Lo Stato aumenta la spesa in armi. E tu? Fai crescere la pace con il tuo 5x1000: CF 96232290583

From Iraq to Italy: Youth visions for Peace and Security. Scambio accademico e cooperazione tra giovani per l’attuazione dell’Agenda Giovani, Pace e Sicurezza (UNSCR 2250).

Giovedì 18 giugno 2026 si terrà a Roma, presso Palazzo Valentini – Sala Consiliare della Città Metropolitana di Roma, la conferenza di chiusura del progetto “Youth Peace & Security in Italy and Iraq”, coordinato dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova, in partenariato con Un Ponte Per (Italia) e Peace and Freedom Organization (Iraq), e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per gli Affari Politici e di Sicurezza.

La conferenza è ospitata con il contributo della Città metropolitana di Roma Capitale, presso Palazzo Valentini, per favorire il dialogo tra istituzioni, università, società civile e giovani dall’Iraq e dall’Italia sui temi Giovani, Pace e Sicurezza.

Parteciperà una delegazione irachena di circa 10 rappresentanti istituzionali e della società civile, coinvolti nel processo di redazione del Piano d’Azione Nazionale iracheno su Giovani, Pace e Sicurezza.

L’evento si svolgerà in lingua inglese, con traduzione simultanea IT/EN/AR (cuffie).

Sede: Palazzo Valentini, Sala Consiliare
Orario: 10:00 – 13:15

È previsto un light lunch per tutti i partecipanti al termine della sessione mattutina.

La conferenza è aperta al pubblico ma è richiesta la registrazione al link: https://forms.microsoft.com/e/AR3PXDPHWq

Nell’ambito del percorso di avvicinamento ad “Arene Decoloniali” 2026, Un Ponte Per organizza la proiezione del documentario “La Rebelión de las flores” di María Laura Vásquez (Argentina, 2022, 81 min), che si terrà giovedì 28 maggio al Nuovo Cinema Aquila di Roma.

Il documentario racconta l’occupazione pacifica del Ministero dell’Interno in Argentina nel 2019 da parte di 23 donne appartenenti a diverse comunità indigene, provenienti da varie regioni del paese, che si sono riunite per denunciare le violenze nei loro territori e chiedere la fine delle uccisioni e della devastazione ambientale.

L’azione, durata 11 giorni, ha dato visibilità al concetto di “terricidio” e alle forme di resistenza dei popoli contro l’eredità coloniale e le sue conseguenze contemporanee.

L’iniziativa si inserisce in un ciclo di eventi di avvicinamento alla seconda edizione di “Arene Decoloniali”, la tradizionale rassegna di cinema e letteratura decoloniale promossa da Un Ponte Per nel mese di Settembre, a Roma, e che quest’anno sarà dedicata ai femminismi nati e sviluppati nel Sud globale e nei contesti segnati dall’esperienza coloniale e postcoloniale.

Attraverso incontri, proiezioni e momenti di confronto, il percorso intende contribuire alla costruzione di uno spazio di ascolto e discussione sulle molteplici forme assunte dalle lotte femministe, che si sviluppano fuori dal perimetro bianco, occidentale ed eurocentrico.

Programma della serata | 28 maggio 2026 Nuovo Cinema Aquila (Via L’Aquila 66/74, Roma)

Ore 20:00 – Incontro con la regista María Laura Vásquez in dialogo con Lizet Aguilar e Diana Terrones (Blocco Decoloniale) e Pilar Morena D’Alò

Ore 21:00 – Proiezione del film “La Rebelión de las flores”

Costo del biglietto: 7 euro

21 maggio | h 17:30
Casa Internazionale delle Donne - Roma

In un mondo in cui i pregiudizi su islam e femminismo circolano con sconcertante facilità, e l’islamofobia permea in profondità le società “occidentali”, il libro “Femministe musulmane” di Jamal Ouazzani e Zainab Fasiki dimostra che non solo è possibile essere femministe e musulmane, ma anche esserlo proprio in quanto musulmane.

Il testo è un saggio grafico che ripercorre le vite e le lotte di 20 figure emblematiche: magrebine, arabe, nere, asiatiche, iraniane, queer, con o senza velo. Il percorso di queste donne restituisce la ricchezza di un movimento che interpreta l’islam attraverso un prisma di uguaglianza, equità e giustizia sociale. Perché, affermano le autrici, “il Corano non è patriarcale: è la sua lettura da parte degli uomini a esserlo”.

