morire per una guerra non loro.  Adwa fu però la prima grande sconfitta di una potenza europea inflitta da forze africane durante l’epoca coloniale, diventando un punto di riferimento simbolico per l’immaginario anti-coloniale e panafricano. In Etiopia la vittoria viene tutt’ora ricordata ogni anno il 2 di marzo con l’”Adwa Victory Day”, oggi ricorrenza nazionale.     

Dopo la sconfitta di Adwa, l’Italia fu costretta a chiudere quella fase della guerra: il Trattato di Addis Abeba (ottobre 1896) pose formalmente fine al conflitto e alla penetrazione italiana in Africa che si fermò all’Eritrea colonizzata il decennio precedente. L’aggressione coloniale italiana contro l’Etiopia riprese solo decenni dopo, con l’invasione del 1935 sotto il fascismo.  

Per l’Etiopia e per molti movimenti africani e della diaspora, la vittoria di Adwa è stata (ed è) un simbolo di possibilità: la prova che l’invasione europea poteva essere respinta. Eppure, nella memoria pubblica italiana, questa pagina è spesso rimasta ai margini, come se fosse più facile dimenticare una sconfitta che interroghi il nostro passato coloniale. 

Nell’ambito del suo lavoro in Italia per il recupero della memoria dell’epoca coloniale e la decolonizzazione, Un Ponte Per ha scelto di ricordare la vittoria di Adwa non come “episodio lontano”, ma come snodo di memoria: perché senza fare i conti con il colonialismo e con le sue vittime non è possibile comprendere il presente.    

All’evento partecipa l’Associazione delle Comunità Etiopiche con un intervento del Presidente, Carmelo Giordano, e con l'organizzazione della cerimonia del caffè. 

Sarà presente, in collegamento da Washington il regista Hailé Gerima. 

In occasione dell’anniversario, sabato 1 marzo, Un Ponte Per e il Nuovo Cinema Aquila proiettano “Adwa. An African Victory” (1999), documentario del regista etiope Hailé Gerima: un’opera realizzata nel solco della commemorazione del centenario e costruita come contro-racconto, capace di intrecciare testimonianze orali, canti, allegorie e materiali d’archivio. 

Il film compie un gesto fondamentale: rovescia lo sguardo. Laddove le immagini e i documenti disponibili sono stati spesso prodotti o filtrati dal punto di vista coloniale, Gerima li rilegge criticamente e li rimonta, facendoli dialogare con voci, memorie e narrazioni etiopi: la battaglia non appare più come una “parentesi” della storia italiana, ma come un evento centrale per l’Etiopia e per l’Africa, un’esperienza collettiva che parla di dignità, autodeterminazione e resistenza. In questo senso “Adwa” è anche un film sulla memoria: su come si trasmette, su chi la custodisce, e su cosa significa sottrarla all’oblio. 

“Adwa” restituisce inoltre spazio a una dimensione spesso oscurata: la partecipazione delle donne, non solo nella cura e nella logistica, ma dentro la trama politica e simbolica della resistenza. Nel racconto di Gerima, accanto a Menelik II, emerge la figura dell’imperatrice Taytu Betul, riconosciuta tra lə protagonistə di quella mobilitazione nazionale; e con lei, la presenza concreta di tante donne che sostennero lo sforzo bellico e la tenuta della comunità, mostrando come la difesa della libertà non fu mai un fatto “solo maschile”, ma un impegno condiviso. 

"Adwa, An African Victory" ha vinto il “Premio Arene Decoloniali” nel 2025 per il contributo dato al recupero della memoria del colonialismo.  

"Adwa An african victory" 

Nuovo Cinema Aquila – Via L’Aquila 66/74, Roma (Pigneto) 

Un Ponte Per invita cittadinə, associazioni, scuole, comunità e diaspore a partecipare: perché ricordare la vittoria di Adwa significa aprire uno spazio di verità e responsabilità sul colonialismo, e costruire una memoria pubblica finalmente condivisa.  

