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Comunicato stampa

Silvia Abbà

IL MIO POSTO È OVUNQUE

Voci di donne per un altro Iraq

 

Roma, 7 marzo 2023 – Uscirà il prossimo 10 marzo “Il mio posto è ovunque. Voci di donne per un altro Iraq” di Silvia Abbà, primo volume di “Manifesta”, collana diretta da Renata Pepicelli per Astarte Edizioni, realizzato in collaborazione con l'Ong Un Ponte Per.

Il volume di Silvia Abbà parte da un interrogativo: esiste il femminismo in Iraq? Dall’indipendenza del 1932 alle proteste dell’ottobre 2019, le storie delle donne irachene parlano del coraggio di far sentire la propria voce, della loro determinazione a essere ciò che desiderano. Al di fuori degli interessi dei regimi e degli attori internazionali, le donne irachene dimostrano quale sia il loro posto: ovunque esse vogliano.

La collana “Manifesta” di Astarte Edizioni propone una prospettiva femminista e decoloniale delle voci, lotte, soggettività e istanze di genere, spesso sconosciute o fraintese, che attraversano le società del Mediterraneo, del Nord Africa e dell’Asia sud-occidentale. Nel comitato scientifico della collana figurano Valentina Marcella, Ersilia Francesca e Rassa Ghaffari.

Il volume è realizzato in collaborazione con Un Ponte Per, organizzazione non-governativa che si occupa di prevenzione dei conflitti armati e violenti, in particolare in Medio Oriente, attraverso campagne di informazione, scambi culturali, progetti di cooperazione, programmi di peacebuilding e costruzione di reti per la giustizia sociale.

L’autrice, Silvia Abbà, ha conseguito la laurea magistrale in Scienze per la pace: cooperazione internazionale e trasformazione dei conflitti nel 2022 presso l’Università di Pisa. Dal 2020 è coinvolta nelle attività dell’organizzazione non-governativa Un Ponte Per.

La prima presentazione del libro si terrà a Pisa il 15 marzo alle ore 17 presso la Gipsoteca di arte antica, ed è organizzata in collaborazione con Un Ponte Per e con il patrocinio dei corsi di laurea in Scienze per la Pace, il Centro interdisciplinare Scienze per la Pace (CISP) e il Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Pisa.

Alla presentazione interverranno l’autrice, Renata Pepicelli, direttrice della collana, e Lodovico Mariani di Un Ponte Per.

Link al libro: https://astarteedizioni.it/product/iraq/

Sito: www.astarteedizioni.it

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Terremoto in Turchia e Siria: UPP lancia raccolta fondi in sostegno alla popolazione
L’Ong italiana, da anni operativa in nord est Siria, lancia una raccolta fondi per sostenere oltre 10.000 famiglie in stato di bisogno e denuncia: il terremoto colpisce aree che ancora soffrono le conseguenze degli attacchi turchi

Roma, 6 febbraio 2023 – E’ drammatico il bilancio, che si aggrava di ora in ora, del terribile terremoto che ha colpito Turchia e Siria con epicentro a Gaziantep: decine le città colpite, centinaia gli edifici in macerie, mentre il bilancio delle vittime arriva a 1.500 persone, tristemente destinato a salire.

Ad essere duramente colpito è stato anche il nord est della Siriadove l’Ong italiana Un Ponte Per (UPP) opera da anni a fianco dei suoi partner locali, tra cui la Mezzaluna Rossa Curda (KRC).

Nell’area settentrionale del paese ad avere avuto la sorte peggiore è stata la città di Jindires, nel distretto di Afrin.

Tre quarti della città sono andati distrutti: si tratta di zone già duramente colpite dall’attacco turco del 2019, per questo gli edifici non hanno retto l’impatto del terremoto”, spiega lo staff locale di UPP, che aggiunge: “Si stanno ancora cercando persone sotto le macerie nella speranza di trovarle vive”.

Per fronteggiare questa nuova crisi che colpisce un’area già provata da anni di conflitti e dalle recenti operazioni belliche turche, Un Ponte Per ha deciso di lanciare una raccolta fondi d’emergenza: gli aiuti andranno a sostenere il lavoro della Mezzaluna Rossa Curda (KRC) e di Action for Humanity/Syria Relief (AFH), che stima siano già oltre 10.000 le famiglie in stato di bisogno a causa del terremoto.

