Lo Stato aumenta la spesa in armi. E tu? Fai crescere la pace con il tuo 5x1000: CF 96232290583

Al via un nuovo intervento della Ong italiana presente nel paese dal 2022 in consorzio con l’organizzazione ucraina Bukovinian Agency for Initiatives and Development, grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Roma, 20 Febbraio 2026  – Si intitola “SPARK” (Scintilla) e intende fornire sostegno alle tantissime persone ancora in stato di bisogno in Ucraina: è il nuovo intervento emergenziale della Ong italiana Un Ponte Per (UPP), attiva nel paese dall’inizio dell’invasione russa (2022), grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

L’Ucraina infatti continua ad affrontare enormi difficoltà dall’invasione russa su vasta scala del Febbraio 2022. Le Nazioni Unite stimano che siano 10,8 milioni le persone in stato di bisogno, e in modo particolare nelle regioni più esposte a continui bombardamenti, come Kharkiv e Sumy, in cui il progetto “SPARK” interverrà. Qui infatti mancano servizi essenziali, la maggior parte delle abitazioni e delle scuole sono state distrutte, lasciando le persone più vulnerabili in situazione di enorme stress psicologico. Donne e bambine inoltre sono particolarmente esposte alla violenza di genere, e le caregiver si trovano a rischio di burnout.

Grazie al sostegno di MAECI ed AICS, UPP supporterà l’organizzazione lead di consorzio Bukovinian Agency for Initiatives and Development (BAID) e il partner locale Rokada Charitable Foundation – con interventi  su più fronti nel corso del prossimo biennio. Obiettivo dell’intervento infatti è di fornire assistenza multi-settoriale e garantire l’accesso ai servizi di base ai gruppi più vulnerabili, assicurando protezione, sostegno psicologico, continuità nei servizi scolastici e sicurezza alimentare.

Tra le moltissime attività previste infatti, che mirano a raggiungere oltre 65 mila persone, ci saranno distribuzioni di kit di prima necessità (cibo, materiali per affrontare l’inverno, sementi), attività di formazione per caregiver in sostegno psicologico, psicologia dell’emergenza e primo soccorso; oltre alla promozione e diffusione di campagne per contrastare la violenza di genere (GBV) e alla formazione garantita a professionisti/e in ambito legale sui diritti e le procedure da attuare in casi di emergenza. Sarà inoltre garantita continuità scolastica a bambini e bambine attraverso l’organizzazione di corsi di recupero.

UPP continuerà quindi a stare a fianco della popolazione civile colpita in Ucraina, grazie al prezioso lavoro dei suoi partner locali e del sostegno di MAECI e AICS.

CONFERENZA STAMPA

La rete In Difesa Di presenta i risultati del monitoraggio 2025 e il Protection Hub come strumento di tutela delle libertà democratiche

19 dicembre ore 11.30

Sala Stampa della Camera dei Deputati,

(Via della Missione n.4)

Venerdì 19 dicembre alle ore 11.30 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati verrà presentato il risultato del monitoraggio sullo stato dello spazio civico in Italia nel 2025, alla luce del recente declassamento del nostro Paese a “spazio civico ostruito” nel Civicus Monitor 2025, e per illustrare le iniziative avviate dalla società civile a tutela delle libertà democratiche.

Il rating di Civicus colloca l’Italia allo stesso livello di Paesi come l’Ungheria di Viktor Orbán e conferma un deterioramento strutturale delle libertà di espressione, manifestazione e associazione, aggravato dall’approvazione del Decreto Sicurezza, dalla criminalizzazione del dissenso e dai casi di sorveglianza illegale ai danni di giornalisti e attivisti.

Intervengono: Erasmo Palazzotto (ARCI), Francesco Cancellato (Direttore Fanpage.it), Avv. Antonello Ciervo (Protection Hub / Giuristi Democratici), Marica Di Pierri - (A Sud), Francesca Caprini (Yaku / In Difesa DI).

Sono invitati a partecipare rappresentanti delle organizzazioni della società civile aderenti e parlamentari.