Ingresso: 7 euro 

Per informazioni: decoloniale@unponteper.it  

Iniziativa nell’ambito di Arene Decoloniali.

DIRITTI IN CASO DI FERMO, DETENZIONE E MALTRATTAMENTI: IL SECONDO MODULO DELLA FORMAZIONE DI AUTOTUTELA CONTRO IL CLIMA DI REPRESSIONE CRESCENTE.

In clima di crescente repressione e criminalizzazione del dissenso, c’è bisogno di strumenti concreti per difendersi: conoscere i propri diritti non è un dettaglio tecnico, è pratica politica, è protezione collettiva.

Un Ponte Per insieme alle associazioni dell'Hub di Protezione organizza una giornata di formazione per conoscere i propri diritti in caso di fermo, detenzione e maltrattamenti nel corso di manifestazioni o mobilitazioni.

Il 21 febbraio 2026, a SpinTime (Roma), dalle 11 alle 13, torna Training 4 Defenders con il secondo modulo, insieme a Paola Bevere e Gianluca Vitale, avvocati penalisti, Rete Legale In Difesa Di, Hub di Protezione, Legal Team Italia.

Questo appuntamento serve a capire cosa succede davvero quando si viene fermatə, identificatə, arrestatə o quando si subiscono abusi da parte delle forze dell’ordine. Parleremo di garanzie giuridiche, di novità normative – come il fermo fino a 12 ore introdotto dal nuovo decreto sicurezza – ma soprattutto di cosa fare, come attivare tutela legale tempestiva, come documentare e denunciare violazioni.

È possibile partecipare anche online: Iscriviti qui: https://us02web.zoom.us/meeting/register/VK-rf90eTE-HimYtNMYmhw#/registration

Info e prenotazioni: formazioneattivismo@asud.net

Prosegue il percorso di avvicinamento ad Arene Decoloniali 2026 con un ciclo di iniziative tra Roma e Torino per il recupero della memoria dell’epoca coloniale e la decolonizzazione.

Al centro del mese di febbraio, il ricordo della brutale rappresaglia di Addis Abeba del 19 febbraio 1937, una delle pagine più tragiche e meno riconosciute della storia coloniale italiana, e la collaborazione con il Festival Black History Month.

Seguono gli appuntamenti con i dettagli.

Casa della Memoria e della Storia, Roma
18 febbraio 2026 – ore 17:30

Incontro promosso nell’ambito del progetto Memorie Decoloniali, in collaborazione con la Rete Yekatit 12–19 febbraio.

L’appuntamento è dedicato al ruolo degli archivi familiari, delle fotografie e dei ritratti nella costruzione – e nella rielaborazione critica – della memoria coloniale. Attraverso materiali privati e pratiche di ricerca partecipata, l’incontro propone una riflessione su come le immagini possano diventare strumenti di consapevolezza storica, riparazione simbolica e trasformazione dello sguardo.


Il 19 febbraio 1937, ad Addis Abeba, si consumò una delle pagine più tragiche e a lungo rimosse della storia coloniale italiana: la strage passata alla storia come Yekatit 12, secondo il calendario etiope.

In occasione della giornata di commemorazione delle vittime del massacro, Un Ponte Per partecipa alle iniziative promosse dalla Rete Yekatit 12–19 febbraio, contribuendo al percorso collettivo di memoria, consapevolezza e riflessione critica:

Giardino Zerai Deres, Roma
19 febbraio 2026 – ore 12:00

SpinTime Lab, Roma
19 febbraio 2026 – ore 17:00


Un Ponte Per e Arene Decoloniali sono partner della quinta edizione della rassegna culturale Black History Month Torino, con due appuntamenti:

Via Borgo Dora 3a, Torino
19 febbraio – ore 10:00–13:00
https://www.blackhistorymonthtorino.it/19-02-ore-10-13-walking-decolonial-tour/

Passeggiata urbana all’interno del Black History Month Torino, per rileggere lo spazio cittadino, i monumenti e la toponomastica alla luce della storia coloniale, delle migrazioni e delle resistenze.
Il tour condotto da Gabriele Proglio, professore associato di storia contemporanea, accompagnerà le persone partecipanti sui luoghi delle migrazioni a Torino, partendo dalla costituzione del mercato come misura igienica per contenere l’epidemia di colera. Si parlerà di lavoro e razzismo, di colonialismo e memoria del cibo, di nuove e vecchie migrazioni a Torino.