 “Servono tende per chi ha perso le proprie case, coperte, cibo, kit igienici per donne e bambini”, spiega lo staff di KRC. “E medicine: ci aspettiamo un peggioramento delle condizioni di salute e numerosi traumi”.

Il terremoto di oggi va infatti a colpire un’area che già versa in stato di grave emergenza, con un sistema sanitario ancora fortemente precario, e dove UPP da anni si sta adoperando insieme ai suoi partner locali per i necessari lavori di ricostruzione di cliniche e ospedali distrutti dalla guerra.

Le distribuzioni di aiuti umanitari e medicinali, in questa situazione, si rendono urgenti e fondamentali. Una volta raccolti i materiali necessari, KRC si occuperà di effettuare le distribuzioni ad Aleppo e nel campo di Shebha, mentre AFH a Sarmada, Harem e Atarbi (nei governatorati di Idlib e Aleppo), tutte zone gravemente colpite dalla catastrofe.

Le scosse di terremoto – la prima di magnitudo 7,8 nel cuore della notte, la seconda di magnitudo 7,5 questa mattina – rappresentano la più grave emergenza di questo tipo che la regione abbia conosciuto.

Per contribuire alla raccolta fondi: https://www.unponteper.it/it/emergenza-terremoto-siria/

Per maggiori informazioni e interviste
Ufficio stampa Un Ponte Per
stampa@unponteper.it
+39 3996641600

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Sanremo. Un Ponte Per, lettera aperta ad Amadeus: invita al festival gli obiettori di coscienza russi ed ucraini

L’organizzazione pacifista italiana scrive una lettera aperta al conduttore della 73esima edizione di Sanremo, per chiedere che oltre al Presidente ucraino Zelensky sia dato spazio durante il Festival alla testimonianza degli obiettori di coscienza russi e ucraini.

 

Roma, 31 gennaio 2023 – “Invitate al Festival di Sanremo gli obiettori di coscienza russi e ucraini”: è quanto scrivono Alfio Nicotra e Angelica Romano, co-Presidenti dell’organizzazione italiana Un Ponte Per, in una lettera aperta indirizzata ad Amadeus, conduttore del Festival di Sanremo.

“Abbiamo appreso con favore - scrivono i due Co-presidenti di Un Ponte Per, Alfio Nicotra e Angelica Romano -  che nelle giornate del Festival di Sanremo si darà spazio alla terribile guerra in corso scatenata dall’invasione da parte della Federazione Russa del territorio ucraino e che sta mietendo, da quasi un anno, decine di migliaia di vittime”.

“Non è questa la sede - precisano Nicotra e Romano - per entrare nel merito dell’opportunità o meno di dare spazio, in una manifestazione televisiva seguita in tutto il mondo, al Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky. Ci limitiamo a constatare che Zelensky gode già di una copertura mediatica senza precedenti. Al contrario ci sembra che la testimonianza, espressa a rischio della vita e della propria libertà, di migliaia di obiettori di coscienza ucraini e russi, sia stata completamente ignorata dalla TV pubblica e dal sistema mass mediatico italiano ed europeo”.

"Dopo aver attraversato più volte il territorio martoriato dell’Ucraina con aiuti umanitari e carovane pacifiste, Un Ponte Per ha lanciato una campagna a sostegno dei Costruttori di Pace, delle organizzazioni degli obiettori e dei movimenti pacifisti di entrambi i paesi, per coprire le spese legali dei processi", proseguono i due co-Presidenti, sottolineando quindi l’importanza di dare spazio a voci come quelle dell’obiettore russo Alexander Belik, o degli ucraini Vitaliy Vasyliovych Alekseienko e Andrii Kucher, che “nel delirio dell’isteria nazionalista scelgono di anteporre alla logica barbara delle armi il ripudio della guerra”.