Per partecipare è necessario accreditarsi entro giovedì 18 dicembre scrivendo una mail all’indirizzo alessandrocoltre@asud.net con oggetto “accredito conferenza stampa 19 dicembre” indicando nome, cognome, testata o associazione di riferimento.

Si ricorda che per le regole della Camera dei Deputati, gli uomini devono indossare la giacca per poter accedere.

Roma, 16 dicembre 2025

Info e contatti:

Ufficio stampa A Sud

alessandrocoltre@asud.net

+39 3891786343

IN DIFESA DI, RETE NO DL Sicurezza, Amnesty International Italia, ARCI, A Sud, Cnca - Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, COSPE, Un Ponte Per, Global Movement to Gaza, Greenpeace Italia, Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT), Terra Nuova Centro per la Solidarietà e la Cooperazione tra i Popoli, Associazione Nazionale Giuristi Democratici, Yaku Odv, Polo Civico Esquilino, Articolo 21, Legal Team Italia, Libera contro tutte le mafie, AOI  - Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, Ultima Generazione, ASGI, Per il Clima Fuori dal Fossile, Human Rights International Corner

 Tra i motivi del declassamento: approvazione dl Sicurezza e caso Paragon

L’Italia è stata ufficialmente declassata a Paese con “spazio civico ostruito” nel nuovo rapporto annuale del Civicus Monitor. Una valutazione che conferma il deterioramento strutturale delle libertà democratiche e colloca il nostro Paese tra quelli in cui lo spazio civico è sottoposto a restrizioni significative, allo stesso livello dell’Ungheria di Orban.

Il Civicus Monitor utilizza una metodologia basata sulla raccolta e l’analisi di dati provenienti da fonti multiple, incluse organizzazioni della società civile, osservatori sui diritti umani, piattaforme di monitoraggio indipendenti e analisi giuridiche, valutando il rispetto delle libertà di espressione, manifestazione e associazione. Il rating “ostruito” indica che tali libertà sono soggette a violazioni ricorrenti, intimidazioni, limitazioni arbitrarie e uso distorto degli strumenti normativi.

Mentre cresce l’impegno della società civile per la tutela dei diritti fondamentali, i decisori italiani chiudono ogni spazio di dialogo democratico, mostrando disinteresse per il confronto e una crescente propensione a silenziare voci critiche. In Italia, il deterioramento dello spazio civico è stato accelerato dall’approvazione del Decreto Sicurezza, che introduce pene più severe e strumenti repressivi nei confronti del dissenso pacifico e in generale sull’esercizio della libertà di riunione e associazione pacifiche, in violazione dei principi di legalità, uguaglianza e non discriminazione.

A questo si aggiunge l’impiego dello spyware Graphite, prodotto da Paragon Solutions, utilizzato per attività di sorveglianza illegale nei confronti di giornalisti e attivisti, dimostrando una crescente compromissione del diritto alla critica e alla libera informazione.

Tutto questo si inserisce in un quadro generale di criminalizzazione della protesta che ha colpito principalmente l’attivismo climatico e ambientale, le ong impegnate nel soccorso in mare delle persone migranti e attivisti dei movimenti in difesa del popolo palestinese.

Un quadro in cui sono messi in discussione la libertà di stampa e l’autonomia della magistratura con i giornalisti che subiscono azioni temerarie e processi per il loro lavoro, mentre esponenti governativi sono protagonisti di vere e proprie campagne diffamatorie contro la magistratura, accusando i giudici di parzialità politica e di collusione con le organizzazioni non governative.

Non si tratta di un caso isolato. Anche Francia e Germania sono state declassate, segno di un arretramento generalizzato dello spazio civico in Europa. L’intensificazione del clima di guerra e la crescente militarizzazione delle politiche pubbliche stanno restringendo progressivamente gli spazi democratici, con i cittadini sempre più esclusi dai processi decisionali. In questo contesto, la sicurezza viene spesso utilizzata come argomento per limitare libertà e diritti fondamentali, alimentando dinamiche repressive.

Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche per fermare questa deriva autoritaria e riaffermare il ruolo centrale del dissenso e della libertà di stampa nella tutela della democrazia come previsto dalla nostra Costituzione. La difesa dello spazio civico è condizione essenziale per garantire pluralismo, giustizia sociale e tutela dei diritti umani.

Il 19 dicembre alle 11.30 verranno presentati in conferenza stampa alla Camera dei Deputati i risultati del monitoraggio e le iniziative a tutela dello spazio civico adottate dalla Rete in Difesa Di e dalle organizzazioni della società civile.

IN DIFESA DI

RETE NO DL Sicurezza

Amnesty International Italia

ARCI

A Sud

Cnca - Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti

COSPE

Un Ponte Per

Global Movement to Gaza

Greenpeace Italia

Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT)

Terra Nuova Centro per la Solidarietà e la Cooperazione tra i Popoli

Associazione Nazionale Giuristi Democratici

Yaku Odv

Polo Civico Esquilino

Articolo 21

Legal Team Italia

AOI  - Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale
Ultima Generazione

ASGI

Per il Clima Fuori dal Fossile

Human Rights International Corner

29/11/2025 - Lancio della campagna internazionale - In occasione della Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, sabato 29 novembre prende avvio la Campagna Internazionale per la Liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri militari israeliane, tra cui minori, operatori sanitari, giornalisti, donne e persone con disabilità.

Organizzazioni della società civile italiane, impegnate nella tutela dei diritti umani e nel rispetto del diritto internazionale, hanno aderito alla mobilitazione globale istituendo un Comitato Nazionale per garantire un’azione coordinata sul territorio.

La campagna si propone di promuovere iniziative pubbliche finalizzate a chiedere:

1. la liberazione dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane,

2. la liberazione del leader politico palestinese Marwan Barghouti,

3. la chiusura dei centri di tortura israeliani,

4. la tutela dei diritti umani e dei diritti dei detenuti,

5. il rispetto della Terza e la Quarta Convenzione di Ginevra (1949) e il diritto internazionale umanitario,

6. l’accesso del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) alle carceri e ai detenuti palestinesi in Israele.

Si invitano associazioni, reti e realtà locali ad aderire alla campagna e coordinarsi per promuovere iniziative territoriali a partire dal 29 novembre e durante tutto il periodo della campagna. La liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi rappresenta un passo essenziale verso un percorso di giustizia, pace e libertà.

ADESIONI e INFORMAZIONI: freemarwanitalia@proton.me  | Tel. +39 3483921465

RACCOLTA FIRME ONLINE [Petizione online aperta a cittadini e personalità pubbliche] >>


ADESIONI INIZIALI: Assopacepalestina, ANPI, ANBAMED, AOI ETS Rete Associativa – Cooperazione e Solidarietà internazionale, ARCI, AVS, ATTAC, CENRI, Centro Ricerche ed elaborazione della Democrazia (CRED), Comitato per la Democrazia Costituzionale, Comunità Palestinesi in Italia, Il Coraggio della Pace DISARMA, Gaza Freestyle, Gaza Fuori Fuoco, Giuristi Democratici Modena, Global Movement to Gaza, MERA25 Italia, No al Ponte, Ponti e non muri per la Palestina di Pax Christi Italia, PRC, Rete Italiana Pace e Disarmo, Rete No Bavaglio, Trasform! Italia, Veglie contro le morti in mare, Un Ponte Per.

Le associazioni della società civile portano Leonardo spa e lo Stato italiano in tribunale e chiedono di dichiarare nulli i contratti stipulati per la vendita e la fornitura di armi ad Israele

Roma, 20 Novembre 2025 - Il 29 settembre 2025 le associazioni AssoPacePalestina, A Buon Diritto, ATTAC Italia, ARCI, ACLI, Pax Christi, Un Ponte Per e la Dott.ssa Hala Abulebdeh o Abu Lebdeh, cittadina palestinese, rappresentate e difese dagli Avvocati Luca Saltalamacchia e Veronica Dini, affiancati dagli Avvocati Michele Carducci e Antonello Ciervo, hanno depositato un ricorso presso il Tribunale civile di Roma, per chiedere che vengano dichiarati nulli i contratti stipulati da Leonardo Spa e sue controllate con lo Stato di Israele, relativamente alla vendita e alla fornitura di armi all’IDF.