Il 21 maggio, alla Casa Internazionale delle Donne (Roma), presenteremo la versione italiana del libro, in uscita con Edizioni Astarte.

Discuteranno del testo:

Modera l’incontro Sheanna Murray (Un Ponte Per).

L’evento si inserisce in un ciclo di incontri di avvicinamento alla seconda edizione del festival Arene Decoloniali, dedicati ai femminismi nati e cresciuti nel cosiddetto “Sud globale” e nei contesti segnati dall’esperienza coloniale e postcoloniale.

Nel volume, venti studiose, teologhe, giuriste, attiviste e imam di diversi Paesi — dal Marocco agli Stati Uniti, dalla Malesia alla Francia — rivendicano uguaglianza, giustizia e diritti per le donne attraverso una rilettura critica dei testi religiosi islamici e delle tradizioni interpretative che li attraversano.

L’intento dell’incontro non è quello di proporre un’adesione indistinta o acritica a singole correnti di pensiero, ma riconoscere la rilevanza politica, culturale e teorica dei femminismi che nascono e si sviluppano fuori dal perimetro bianco, occidentale ed eurocentrico. Vorremmo contribuire a mettere in discussione l’idea che il pensiero femminista occidentale possa rappresentare l’unico paradigma universale di emancipazione, aprendo invece uno spazio di ascolto e confronto con genealogie, esperienze, pratiche e linguaggi differenti.

27 aprile 2026 – Arezzo
Circolo Culturale Aurora

“ADWA. UNA VITTORIA AFRICANA” di Hailé Gerima
proiezione + incontro

Il 1° marzo 1896, nel corso di una durissima battaglia combattuta nei pressi della città di Adwa (Adua), nel nord dell’Etiopia, l’esercito etiope inflisse una sconfitta decisiva alle truppe d’invasione italiane, arrestando il progetto di trasformare l’Etiopia in un protettorato coloniale.

Nel 130° anniversario della battaglia che fermò per quarant’anni l’avanzata del colonialismo italiano in Etiopia, ad Arezzo il film simbolo della lotta anticoloniale africana: “ADWA. UNA VITTORIA AFRICANA.

L’iniziativa, proposta della neonata rete “AREZZO R-ESITE” in collaborazione con Un Ponte Per si terrà lunedì 27 aprile 2026 presso il Circolo Culturale Aurora in Piazza Sant’Agostino ad Arezzo.

La proiezione del film, prevista per ore 21:15, sarà preceduta da un dibattito dal titolo “IL COLONIALISMO RIMOSSO. L’ITALIA E L’EREDITA’ COLONIALE” con inizio alle ore 18:00.

Saranno presenti Fabio Alberti - Presidente onorario di Un Ponte Per, Simone Duranti - Docente di storia Università della Tuscia, Emanuele Ertola - Docente di Storia Università di Siena e rappresentate della “Rete Yekatit 12-19 Febbraio” e Sarah Botsio Kennedy di “The Ricovery Plan Firenze.

Alle ore 19:30 un “aperitivo sociale” anticiperà la proiezione del film.

Proiezione film 7 euro

Proiezione film + aperitivo 10 euro

Bambini sotto i 14 anni proiezione ed aperitivo gratuito

Il 27 e 28 marzo Roma diventerà il cuore di una mobilitazione internazionale che unisce le voci di chi non accetta la logica del dominio e della guerra. Un Ponte Per aderisce alla due giorni "No Kings", al fianco della coalizione italiana e in connessione con i movimenti Together nel Regno Unito e No Kings negli Stati Uniti.