Evento organizzato in collaborazione con il festival Arene Decoloniali, il Centro Studi Sereno Regis e Un Ponte Per ETS in memoria della strage di Addis Abeba avvenuta il 19 febbraio 1937 per opera delle milizie coloniali italiane.

Centro Studi Sereno Regis, Via Garibaldi 13, Torino
20 febbraio – ore 17:30–19:00
https://www.blackhistorymonthtorino.it/20-02-ore-1730-19-talk-contro-narrazione-sfidare-gli-stereotipi-sulle-donne-etiopi-nellitalia-coloniale-fascista-e-oltre/

Incontro pubblico all’interno del Black History Month Torino, dedicato alla decostruzione degli immaginari coloniali e postcoloniali legati alla rappresentazione delle donne etiopi.

Attraverso una prospettiva critica e intersezionale, il talk mette in discussione stereotipi radicati nell’Italia coloniale e fascista, aprendo uno spazio di confronto sulle loro eredità contemporanee. Anche questo appuntamento si inserisce nel percorso promosso da Arene Decoloniali.

Gaza senza palestinesi? No, grazie.

📍 Diretta Instagram – Un Ponte Per
🗓 Giovedì 18
🕘 Ore 21:00

Mentre l’attenzione mediatica si spegne, a Gaza la violenza continua.
Un cosiddetto “cessate il fuoco” che non ferma le armi, piani sul futuro di Gaza che cancellano le persone palestinesi, e una narrazione internazionale che prova a voltare pagina senza giustizia.
Ne parliamo in diretta con Dalia Ismail e Sharif Hamad, per rimettere al centro le voci palestinesi e fare chiarezza su ciò che sta accadendo davvero. Ascolteremo la loro voce insieme alla Presidente di Un Ponte Per Giulia Torrini, che modererà l'incontro e farà il punto sulla risposta umanitaria della campagna "Acqua per Gaza".

In un momento in cui si tenta di normalizzare l’ingiustizia, parlare, ascoltare e prendere posizione è quanto mai necessario:
Segui la diretta sul nostro profilo Instagram; condividi, partecipa, amplifica le voci palestinesi; sostieni la campagna “Acqua per Gaza”.

Venerdì 7 novembre 2025, a Palazzo Valentini (sede del Consiglio Metropolitano di Roma Capitale, Via IV Novembre 119/A – Roma), si terrà l’Incontro globale dei partner del programma Shelter City, dal titolo “Città in Rete, Diritti in Comune – Verso un ecosistema sostenibile di protezione”.

Sarà un incontro internazionale per definire insieme il ruolo della rete globale Shelter City, in cui Un Ponte Per coordina l'iniziativa Shelter City Rome.

Metteremo a fuoco come comuni, istituzioni locali e società civile collaborano nella protezione dellə Difensorə dei Diritti Umani (HRDs), attraverso esempi concreti, strumenti operativi e alleanze territoriali.

Interverranno:

- Tiziana Biolghini, Consigliera della Città Metropolitana di Roma Capitale
- L’Ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi in Italia
- Justice & Peace / Un Ponte Per / Shelter City Global
- Una serie di testimonianze e lezioni apprese dall’Asia Occidentale e il Nord Africa sulla difesa dello spazio civico

Sarà un’occasione per condividere esperienze, rafforzare alleanze e costruire insieme città più sicure e solidali per chi difende i diritti umani.