Leonardo Spa è tra i maggiori produttori di armi al mondo e lo Stato italiano, attraverso il ministero dell’Economia e delle Finanze, ne è azionista di maggioranza. Israele da decenni è responsabile di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani, non solo a Gaza, ma in tutta la Cisgiordania e a Gerusalemme. Da ben prima del 7 ottobre 2023 lo Stato di Israele porta avanti in Cisgiordania e a Gaza un’occupazione militare e un apartheid sistematico alimentati anche dalle armi che vengono vendute da partner esteri.

L'atto di citazione chiede l’accertamento e conseguente annullamento dei contratti di fornitura di materiali d’armamento stipulati dalla società Leonardo S.p.a., le sue controllate o intermediarie con lo Stato di Israele e le imprese da esso autorizzate, per persistente violazione dei divieti tassativi imposti dalla Costituzione, dalla legge, dalle altre fonti imperative sul ripudio della guerra, dalla normativa sovranazionale e dagli accertamenti dei competenti organi ONU.

Secondo quanto denunciato dalle associazioni ricorrenti, la vendita e la fornitura di armi a Israele da parte di Leonardo Spa è in contrasto:

Se il Tribunale civile di Roma riconoscerà la nullità dei contratti di fornitura di armi, Leonardo e lo Stato italiano non potranno più garantire sostegno militare ad Israele. 

Inoltre, gli attori chiedono alla magistratura che sia vietata la futura vendita di armi e di tecnologie militari a Israele, in particolare di quelle ad oggi utilizzate nelle operazioni di terra e di cielo contrarie al diritto internazionale, condotte contro la popolazione palestinese.

Questa iniziativa rappresenta una delle prime azioni legali lanciate contro una compagnia privata e un Paese membro dell’UE, che sono coinvolti in accordi per la fornitura e la vendita di armi con lo Stato di Israele. Con questa causa, le associazioni promotrici chiedono a Leonardo Spa e allo Stato italiano di assumersi le proprie responsabilità di fronte allo sterminio e alle innumerevoli sofferenze causate alla popolazione palestinese, a Gaza e non solo, causati dall’IDF e dal Governo israeliano.

Comunicato stampa

Con il sostegno dell’Italia e insieme ai partner locali, Un Ponte Per ha rafforzato la resilienza delle comunità attraverso salute mentale, educazione, protezione e dialogo, coinvolgendo migliaia di persone tra Ucraina e Romania.

Roma, 20 Ottobre 2025 – Un Ponte Per (UPP) annuncia, insieme ai partner ucraini e romeni, la conclusione del progetto Iniziativa Congiunta per la Ripresa Sociale, l’Inclusione e la Coesione delle Comunità ucraine (AID 012832/01/0), realizzato con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, AICS Kiev. Avviato a Marzo 2024 e concluso a Luglio 2025, il progetto ha rappresentato una risposta concreta alle gravi conseguenze umanitarie del conflitto, che continua a colpire duramente la popolazione civile e la coesione sociale.

In coordinamento con Bukovinian Agency for Initiatives and Development (BAID), Institute for Peace and Common Ground (IPCG) e Peace Action Training and Research Institute of Romania (PATRIR), l’iniziativa ha rafforzato la resilienza delle comunità colpite, ponendo al centro salute mentale, educazione, protezione e dialogo come pilastri per una ripresa sostenibile. Un’attenzione particolare è stata rivolta alle giovani generazioni, protagoniste attive della risposta comunitaria alla crisi.

In Ucraina, il progetto ha sostenuto 25 comunità locali in 12 oblast, trasformando le scuole in centri di coesione e recupero. Oltre 500 insegnanti e 73 dirigenti scolastici hanno completato percorsi di formazione sul trauma e sulla gestione riparativa, mentre 607 studenti hanno beneficiato di corsi di resilienza e supporto psicologico. Parallelamente, 25 gruppi di dialogo comunitario hanno rafforzato le capacità locali di prevenzione dei conflitti e coesione sociale.