L’attuale scenario internazionale è dominato da un sistema colonialista, razzista, patriarcale, e classista portato avanti da autocrati, oligarchi e potenti che si credono "Re" e difendono solo i loro privilegi. L’escalation in tutta l’Asia sud occidentale, segnata dai recenti attacchi israeliani e statunitensi contro l’Iran, sta incendiando l’intera regione. In Libano la situazione è disperata, con oltre un milione di sfollati, bombardamenti e ordini di evacuazione che colpiscono gran parte del territorio. In Palestina non c’è traccia della “pace” sbandierata dai potenti del mondo, Gaza continua a essere colpita nell’impunità, mentre in Cisgiordania si accelera il piano di annessione de facto israeliana. L’Iraq, dopo decenni di instabilità, continua ad essere colpito dal fuoco incrociato di milizie e attori regionali. Inoltre, in Italia a pagare il prezzo dell’aumento del costo dell’energia e dell’inflazione saremo ancora una volta noi cittadin3e lavorator3 già gravat3 da decenni di austerity e tagli sociali. Lo ribadiamo: gli attacchi imperialisti e coloniali non portano mai democrazia ma solo bombe, distruzione e sofferenza per le popolazioni civili. I movimenti di autodeterminazione crescono dall’autorganizzazione e dalla solidarietà internazionale, non dalle operazioni di forza che finiscono solo per rafforzare la retorica repressiva dei regimi.

In Italia, il Governo sta imponendo un "fronte interno" fatto di compressione dei diritti e criminalizzazione del dissenso. Dal "ddl antisemitismo" ai nuovi pacchetti sicurezza, assistiamo a un attacco senza precedenti alla libertà di manifestazione. La riconversione industriale a fini bellici sottrae risorse alla transizione ecologica e ai servizi sociali: l’unica industria che si vuole finanziare è quella delle armi.

Per rispondere a questo clima militarizzato, UPP scende in piazza forte dell’esperienza dell’Hub di Protezione Attivist3. Nato come reazione ai Decreti Sicurezza, l'Hub segna l'evoluzione di UPP come soggetto civico che protegge chi difende i diritti anche in Italia.

Insieme ai partner A Sud, Arci, In Difesa Di, Amnesty Italia e Greenpeace, l'Hub offre supporto legale, psicologico e digitale. Un modello che ha già dato prova della sua efficacia durante la manifestazione di Torino contro lo sgombero di Askatasuna: un centralino attivo dall'alba a notte fonda ha fornito assistenza legale a oltre 50 persone.

Se durante la manifestazione vieni fermat3, denunciat3 o hai qualsiasi problema legale, contatta l’Hub al numero: +39 353 4953606 (chiamata normale, Signal, Telegram o WhatsApp). Verrai reindirizzat3 a un/una avvocat3 presente in manifestazione per ricevere supporto legale durante o dopo. Prima di chiamare, verifica dove ti trovi, così da poter comunicare la posizione esatta. Segnati questo numero in modo da averlo se non riuscissi ad usare il tuo cellulare. Condividi questo messaggio con le tue reti e leggi lo Starter Pack per attivist3, la guida legale per chi manifesta!

Venerdì 27 marzo | Together Concert Dalle 15:00, alla Città dell’Altra Economia (Largo Dino Frisullo), parteciperemo al concerto dei No King Artists. Durante il concerto saranno raccolte le firme per la proposta di legge sulla Difesa Civile non armata e nonviolenta. Passa a firmare!

Sabato 28 marzo | Manifestazione Nazionale Il corteo partirà alle 14:00. UPP sarà presente per dare voce alle vittime di tutte le guerre: da Gaza a Kiev, da Teheran al Myanmar.

· Punto di ritrovo UPP: Ore 13:00 davanti ai cancelli di Palazzo Massimo (Largo di Villa Peretti).

· Percorso: Via Einaudi, Piazza dei Cinquecento, Via Cavour, Piazza Esquilino, Via Merulana, arrivo a Piazza San Giovanni.

Riconosceteci nel corteo dalla nostra fila di bandiere: marciamo insieme contro tutti i Re e le loro guerre.

Il Comitato di Milano di Un Ponte Per organizza un incontro pubblico per approfondire la grave emergenza umanitaria in Libano e nella regione, con la testimonianza diretta di chi è impegnato sul campo.

Giovedì 26 marzo 2026 – ore 19:00
C.I.Q. – Via Fabio Massimo 19, Milano

Interverranno David Ruggini, capo missione in Libano, insieme alle/ai colleghe/i libanesi, per raccontare quanto sta accadendo e discutere di cosa possiamo fare per sostenere la popolazione colpita.

Introduce e modera Anna Camposampiero del Comitato Nazionale di UPP.

Quando scoppia una nuova guerra, i media si riempiono di analisi politiche sugli equilibri internazionali, sulle conseguenze economiche legate alle risorse energetiche e sull’aumento dei prezzi per il mondo occidentale.