“Si tratta di ragazzi giovanissimi che rischiano la vita e la libertà, condannati da tribunali speciali per il proprio coraggio” scrivo ancora Nicotra e Romano, che chiedono al conduttore del Festival di invitare gli obiettori russi e ucraini o comunque di dare loro voce e visibilità.

“Caro Amadeus - concludono - hai scelto come co-conduttore delle tue serate una persona come Gianni Morandi che ebbe il coraggio di cantare una canzone contro la guerra in Vietnam: “C’era un ragazzo che come me”. Quel ragazzo, quei ragazzi, ci sono anche oggi. Sono gli obiettori di coscienza russi e ucraini. Invitateli al Festival, dategli voce”.

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Crisi climatica: “Fogli di via, multe e sorveglianza speciale contro chi chiede soluzioni”

Mentre il pianeta è sconvolto dalla crisi climatica e ambientale, dal crescere delle disuguaglianze e delle discriminazioni che ne conseguono, non sorprende che le nuove generazioni – su cui grava più di ogni altre il peso del disastro incombente – protestino oggi in forme sempre più eclatanti.

La risposta a queste proteste, sottolinea un gruppo di associazioni e Ong italiane* che fanno parte della rete “In difesa di”, si basa sull’applicazione di misure sempre più spesso intimidatorie e repressive.

Dopo i fogli di via e le multe, comminati ad attivisti e attiviste, adesso si è arrivati anche alla sorveglianza speciale di un attivista di Ultima Generazione, Simone Ficicchia: proposta dalla Questura di Pavia, verrà discussa in Tribunale domani, martedì 10 gennaio.

Tale misura, disciplinata dal cosiddetto “codice antimafia” (Decreto Legislativo n.159 del 2011) contro chi rappresenta una minaccia per l’incolumità pubblica, è completamente ingiustificata ed è espressione della crescente criminalizzazione nei confronti dell’attivismo ambientale.

Le associazioni e Ong rifiutano l’idea che criminalizzazione, repressione e intimidazione siano le risposte giuste a un’ansia che monta. Chi continua a proporre in Italia come altrove soluzioni fasulle, come ad esempio nuove infrastrutture per importare e consumare sempre più combustibili fossili, ha tutto l’interesse a non affrontare davvero problemi sempre più urgenti e a zittire coloro che sollecitano soluzioni urgenti ed efficaci.

* Amnesty International Italia, A Sud, COSPE, Greenpeace, Giuristi democratici, Terranuova, Un Ponte Per, Yaku.

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“Tavole di Pace”: momenti conviviali per sostenere gli obiettori di coscienza ucraini
Al via l’iniziativa organizzata dalla Ong Un Ponte Per per sostenere l’opposizione alla guerra in Ucraina: in tutta Italia sarà possibile organizzare pasti solidali per vivere un momento di convivialità e contribuire alla costruzione della pace.

 

Roma, 20 dicembre 2022 – Cene, pranzi, aperitivi, momenti conviviali organizzati da chiunque voglia contribuire alla costruzione della pace in Ucraina: è l’iniziativa “Tavole di Pace” lanciata dalla Ong Un Ponte Per, attiva da oltre 30 anni nella prevenzione dei conflitti, impegnata quest’anno nel sostegno agli obiettori di coscienza in Ucraina, Russia e Bielorussia.

“Tavole di Pace” è una serie di iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi che sarà possibile realizzare in tutta Italia da volontari/e, singoli/e e associazioni per sostenere la campagna di Un Ponte Per “Ucraina. Proteggi gli obiettori, sostieni i costruttori di pace”, lanciata in occasione del Natale.

Aderendo all’iniziativa si potrà così costruire un momento di convivialità e buon cibo, conoscendo meglio le attività di Un Ponte Per, e sostenere attraverso la raccolta fondi chi sta mettendo a rischio la propria vita per difendere la pace in Ucraina.

Organizzare una “Tavola di Pace” e diventare un Costruttore di Pace è semplicissimo: basta scrivere una mail a tavoledipace@unponteper.it o compilare il form a questo link: https://tavoledipace.unponteper.it/.

Un Ponte Per fornirà tutte le informazioni necessarie, aiuto concreto nell’organizzazione, e racconterà l’evento sui proprio canali social per sostenere e promuovere la partecipazione.