Grazie a 15 microgrant comunitari, sono stati realizzati interventi concreti su infrastrutture sociali, sicurezza, inclusione, imprenditorialità e ambiente. Tra i casi più significativi, la creazione di uno spazio medico presso il liceo di Kolomak (oblast di Kharkiv) e l’allestimento di un’aula educativa in un rifugio nella comunità di Hruhn (oblast di Sumy), area duramente colpita dai raid aerei russi.

Sul fronte della salute mentale e del supporto psicosociale, 679 professionisti tra psicologi, medici e operatori sociali sono stati formati e oltre 5.600 persone hanno ricevuto servizi di sostegno. Questi percorsi sono stati integrati nel sistema sanitario ed educativo ucraino, garantendo continuità oltre l’emergenza. Grazie a una campagna di sensibilizzazione mirata, inoltre, ulteriori 5.500 persone sono state informate sui centri di supporto presenti sul territorio e sui percorsi di assistenza appositamente creati. Infine, il programma di Educazione sui Rischi da Ordigni Esplosivi (EORE) ha raggiunto più di 2.500 persone.

In Romania, attraverso PATRIR, migliaia di rifugiati ucraini hanno ricevuto servizi sanitari, di protezione e assistenza legale con oltre 2.100 persone seguite, oltre a corsi di recupero, attività extracurriculari e lezioni di lingua rumena, che hanno coinvolto 143 studenti ucraini. In parallelo, attività culturali e programmi di formazione professionale – di cui hanno beneficiato oltre 2.000 persone – hanno favorito l’integrazione e rafforzato i legami con le comunità ospitanti.

Il percorso si è concluso con la conferenza internazionale “From Dialogue to Action” (Kyiv, maggio 2025), che ha raccolto centinaia di partecipanti per condividere i risultati e rilanciare l’impegno comune verso una ripresa inclusiva, pacifica e duratura. L’iniziativa dimostra che, anche in tempo di guerra, le comunità possono costruire ponti di solidarietà e fiducia, gettando le basi per un futuro più coeso e giusto.

Questo progetto è parte dell'Iniziativa di emergenza per la popolazione colpita dal conflitto in Ucraina e nei Paesi limitrofi (AID 012832)sostenuta dalla Cooperazione Italiana . Con un finanziamento di 46,5 milioni di euro, l’obiettivo è fornire assistenza salvavita multisettoriale nelle aree direttamente colpite dal conflitto e nelle zone circostanti ad alta concentrazione di sfollati. In collaborazione con 27 Organizzazioni della Società Civile, il programma AICS replica e amplia i successi ottenuti con l'Iniziativa di primissima emergenza del 2022-2023 (AID 012600), che ha fornito assistenza ad oltre 20.000 persone attraverso 14 progetti con un focus nei settori dell'emergenza, della salute, dell'educazione e della protezione.

Comunicato stampa

Al via il primo festival organizzato dalla Ong Un Ponte Per dedicato a cinema, letteratura, fotografia e dibattiti intorno al tema della decolonialità

Roma, 31 luglio 2025 – Una settimana dedicata al processo decoloniale, per esplorare attraverso immagini, parole e memorie il passato coloniale e le sue eredità nel presente. Una programmazione intensa e articolata, che intreccia cinema d’autore, letteratura, fotografia e incontri pubblici, in un dialogo aperto tra arti e attivismo, storia e identità.

E’ “ARENE DECOLONIALI”, il festival organizzato a Roma dalla Ong italiana Un Ponte Per, attiva in Africa sud occidentale e Nord Africa da oltre 30 anni, prevede la proiezione di 10 tra film, documentari e cortometraggi provenienti da diversi contesti geografici, 6 presentazioni di libri, due mostre fotografiche e un reading bilingue arabo-italiano con accompagnamento musicale, per dare voce alle memorie rimosse e alle resistenze dei popoli colonizzati.