Come Un Ponte Per, da sempre cerchiamo invece di guardare alle guerre “dal basso”: dal punto di vista di chi subisce i bombardamenti, di chi è costretto ad abbandonare la propria casa e a trasformarsi in profugo, affrontando ogni giorno la lotta per la sopravvivenza della propria famiglia.

Dopo il genocidio compiuto dall’esercito israeliano a Gaza e la pulizia etnica in Palestina, oggi anche Iran e Libano sono sotto attacco, colpiti da bombardamenti e droni israeliani e statunitensi.

A seguito degli attacchi aerei israeliani nel sud del Libano, estesi fino alla periferia di Beirut, si stima che almeno un milione di persone siano state costrette a fuggire, trovando rifugio in scuole trasformate in centri di accoglienza.

Le operatrici e gli operatori umanitari di Un Ponte Per, insieme alle associazioni locali, sono impegnati nelle attività di soccorso alla popolazione, con la distribuzione di beni essenziali: kit igienici familiari, pannolini, acqua, cibo, materassi e coperte. Dona per sostenere l'intervento di Un Ponte Per.

Nel corso della iniziativa sarà presentato il sito di storia del pacifismo paceinmovimento.it, sostenuto con i fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Un Ponte Per, in collaborazione con il Nuovo Cinema Aquila, promuove una serata di cinema e memoria nell’ambito della campagna per l’istituzione di una Giornata della Memoria per le vittime del colonialismo e del proprio lavoro di recupero e trasmissione della memoria coloniale. 

Il 1° marzo 1896, nel corso di una durissima battaglia combattuta nei pressi della città di Adwa (Adua), nel nord dell’Etiopia, l’esercito etiope inflisse una sconfitta decisiva alle truppe d’invasione italiane, arrestando il progetto di trasformare l’Etiopia in un protettorato coloniale.

Adwa fu una battaglia estremamente cruenta. L’esercito etiope poteva contare su un elevato numero di combattenti ma male armati, guidati dall’imperatore Menelik II, con un ruolo di primo piano anche dell’imperatrice Taytu Betul. Il corpo di spedizione italiano era numericamente inferiore ma molto meglio equipaggiato con moderni armamenti europei.

Le perdite etiopi furono pesantissime: oltre 5.000 combattenti persero la vita in difesa della propria terra. Tanti furono anche i giovani italiani mandati a morire per una guerra non loro.  Adwa fu però la prima grande sconfitta di una potenza europea inflitta da forze africane durante l’epoca coloniale, diventando un punto di riferimento simbolico per l’immaginario anti-coloniale e panafricano. In Etiopia la vittoria viene tutt’ora ricordata ogni anno il 2 di marzo con l’”Adwa Victory Day”, oggi ricorrenza nazionale.     

Dopo la sconfitta di Adwa, l’Italia fu costretta a chiudere quella fase della guerra: il Trattato di Addis Abeba (ottobre 1896) pose formalmente fine al conflitto e alla penetrazione italiana in Africa che si fermò all’Eritrea colonizzata il decennio precedente. L’aggressione coloniale italiana contro l’Etiopia riprese solo decenni dopo, con l’invasione del 1935 sotto il fascismo.  

Per l’Etiopia e per molti movimenti africani e della diaspora, la vittoria di Adwa è stata (ed è) un simbolo di possibilità: la prova che l’invasione europea poteva essere respinta. Eppure, nella memoria pubblica italiana, questa pagina è spesso rimasta ai margini, come se fosse più facile dimenticare una sconfitta che interroghi il nostro passato coloniale. 

Nell’ambito del suo lavoro in Italia per il recupero della memoria dell’epoca coloniale e la decolonizzazione, Un Ponte Per ha scelto di ricordare la vittoria di Adwa non come “episodio lontano”, ma come snodo di memoria: perché senza fare i conti con il colonialismo e con le sue vittime non è possibile comprendere il presente.    

All’evento partecipa l’Associazione delle Comunità Etiopiche con un intervento del Presidente, Carmelo Giordano, e con l'organizzazione della cerimonia del caffè. 

Sarà presente, in collegamento da Washington il regista Hailé Gerima. 