***

PROGRAMMA:

09:30 Arrivo e registrazione

10:00 Parole di benvenuto Un Ponte Per

10:15 Intervento della Consigliera della Città Metropolitana di Roma Capitale – Tiziana Biolghini

10:30 Intervento dell’Ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi in Italia

10:45 Domande e riflessioni - Moderazione: Lodovico Mariani (UPP/Shelter City Rome)

11:15 Coffee break

11:30 Shelter City Rome nella pratica: riflessioni di Omar & Lorenza

12:00 Il ruolo fondamentale di municipi e diplomatici nella protezione dei difensori dei diritti umani:
- Lodovico Mariani, UPP / Coordinatore Shelter City Rome
- Nicoleta Mitut, Comune di Deventer / Coordinatrice Shelter City Deventer
- Sjoerd de Vries Lentsch, Comune de L’Aia
- Hanne Küpers, Ministero degli Affari Esteri del Regno dei Paesi Bassi
- Rappresentante della rete italiana delle Città Rifugio

12:30 Domande e riflessioni
– Moderazione: Maral Khajeh (Justice & Peace/ Shelter City Global)

12:45 Protezione di HRDs nella pratica: lezioni dall’Asia Occidentale e Nord Africa sulla difesa dello spazio civico

13:15 Momento di chiusura

Un Ponte Per ospiterà nel mese di ottobre 2025 una delegazione di donne attiviste provenienti da Libia e Tunisia, nell’ambito di una serie di eventi che si terranno tra Palermo, Roma e Padova.

L’iniziativa si inserisce nei progetti Nisaa’ Lil Salam-Women for Peace, promosso da Un Ponte Per e finanziato dai  fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, e Kutub Hurra, sostenuto dalla Fondazione Haiku Lugano.

L’incontro nasce dall’esigenza condivisa di creare uno spazio di confronto, scambio e solidarietà tra attiviste provenienti da contesti differenti ma profondamente interconnessi: Libia, Tunisia e Italia.

Dopo una prima tappa a Palermo, in occasione del Festival Sabir, si terrà un incontro anche a Roma, in collaborazione con la Casa delle donne Lucha y Siesta, realtà locali e collettivi del territorio. L’obiettivo è rafforzare i legami tra donne impegnate nella difesa dei diritti umani, con un’attenzione particolare ai diritti e alla resistenza delle donne, in contesti segnati da instabilità politica, migrazioni forzate e discriminazioni strutturali. Le partecipanti condivideranno esperienze di attivismo femminista, pratiche di resistenza quotidiana e percorsi di organizzazione comunitaria, espressi in forme e strategie diverse.

L'incontro intende facilitare una riflessione collettiva sulle sfide comuni che attraversano i territori mediterranei e sulle strategie possibili per affrontarle. Si parlerà di mobilitazioni femministe e lotta contro la violenza di genere. Il confronto sarà arricchito da approcci intersezionali e transnazionali, fondamentali per costruire un pensiero politico condiviso e radicato nelle realtà locali.

Data evento: 27 ottobre 2025 dalle 19

Luogo: Casa delle donne Lucha y Siesta

Delegazione:

Lybian Legal Aid Organization (LLAO) è un'organizzazione civile che fornisce consulenza legale su base volontaria e gratuita ed è un'istituzione intellettuale che si concentra sulle questioni femminili e sui diritti civili. È stata fondata su iniziativa di un gruppo di esperte, intellettuale e specialiste con la missione di sensibilizzare l'opinione pubblica e sostenere la realizzazione dei diritti legali, sociali, economici, culturali e psicologici. Questo lavoro include anche un messaggio volto a promuovere il cambiamento delle leggi in Libia, in particolare di quelle discriminatorie.

Associazione Lina Ben Mhenni (ALBM) è un’associazione dedicata a mantenere viva la memoria e lo spirito critico della blogger e attivista tunisina Lina Ben Mhenni, continuando la sua opera a favore dei diritti umani, dell’educazione, della cultura e della resilienza civica. Tramite biblioteche, formazioni, eventi culturali e supporto alle comunità emarginate, l’associazione intende trasformare l’eredità di Lina in azioni concrete e collettive.

Roma, Parco della Torre di Tor Marancia | 8–14 settembre 2025

ARENE DECOLONIALI è il festival che mette al centro del dibattito pubblico il tema della decolonialità, cuore dell'approccio di Un Ponte Per alla cooperazione internazionale e alla solidarietà.