Il festival si svolgerà dall’8 al 14 settembre 2025 nel Parco della Torre di Tormarancia, a Roma, grazie al patrocinio del Municipio VIII.

Nel 2025 inoltre ricorre il cinquantesimo anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini, figura centrale del panorama culturale italiano ed europeo del Novecento. Alla sua figura e al suo lavoro verrà quindi dedicata una retrospettiva nelle prime due giornate del festival, con un percorso critico attraverso alcune delle sue opere cinematografiche che esplorano il tema dell’alterità, con particolare attenzione al suo rapporto con l’Africa e l’Oriente.

L’iniziativa mira non solo a rileggere criticamente il passato, ma anche a coinvolgere attivamente la cittadinanza in un percorso di memoria collettiva e riflessione decoloniale, che ponga domande urgenti sul nostro presente e sul ruolo delle immagini nella costruzione dell’immaginario culturale.

A latere del festival, saranno organizzate inoltre due mostre fotografiche. “Patrimonio Scomodo – Memorie di un passato coloniale”, che in 18 pannelli con foto e testi ripercorre la storia della colonizzazione italiana della Libia, curata da Annunziata D’Angelo e Elisa Russo; e “Il Leone, il Giudice e il Capestro”, che in una ideale prosecuzione del festival sarà allestita dal 16 settembre al 7 novembre presso la Casa della Memoria e della Storia, realizzata in collaborazione con l’Istituto Storico Iconografico dell’Università Roma Tre. La mostra conterrà circa 80 scatti provenienti in gran parte dal fondo Bedendo e documenta la resistenza libica alla colonizzazione negli anni ’30 e la repressione fascista fino all’esecuzione di Omar Al Muktar.

Infine, con l’obiettivo di riconoscere il contributo della cinematografia al movimento decoloniale, Un Ponte Per ha istituito il Premio Arene Decoloniali, che ogni anno premierà uno dei film in rassegna secondo il parere di esperti e del pubblico. Il premio consisterà ogni anno in una opera d’arte appositamente realizzata. 

Segue il programma dettagliato del festival.

***

ARENE DECOLONIALI

8 SETTEMBRE

Pasolini & l’Oriente: I’Autore e l’Alterità. 

Questa serata è dedicata a uno sguardo critico su alcune opere cinematografiche di Pier paolo Pasolini, in particolare esplora l'immaginario orientale dell’autore, non come semplice esotismo, ma come costruzione autoriale complessa. Attraverso il suo "viaggio in Oriente", Pasolini interroga l'alterità e riflette sul proprio ruolo di autore europeo.  

Presentazione del libro Orient (to) Express. Film di viaggio, etno-grafie, teoria d'autore con l’autore, il professor Marco Dalla Gassa, esperto di orientalismo, letteratura araba o studi postcoloniali(Università Ca’ Foscari di Venezia). Dalla Gassa presenterà le opere di Pasolini proiettate a seguire in dialogo con il pubblico. 

Cortometraggio: Le mura di Sana’a (Yemen, 1971 | 14’)* 

Pasolini lancia un appello per salvare la città antica di Sana’a, minacciata dalla modernizzazione. Un corto poetico e politico sul legame tra cultura e paesaggio urbano.  

Proiezione del filmIl fiore delle Mille e una notte (Italia, 1974 | 129’) 

Ispirato ai racconti orientali, il film intreccia storie d’amore, avventura e desiderio in un mondo fiabesco e sensuale, dove la ricerca dell’altro è anche scoperta di sé. 

Trigger points: nudità frequenti, scene esplicite di natura sessuale, riferimenti alla schiavitù e alla violenza (non grafica). 

9 SETTEMBRE
L’Africa come specchio dell’utopia rivoluzionaria

In questa giornata si esploreranno i limiti e le intuizioni dello sguardo pasoliniano sul "Terzo Mondo". Pasolini parla dell’Africa e per l’Africa, ma da un punto di vista esterno, benché empatico e politicamente impegnato.  