In occasione dell’anniversario, sabato 1 marzo, Un Ponte Per e il Nuovo Cinema Aquila proiettano “Adwa. An African Victory” (1999), documentario del regista etiope Hailé Gerima: un’opera realizzata nel solco della commemorazione del centenario e costruita come contro-racconto, capace di intrecciare testimonianze orali, canti, allegorie e materiali d’archivio. 

Il film compie un gesto fondamentale: rovescia lo sguardo. Laddove le immagini e i documenti disponibili sono stati spesso prodotti o filtrati dal punto di vista coloniale, Gerima li rilegge criticamente e li rimonta, facendoli dialogare con voci, memorie e narrazioni etiopi: la battaglia non appare più come una “parentesi” della storia italiana, ma come un evento centrale per l’Etiopia e per l’Africa, un’esperienza collettiva che parla di dignità, autodeterminazione e resistenza. In questo senso “Adwa” è anche un film sulla memoria: su come si trasmette, su chi la custodisce, e su cosa significa sottrarla all’oblio. 

“Adwa” restituisce inoltre spazio a una dimensione spesso oscurata: la partecipazione delle donne, non solo nella cura e nella logistica, ma dentro la trama politica e simbolica della resistenza. Nel racconto di Gerima, accanto a Menelik II, emerge la figura dell’imperatrice Taytu Betul, riconosciuta tra lə protagonistə di quella mobilitazione nazionale; e con lei, la presenza concreta di tante donne che sostennero lo sforzo bellico e la tenuta della comunità, mostrando come la difesa della libertà non fu mai un fatto “solo maschile”, ma un impegno condiviso. 

"Adwa, An African Victory" ha vinto il “Premio Arene Decoloniali” nel 2025 per il contributo dato al recupero della memoria del colonialismo.  

"Adwa An african victory" 

Nuovo Cinema Aquila – Via L’Aquila 66/74, Roma (Pigneto) 

Un Ponte Per invita cittadinə, associazioni, scuole, comunità e diaspore a partecipare: perché ricordare la vittoria di Adwa significa aprire uno spazio di verità e responsabilità sul colonialismo, e costruire una memoria pubblica finalmente condivisa.  

Ingresso: 7 euro 

Per informazioni: decoloniale@unponteper.it  

Iniziativa nell’ambito di Arene Decoloniali.

DIRITTI IN CASO DI FERMO, DETENZIONE E MALTRATTAMENTI: IL SECONDO MODULO DELLA FORMAZIONE DI AUTOTUTELA CONTRO IL CLIMA DI REPRESSIONE CRESCENTE.

In clima di crescente repressione e criminalizzazione del dissenso, c’è bisogno di strumenti concreti per difendersi: conoscere i propri diritti non è un dettaglio tecnico, è pratica politica, è protezione collettiva.

Un Ponte Per insieme alle associazioni dell'Hub di Protezione organizza una giornata di formazione per conoscere i propri diritti in caso di fermo, detenzione e maltrattamenti nel corso di manifestazioni o mobilitazioni.

Il 21 febbraio 2026, a SpinTime (Roma), dalle 11 alle 13, torna Training 4 Defenders con il secondo modulo, insieme a Paola Bevere e Gianluca Vitale, avvocati penalisti, Rete Legale In Difesa Di, Hub di Protezione, Legal Team Italia.

Questo appuntamento serve a capire cosa succede davvero quando si viene fermatə, identificatə, arrestatə o quando si subiscono abusi da parte delle forze dell’ordine. Parleremo di garanzie giuridiche, di novità normative – come il fermo fino a 12 ore introdotto dal nuovo decreto sicurezza – ma soprattutto di cosa fare, come attivare tutela legale tempestiva, come documentare e denunciare violazioni.

È possibile partecipare anche online: Iscriviti qui: https://us02web.zoom.us/meeting/register/VK-rf90eTE-HimYtNMYmhw#/registration

Info e prenotazioni: formazioneattivismo@asud.net

Prosegue il percorso di avvicinamento ad Arene Decoloniali 2026 con un ciclo di iniziative tra Roma e Torino per il recupero della memoria dell’epoca coloniale e la decolonizzazione.

Al centro del mese di febbraio, il ricordo della brutale rappresaglia di Addis Abeba del 19 febbraio 1937, una delle pagine più tragiche e meno riconosciute della storia coloniale italiana, e la collaborazione con il Festival Black History Month.

Seguono gli appuntamenti con i dettagli.