Un Ponte Per ha partecipato a numerose iniziative solidali verso la popolazione Ucraina, e ha organizzato insieme al Movimento Nonviolento l’ultima Carovana per la pace “Stop the War Now” a settembre 2022. Per maggiori informazioni sul lavoro dell’organizzazione in Ucraina: www.unponteper.it

 

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In Italia il leader degli obiettori russi Alexander Belik
Movimento Nonviolento e Un Ponte Per ospitano in queste ore l’obiettore di coscienza Alexander Belik, coordinatore del Movimento degli obiettori di coscienza russi. Un appuntamento per conoscere la voce dell’altra Russia, quella che rifiuta di imbracciare le armi.

Roma, 15 dicembre 2022 - A 50 anni esatti dall’approvazione della legge Marcora, che introdusse il diritto all'obiezione di coscienza in Italia, si è tenuta ieri la conferenza stampa di Alexander Belik, coordinatore del Movimento degli obiettori di coscienza russi. Un movimento nato in Russia nel 2014. L’appuntamento è stato organizzato dalle associazioni pacifiste Movimento Nonviolento e Un Ponte Per, impegnate in questi mesi nel sostegno agli obiettori russi, ucraini e bielorussi. Presenti Mao Valpiana e Daniele Taurino del Movimento Nonviolento e Alfio Nicotra, co-presidente di Un Ponte Per.

Durante la conferenza Alexander Belik ha raccontato la sua esperienza in sostegno dei tanti giovani russi che si oppongono all’invasione dell’Ucraina e rifiutano di imbracciare le armi. Partendo dai numeri: «circa 20.000 persone sono state arrestate in Russia per attivismo contro la guerra. Alcune finiscono nei campi costrittivi per obiettori, in condizioni disumane, altre rimangono nascoste per paura di arresti e persecuzioni. Nel tempo i “campi di prigionia” - secondo l'attivista, presenti nei territori ucraini occupati, ndr - sono aumentati, nonostante siano illegali secondo il diritto russo e quello internazionale».

Negli ultimi mesi le fila del Movimento degli obiettori russi si sono decuplicate, raggiungendo circa 15 mila contatti online, «un risultato straordinario, e chissà quante persone restano in silenzio, nascoste, per paura di essere perseguitate», ha commentato Belik. «Il diritto di obiezione alla leva militare è stato riconosciuto in Russia nel 1993, ma è poco ammesso nella pratica ed esiste una forte pressione sociale che stigmatizza questo diritto».

Il Movimento di Alexander Belik svolge principalmente consulenze legali, psicologiche e informative a coloro che vogliono evitare la leva obbligatoria, «cerchiamo di sostenere coloro che non vogliono rispondere alla leva, perché è un loro diritto anche se spesso non ne sono a conoscenza». Secondo Belik, Putin continua a vessare le persone delle repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk anche con l’enorme mobilitazione militare «tutti gli uomini in età da lavoro in queste aree sono chiamati alle armi».

L’attivista russo ha concluso la conferenza con un appello: «Una delle cose che può fare la società civile europea per sostenere gli attivisti contro la guerra è firmare la petizione “Object War” per riconoscere il diritto all’obiezione di coscienza in Russia, Ucraina e Bielorussia, garantendo asilo a chi fugge dalla leva obbligatoria».

E’ possibile firmare la petizione su www.unponteper.it e www.azionenonviolenta.it.

 

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Iraq. AICS e UPP ancora a fianco della popolazione di Mosul

Al via la IV fase del programma “Salamtak” (La tua salute), finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e implementato dall’Ong italiana Un Ponte Per (UPP) e dalla francese Solidarités International. L’intervento punta a garantire accesso a servizi sanitari e ospedalieri di qualità per le famiglie della Piana di Ninive.

 

Roma, 5 dicembre 2022 – È stata avviata oggi in Iraq la fase IV di “Salamtak” (La tua salute), programma pluriennale di salute mentale, riproduttiva e materno-infantile finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e implementato dalla Ong italiana Un Ponte Per (UPP) e dalla francese Solidarités International. Il programma, lanciato nel 2018, è nato per rispondere alle esigenze della popolazione irachena rientrata nella Piana di Ninive dopo la cacciata dell’Isis e in particolare nella città di Mosul, ex capitale irachena dell'auto-proclamato Califfato.