Per una settimana, il Parco della Torre di Tor Marancia (Viale di Tor Marancia 31, Roma) diventa uno spazio di confronto e immaginazione politica per esplorare attraverso immagini, parole e memorie il passato coloniale e le sue eredità nel presente. Una programmazione che intreccia cinema d’autore, letteratura, fotografia e incontri pubblici, in un dialogo aperto tra arti e attivismo, storia e identità.

Il festival è realizzato con il patrocinio del Municipio VIII del Comune di Roma.

La prima edizione 2025 ospita la proiezione di 10 tra film, documentari e cortometraggi provenienti da diversi contesti geografici, 6 presentazioni di libri, due mostre fotografiche e un reading bilingue arabo-italiano con accompagnamento musicale, per dare voce alle memorie rimosse e alle resistenze dei popoli colonizzati.

I film sono sottotitolati in italiano e introdotti con la lingua dei segni. L’arena è accessibile alle persone con disabilità motorie.

All'interno degli spazi anche uno stand libri a cura della Liberia Griot e un'area food a cura del Centro Culturale Ararat e di Resaka Brewing Tribe.

L'ingresso è gratuito, senza prenotazione.

Nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, il festival apre con una retrospettiva dedicata a Pier Paolo Pasolini. Due giornate dedicate alle sue opere cinematografiche che esplorano il suo sguardo sull’alterità, con particolare attenzione al suo rapporto con l’Africa e l’Oriente.

Durante il festival e successivamente, due mostre fotografiche per ampliare lo sguardo della riflessione:

Per riconoscere e valorizzare il contributo del cinema al movimento decoloniale, abbiamo istituito il Premio Arene Decoloniali, assegnato ogni anno a uno dei film in rassegna secondo il parere di esperti e del pubblico. Il premio consisterà ogni anno in una opera d’arte appositamente realizzata. (Regolamento del Premio Arene Decoloniali).

L'ingresso del Parco della Torre di Tor Marancia - in Viale di Tor Marancia 31 - è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, a pochi metri dalla fermata Colombo - Rufino delle linee bus 714, 716, 30 oppure dalla fermata Tor Marancia - Rufino della linea bus 160.

Segue il programma.

1a Edizione

8-14 settembre 2025
Parco della Torre di Tor Marancia
Viale di Tor Marancia 31, Roma

Pasolini & l’Oriente: I’Autore e l’Alterità 

Questa serata è dedicata a uno sguardo critico su alcune opere cinematografiche di Pier paolo Pasolini, in particolare esplora l'immaginario orientale dell’autore, non come semplice esotismo, ma come costruzione autoriale complessa. Attraverso il suo "viaggio in Oriente", Pasolini interroga l'alterità e riflette sul proprio ruolo di autore europeo.  

Presentazione del libro Orient (to) Express. Film di viaggio, etno-grafie, teoria d'autore con l’autore, il professor Marco Dalla Gassa, esperto di orientalismo, letteratura araba o studi postcoloniali(Università Ca’ Foscari di Venezia). In dialogo con Leonardo De Franceschi, Dalla Gassa presenterà le opere di Pasolini proiettate a seguire in dialogo con il pubblico. 

Cortometraggio: Le mura di Sana’a (Yemen, 1971 | 14’)* 

Pasolini lancia un appello per salvare la città antica di Sana’a, minacciata dalla modernizzazione. Un corto poetico e politico sul legame tra cultura e paesaggio urbano.  

Proiezione del film Il fiore delle Mille e una notte (Italia, 1974 | 129’, V.M.18

Ispirato ai racconti orientali, il film intreccia storie d’amore, avventura e desiderio in un mondo fiabesco e sensuale, dove la ricerca dell’altro è anche scoperta di sé. 

Trigger points: nudità frequenti, scene esplicite di natura sessuale, riferimenti alla schiavitù e alla violenza. 