Casa della Memoria e della Storia, Roma
18 febbraio 2026 – ore 17:30

Incontro promosso nell’ambito del progetto Memorie Decoloniali, in collaborazione con la Rete Yekatit 12–19 febbraio.

L’appuntamento è dedicato al ruolo degli archivi familiari, delle fotografie e dei ritratti nella costruzione – e nella rielaborazione critica – della memoria coloniale. Attraverso materiali privati e pratiche di ricerca partecipata, l’incontro propone una riflessione su come le immagini possano diventare strumenti di consapevolezza storica, riparazione simbolica e trasformazione dello sguardo.


Il 19 febbraio 1937, ad Addis Abeba, si consumò una delle pagine più tragiche e a lungo rimosse della storia coloniale italiana: la strage passata alla storia come Yekatit 12, secondo il calendario etiope.

In occasione della giornata di commemorazione delle vittime del massacro, Un Ponte Per partecipa alle iniziative promosse dalla Rete Yekatit 12–19 febbraio, contribuendo al percorso collettivo di memoria, consapevolezza e riflessione critica:

Giardino Zerai Deres, Roma
19 febbraio 2026 – ore 12:00

SpinTime Lab, Roma
19 febbraio 2026 – ore 17:00


Un Ponte Per e Arene Decoloniali sono partner della quinta edizione della rassegna culturale Black History Month Torino, con due appuntamenti:

Via Borgo Dora 3a, Torino
19 febbraio – ore 10:00–13:00
https://www.blackhistorymonthtorino.it/19-02-ore-10-13-walking-decolonial-tour/

Passeggiata urbana all’interno del Black History Month Torino, per rileggere lo spazio cittadino, i monumenti e la toponomastica alla luce della storia coloniale, delle migrazioni e delle resistenze.
Il tour condotto da Gabriele Proglio, professore associato di storia contemporanea, accompagnerà le persone partecipanti sui luoghi delle migrazioni a Torino, partendo dalla costituzione del mercato come misura igienica per contenere l’epidemia di colera. Si parlerà di lavoro e razzismo, di colonialismo e memoria del cibo, di nuove e vecchie migrazioni a Torino.

Evento organizzato in collaborazione con il festival Arene Decoloniali, il Centro Studi Sereno Regis e Un Ponte Per ETS in memoria della strage di Addis Abeba avvenuta il 19 febbraio 1937 per opera delle milizie coloniali italiane.

Centro Studi Sereno Regis, Via Garibaldi 13, Torino
20 febbraio – ore 17:30–19:00
https://www.blackhistorymonthtorino.it/20-02-ore-1730-19-talk-contro-narrazione-sfidare-gli-stereotipi-sulle-donne-etiopi-nellitalia-coloniale-fascista-e-oltre/

Incontro pubblico all’interno del Black History Month Torino, dedicato alla decostruzione degli immaginari coloniali e postcoloniali legati alla rappresentazione delle donne etiopi.

Attraverso una prospettiva critica e intersezionale, il talk mette in discussione stereotipi radicati nell’Italia coloniale e fascista, aprendo uno spazio di confronto sulle loro eredità contemporanee. Anche questo appuntamento si inserisce nel percorso promosso da Arene Decoloniali.

Gaza senza palestinesi? No, grazie.

📍 Diretta Instagram – Un Ponte Per
🗓 Giovedì 18
🕘 Ore 21:00

Mentre l’attenzione mediatica si spegne, a Gaza la violenza continua.
Un cosiddetto “cessate il fuoco” che non ferma le armi, piani sul futuro di Gaza che cancellano le persone palestinesi, e una narrazione internazionale che prova a voltare pagina senza giustizia.
Ne parliamo in diretta con Dalia Ismail e Sharif Hamad, per rimettere al centro le voci palestinesi e fare chiarezza su ciò che sta accadendo davvero. Ascolteremo la loro voce insieme alla Presidente di Un Ponte Per Giulia Torrini, che modererà l'incontro e farà il punto sulla risposta umanitaria della campagna "Acqua per Gaza".

In un momento in cui si tenta di normalizzare l’ingiustizia, parlare, ascoltare e prendere posizione è quanto mai necessario:
Segui la diretta sul nostro profilo Instagram; condividi, partecipa, amplifica le voci palestinesi; sostieni la campagna “Acqua per Gaza”.

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