Novità di questa IV fase, le cui azioni interesseranno 3 ospedali pubblici, 2 centri di salute primaria e un centro per la salute, è l’introduzione di un focus aggiuntivo sulla corretta gestione dei rifiuti sanitari e la garanzia di accesso ad acqua sicura. L’obiettivo del progetto è migliorare le condizioni di vita delle comunità vulnerabili nel Governatorato di Ninive anche nell’ottica di prevenzione delle malattie trasmissibili e non. I servizi per garantire la salute sessuale, riproduttiva e materno-infantile si concentreranno nel Centro sanitario di Bashiqa e nei centri di salute primaria di Hermat (Mosul ovest) e Hammam Al Alil (Mosul sud) dove verrà attivata una nuova unità materno-infantile operativa 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con la presenza di 4 medici e 4 ostetriche e un servizio di ambulanze sempre operativo per le emergenze ostetriche e neonatali.

I servizi di salute mentale e supporto psicologico saranno offerti nel Centro di Bashiqa e nel centro di salute primaria di Hermat, con l’assunzione di psicologhe che svolgeranno sessioni individuali e di gruppo con le persone del luogo. Nell’ospedale Al Hurok (Mosul ovest) invece saranno allestite due sale di emergenza (una per donne e una per uomini) dedicata alle ustioni, un’altra piaga che affligge la popolazione locale a causa dei numerosi ordigni e mine inesplose.

Al fine di contribuire alla prevenzione delle malattie trasmissibili, in particolare legate alla salute materna e infantile, sessuale e riproduttiva, Un Ponte Per e Solidarités International condurranno delle sessioni di sensibilizzazione nelle scuole delle comunità intorno alle strutture sanitarie interessate.

Le persone che beneficeranno dei servizi sanitari saranno oltre 8.000, mentre 83 membri del personale medico e paramedico saranno direttamente coinvolti in attività di formazione e sviluppo di capacità tecniche.

Infine, gli ospedali Batol e Al Jumhori, entrambi a Mosul ovest, vedranno una riabilitazione degli impianti idrici per ridurre i rischi legati allo smaltimento delle acque reflue, e sarà inaugurato un nuovo sistema di corretta gestione dei rifiuti chimici e sanitari.

“Salamtak IV” si inserisce in un più vasto quadro di interventi e servizi specialistici che UPP, grazie al prezioso sostegno di AICS, porta avanti in Iraq, ed in particolare nella Piana di Ninive e a Mosul, sin dall’inizio dell’emergenza umanitaria del 2014.

 

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Un Ponte Per: proteggere gli obiettori, sostenere i costruttori di pace in Ucraina
Al via la campagna di raccolta fondi lanciata dalla Ong italiana Un Ponte Per in occasione del Natale. L’obiettivo è difendere chi ogni giorno costruisce la pace in Ucraina, anche opponendo il proprio rifiuto a combattere.

Roma, 28 novembre 2022 – “Proteggi gli obiettori, sostieni i costruttori di pace”: è l’appello diffuso attraverso la campagna di raccolta fondi lanciata dalla Ong italiana Un Ponte Per, per sostenere le spese legali degli obiettori di coscienza in Ucraina, e fornire a chi ogni giorno si impegna nella resistenza civile e nonviolenta gli strumenti necessari a rendere più efficace e sicuro il proprio lavoro.

Mentre l’attenzione della comunità internazionale si concentra esclusivamente sull’invio di armamenti e sugli aiuti umanitari, Un Ponte Per – da oltre 30 anni impegnata nella prevenzione dei conflitti armati, in particolare in Medio Oriente - ha scelto di sostenere la società civile ucraina che sta tentando di opporsi alla guerra con mezzi pacifici, costruendo una pace duratura e dal basso.

Dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, la narrazione dominante continua a ripetere che non esiste un’alternativa alle armi. Eppure in Ucraina e in Russia ci sono migliaia di persone, di cui nessuno parla, che si rifiutano di imbracciare le armi, uccidere o essere uccise e chiamano all'obiezione di coscienza.