L’Africa come specchio dell’utopia rivoluzionaria

In questa giornata si esploreranno i limiti e le intuizioni dello sguardo pasoliniano sul "Terzo Mondo". Pasolini parla dell’Africa e per l’Africa, ma da un punto di vista esterno, benché empatico e politicamente impegnato.  

Incontro introduttivo alla visione con il professor Vito Varricchio, (storia dell’Africa), in dialogo con Lorenzo Teodonio, storico per passione, autore di Razza Partigiana, studioso di critica decoloniale.  

Proiezione del film Appunti per un’Orestiade africana (Italia, 1970 | 65’). Film-saggio in forma di appunti visivi, in cui Pier Paolo Pasolini immagina una possibile trasposizione dell’Orestiade di Eschilo nell’Africa postcoloniale, intrecciando appunti visivi, musica e riflessioni politiche sul continente come spazio mitico e rivoluzionario. 

Trigger points: riferimenti alla violenza e alla schiavitù (non rappresentati in modo esplicito) 

Patrimonio artistico e ri-significazioni 

Presentazione della iniziativa “Echi da Dogali” con Giulia Grechi e l’Associazione Tezeta; a seguire presentazione a cura di Rosa Anna Di Lella sulle collezioni dell'ex Museo Coloniale e sulle attività del Museo delle Civiltà (MUCIV). Con la collaborazione della Rete Yekatit12-19febbraio. 

Proiezione di Abandon de poste di Mohamed Bouhari (Marocco / Belgio, 2010 | ca. 15) Confronto silenzioso tra una guardia giurata e una statua africana a grandezza naturale: la prima di turno davanti a un edificio, la seconda incatenata come gli antichi schiavi all’ingresso di una galleria d’arte. Sguardo ironico e disincantato sugli stereotipi del colonialismo e dello schiavismo attraverso le figure dei “nuovi schiavi” della società occidentale. 

Collegamento online con la regista* e proiezione del film Dahomey di Mati Diop (Francia/Senegal, 2024 | ca. 67’).  

Orso d’Oro al Festival int.le del cinema di Berlino, narra la restituzione al Benin di oggetti trafugati del Regno di Dahomey durante la colonizzazione e conservati al Musée du quai Branly di Parigi.  

Visioni del rimosso coloniale 

Presentazione del libro Visioni del Rimosso, con le autrici e autori Daniela Ricci e Micaela Veronesi (Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza) in dialogo con Leonardo De Franceschi, Maria Coletti, Alessandro Truilzi e la Rete Yekatit12-19febbraio. 

Proiezione del film ADWA - AN AFRICAN VICTORY, del regista Haile Gerima, (Etiopia/USA, 1999 | ca. 90’); Attraverso testimonianze, materiali d’archivio e narrazione storica, il film ricostruisce la battaglia di Adwa (1896), in cui le forze etiopi sconfissero l’esercito coloniale italiano. Un’opera militante che celebra la resistenza africana e la memoria collettiva contro il colonialismo. 

Trigger points: Descrizioni e immagini di guerra e violenza coloniale 

Collegamento con il regista Haile Gerima, in dialogo con Micaela Veronesi e Daniela Ricci (Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza), Leonardo De Franceschi, Maria Coletti, Alessandro Truilzi a commento del film e dibattito.

Resistenze Decoloniali

Presentazione e letture di estratti del libro Il Re Ombra di Maaza Mengiste, con l’autrice in        collegamento, insieme a Alessandro Truilzi (Archivio Memorie Migranti) e la scrittrice Djarah Kan*; in collaborazione con la Rete Yekatit12-19febbraio. Modera Soumaila Diawara. 

Proiezione del film SEARCHING FOR AMANI (Kenya/USA, 2023 | Regia: Debra Aroko | ca. 87’ | Prodotto da Generation Africa – COE) Quando suo padre viene assassinato, Amani, un ragazzo di 13 anni, inizia a filmare per dare voce al proprio dolore e cercare risposte. Il documentario segue il suo percorso tra lutto, memoria e giustizia, offrendo uno sguardo intimo e coraggioso sulla violenza rurale in Kenya e sulla resilienza giovanile. 