Ad oggi, secondo le stime del Movimento Pacifista Ucraino, sono 971 le persone incriminate in Ucraina per aver scelto di non arruolarsi e combattere, in base all’articolo 336 del Codice penale che regola la coscrizione militare. Tra loro anche Vitaliy Vasyliovych Alekseienko, condannato lo scorso settembre a 1 anno di prigione; il pacifista Andrii Kucher, condannato a 4 anni dal Tribunale della città di Mukachevo in maggio. O ancora l'obiettore Dmytro Kucherov, condannato a 3 anni di reclusione dal Tribunale di Oleksandria a giugno. Anche in Russia si stima che siano circa 100mila i giovani in fuga dal paese per evitare di essere costretti a combattere.

Sono tutti loro a formare l’esercito invisibile dei costruttori di pace che hanno bisogno di sostegno.

Con la sua campagna, Un Ponte Per intende sostenere le spese legali di chi rifiuta di combattere; fornire supporto psicologico a chi sta subendo il trauma della guerra, lavorare insieme a psicologi e insegnanti nelle scuole per prevenire il diffondersi di fratture sociali in futuro, operando nel campo dell’educazione alla pace.

Un Ponte Per sostiene attivisti e movimenti civili da oltre 30 anni, in particolare in Siria e in Iraq, aiutandoli a creare un maggiore impatto costruendo relazioni solide e durature. In Ucraina, dopo alcune missioni esplorative e umanitarie, Un Ponte Per ha coordinato insieme al Movimento Nonviolento la Carovana per la pace “Stop the War Now” a settembre, con la quale ha stretto legami e relazioni con le realtà pacifiste e nonviolente attive nel paese. Ha infine lanciato un intervento di peacebuilding – “Peace Support Ucraine” – grazie al sostegno dei fondi 8x1000 dell’Istituto buddista italiano “Soka Gakkai”.

Tra le iniziative organizzate nell’ambito della campagna “Proteggi gli obiettori, sostieni i costruttori di pace”, anche le “Tavole di Pace”, una serie di incontri conviviali di sensibilizzazione che sarà possibile organizzare da volontari e associazioni in tutta Italia per sostenere il lavoro di Un Ponte Per in Ucraina e conoscere più a fondo l’impegno di costruttori e costruttrici di pace. Maggiori informazioni a questo link: https://tavoledipace.unponteper.it/.

 

 

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KOBANE. UN PONTE PER: “CHIEDIAMO ALLA UE E MELONI D’INTERVENIRE SU ANKARA PER FERMARE AGGRESSIONE”

 

Roma, 20 novembre 2022 – “Chiediamo al Governo italiano e a quelli dell’Unione Europea un intervento immediato sulla Turchia, paese della NATO, per far cessare i bombardamenti sulla città di Kobane, sulle altre città del Nord Est della Siria e sul Kurdistan iracheno. Non è accettabile che una città martire nella lotta all’ISIS sia aggredita impunemente e nel silenzio delle cancellerie occidentali, da un Paese che durante il lungo assedio da parte dell’ISIS, non ha mosso un dito per fermare i miliziani del califfato nero che hanno goduto invece di complicità e di sostegno.” Lo affermano, in una dichiarazione, i due co-Presidenti di Un Ponte Per Angelica Romano e Alfio Nicotra.

“I bombardamenti – proseguono Nicotra e Romano – stanno già producendo diverse vittime e moltissimi feriti e temiamo che questa contabilità dovrà essere drammaticamente aggiornata nelle prossime ore. Il nostro timore è che in una situazione umanitaria già critica per il rigido inverno e per il diffondersi del colera, l’aggressione turca possa generare nuovi profughi e nuove sofferenze per la popolazione.”

“Facendo un uso strumentale dell’attentato a Istanbul – prosegue la nota della Presidenza UPP – si sta scatenando una aggressione pianificata da tempo dal Governo di Ankara e che gode della complicità della Russia visto che Mosca ha consentito l’apertura all’aviazione turca dello spazio aereo siriano, interdetto dal 2019. La guerra in Ucraina e il non agire per fermarla sta avendo un effetto domino nel Medio Oriente e a pagarne il prezzo sono di nuovo i popoli. Occorre agire per bloccare questo effetto domino e per l’immediato cessate il fuoco”.

Un Ponte Per è presente nel Nord Est della Siria in collaborazione con il nostro partner la Mezzaluna Rossa Curda, ed è attiva in progetti per offrire servizi sanitari e di protezione alla popolazione civile della regione.

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Iraq: l’attivista femminista Sahar Salam in tour in Italia con Un Ponte Per
Al via l’11 novembre il tour “La voce della Rivoluzione”, che vedrà protagonista l’attivista impegnata nella Rivolta d’Ottobre che nel 2019 ha attraversato l’Iraq. Ad accompagnarla la Ong Un Ponte Per, presente nel paese da oltre 30 anni.

Roma, 9 ottobre 2022 – Arriva in Italia per la prima volta, e farà tappa a FirenzePisaRomaMilanoAncona e Bologna, l’attivista femminista irachena Sahar Salam, protagonista della “Rivolta d’Ottobre” (in arabo Tishreen), la straordinaria mobilitazione popolare e giovanile che ha attraversato l’Iraq tra il 2019 e il 2020. Salam sarà accompagnata dalla ong Un Ponte Per, attiva in Iraq da oltre 30 anni.

Nel 2019, migliaia di giovani iracheni scesero in piazza con imponenti manifestazioni rivendicando riforme economiche, fine della corruzione politica, diritto al futuro. Tra le più estese del paese, le mobilitazioni subirono una pesantissima repressione, ma portarono alle dimissioni del governo in carica guidato da Adel Abdul-Mahdi e a nuove elezioni. Oltre 650 furono le vittime di quella stagione politica, che vide il proprio cuore propulsivo in piazza Tahrir a Baghdad, occupata per mesi da giovani attivisti e attiviste.

Oggi le loro testimonianze sono state raccolte in un volume dal titolo “Iraq. La voce della Rivoluzione”, realizzato da Un Ponte Per grazie al sostegno del progetto “Al Thawra Untha” (La rivoluzione è donna), finanziato dal Ministero degli Esteri dei Paesi Bassi e portato avanti insieme al Centro d’informazione per la ricerca e lo sviluppo iracheno (ICRD).

Il progetto, avviato nel 2021 e che andrà avanti fino al 2025, ha come scopo il sostegno delle donne e delle attiviste irachene, ancora oggi in lotta contro stereotipi di genere e opprimenti norme sociali. Nato in seguito alle mobilitazioni del 2019, l’intervento vuole fornire a gruppi femminili formali e informali di base gli strumenti di lungo periodo per rafforzare la propria partecipazione politica, attraverso laboratori, incontri, scambi, formazioni, campagne pubbliche.

Un Ponte Per accompagnerà quindi Sahar Salam in una serie di incontri con attiviste, associazioni, movimenti e istituzioni italiane, affinché possa testimoniare al pubblico con la sua propria voce la rivoluzionaria stagione di attivismo delle donne irachene, affinché il patrimonio femminista di quelle proteste non venga dimenticato. Negli incontri sarà disponibile il volume “Iraq. La voce della Rivoluzione”.

Di seguito il calendario degli incontri:

FIRENZE - 11 novembre, ore 11:30-14:00, Giardino dei ciliegi, via dell'Agnolo 5

FIRENZE - 12 novembre, ore 10:00-13:00, Palaffari, piazza Adua 1

PISA - 13 novembre ore 17:00, Casa della Donna, via Angelo Galli Tassi 8

ROMA - 15 novembre, ore 19:00, Libreria Tuba, via del Pigneto 39/a

MILANO - 17 novembre, ore 19:30, LatoB, viale Pasubio 14

ANCONA - 18 novembre, ore 17:30, Museo della città, Via Buoncompagno

BOLOGNA - 19 novembre, ore 18:00, circolo "Il Casalone", via San donato 149

Per interviste con Sahar Salam:

Ufficio stampa Un Ponte Per
stampa@unponteper.it
339.6641600

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