Decolonizzare la scuola 

Decolonizzare la scuola: ne parliamo con Daniela Ionita del Movimento italiani senza cittadinanza, lo scrittore Christian Raimo, l’artista Takoua Ben Mohamed (in collegamento), e Angela Mona del gruppo di lavoro educazione Un Ponte Per. 

Proiezione del film A.O.C di Samy Sidali (2022, Francia | ca. 18′) in cui Latefa e i suoi due figli, Walid e Ptissam, consigliati dall’amministrazione, francesizzano i loro nomi quando acquisiscono la cittadinanza francese. Il film è ispirato a una storia vera.  

A seguire il film Soleil Ô (Mauritania/Francia, 1970 | 98’) di M. Hondo. Un immigrato africano riesce ad arrivare a Parigi, si scontra con l'indifferenza, il rifiuto, l'umiliazione e il razzismo; presentazione del film a cura di Micaela Veronesi e Daniela Ricci (Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza). 

Proiezione del cortometraggio MUNA (Regno Unito, 2023 | 19′) 

Muna, tredicenne britannico-somala, desidera partecipare alla gita scolastica. Prima della partenza, riceve la notizia della morte del nonno in Somalia. Durante il funerale scopre attraverso la musica tradizionale (l’oud) una nuova parte della propria identità e delle proprie radici. 

Tra poesia e memoria: testimonianze della colonizzazione italiana in Libia 

Introduzione a cura di UPP e presentazione delle poesie tradotte dal libico all’italiano del poeta Fadil al Shalmani, deportato a Favignana, le poesie saranno interpretate dal regista, giornalista e sceneggiatore Khalifa Abo Khraisse e dall’attrice Valbona Kunxhiu, accompagnati dalla proiezione del cortometraggio La terra dei padri di Francesco Di Gioia. A seguire, presentazione del libro Il mio solo tormento – Canto di el Agheila, di Rajab Abuhweish, scritto nel campo di concentramento italiano in Libia di El Agheila, con letture di Mario Eleno, Manuela Mosè (curatori dell’edizione italiana del poema). Durante le letture ci sarà un contributo musicaledi Luca Chiavinato, musicista che ha contribuito alla colonna sonora del film “L’ordine delle cose”.   

Colonialismo di ieri e Migrazioni di oggi 

Introduzione al film “L’ordine delle cose” con Giulia Torrini, presidente di Un Ponte Per; Marina Pierlorenzi, presidente ANPI Roma; Papia Aktar, responsabile migrazioni ARCI Roma e Silvano Falocco, Rete Yekatit12-19Febbraio, Ass. Tezeta. 

Consegna del Premio “Arene Decoloniali” 

Premiazione del film in rassegna che maggiormente abbia contribuito a colmare il rimosso della memoria coloniale 

Proiezione del film L’ordine delle cose di Andrea Segre, 2017, 115’ 

Un funzionario ha il compito di arginare l'immigrazione clandestina dalla Libia ma il suo viaggio ha un esito inatteso.  

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Insieme alla giornalista Francesca Fornario, e relatrici e relatori delle campagne italiana e europea STOP ReArm Europe metteremo in discussione il paradigma della difesa basato sulla corsa agli armamenti.

Appuntamento venerdì 27 giugno dalle 17:30 presso la Fondazione METES FLAI CGIL (Via Dell’Arco De’ Ginnasi 6, Roma).

Saluti:

Giovanni Mininni, Segretario Generale FLAI CGIL

Intervengono:

Francesca Fornario, giornalista e autrice satirica

Raffaella Bollini, Campagna europea Stop ReArm Europe

Francesco Vignarca, Rete Italiana Pace e Disarmo

Futura D'Aprile, giornalista freelance

Giulia Torrini, Un Ponte Per

A seguire un tributo alla memoria di Ali Rashid, insieme a Luisa Morgantini, Assopace Palestina.

Evento organizzato nell'ambito dell'Assemblea Nazionale di Un Ponte Per.

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