Human Library con l’Associazione Movimento Italiani Senza Cittadinanza e la scuola popolare Shangai.   

Incontro introduttivo alla visione con il professor Vito Varricchio, (storia dell’Africa), in dialogo con Lorenzo Teodonio, storico per passione, autore di Razza Partigiana, studioso di critica decoloniale.  

Proiezione del film Appunti per un’Orestiade africana (Italia, 1970 | 65’). Film-saggio in forma di appunti visivi, in cui Pier Paolo Pasolini immagina una possibile trasposizione dell’Orestiade di Eschilo nell’Africa postcoloniale, intrecciando appunti visivi, musica e riflessioni politiche sul continente come spazio mitico e rivoluzionario. 

Trigger points: riferimenti alla violenza e alla schiavitù (non rappresentati in modo esplicito) 

 10 SETTEMBRE

Patrimonio artistico e ri-significazioni 

Presentazione della iniziativa “Echi da Dogali” con Giulia Grechi e l’Associazione Tezeta; a seguire presentazione a cura di Rosa Anna Di Lella sulle collezioni dell'ex Museo Coloniale e sulle attività del Museo delle Civiltà (MUCIV). Con la collaborazione della Rete Yekatit12-19febbraio. 

proiezione di Abandon de poste di Mohamed Bouhari (Marocco / Belgio, 2010 | ca. 15) Confronto silenzioso tra una guardia giurata e una statua africana a grandezza naturale: la prima di turno davanti a un edificio, la seconda incatenata come gli antichi schiavi all’ingresso di una galleria d’arte. Sguardo ironico e disincantato sugli stereotipi del colonialismo e dello schiavismo attraverso le figure dei “nuovi schiavi” della società occidentale. 

Collegamento online con la regista* e proiezione del film Dahomey di Mati Diop (Francia/Senegal, 2024 | ca. 67’).  

Orso d’Oro al Festival int.le del cinema di Berlino, narra la restituzione al Benin di oggetti trafugati del Regno di Dahomey durante la colonizzazione e conservati al Musée du quai Branly di Parigi.  

11 SETTEMBRE

Visioni del rimosso coloniale 

presentazione del libro Visioni del Rimosso, con le autrici e autori Daniela Ricci e Micaela Veronesi (Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza) in dialogo con Leonardo De Franceschi e la Rete Yekatit12-19febbraio. 

proiezione del film ADWA - AN AFRICAN VICTORY, del regista Haile Gerima, (Etiopia/USA, 1999 | ca. 90’); Attraverso testimonianze, materiali d’archivio e narrazione storica, il film ricostruisce la battaglia di Adwa (1896), in cui le forze etiopi sconfissero l’esercito coloniale italiano. Un’opera militante che celebra la resistenza africana e la memoria collettiva contro il colonialismo. 

Trigger points: Descrizioni e immagini di guerra e violenza coloniale 

Collegamento con il regista Haile Gerima, in dialogo con Micaela Veronesi e Daniela Ricci (Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza), a commento del film e dibattito 

12 SETTEMBRE
Resistenze Decoloniali

       Presentazione e letture di estratti del libro Il Re Ombra di Maaza Mengiste, con l’autrice in        collegamento, insieme a Sandro Triulzi (Archivio Memorie Migranti) e la scrittrice Djarah Kan*; in collaborazione con la Rete Yekatit12-19febbraio. Modera Soumaila Diawara. 

proiezione del film SEARCHING FOR AMANI (Kenya/USA, 2023 | Regia: Debra Aroko | ca. 87’ | Prodotto da Generation Africa – COE) Quando suo padre viene assassinato, Amani, un ragazzo di 13 anni, inizia a filmare per dare voce al proprio dolore e cercare risposte. Il documentario segue il suo percorso tra lutto, memoria e giustizia, offrendo uno sguardo intimo e coraggioso sulla violenza rurale in Kenya e sulla resilienza giovanile. 

13 SETTEMBRE
Decolonizzare la scuola
 

Presentazione del libro “Tra i Bianchi di scuola” di Espérance Hakuzwimana insieme a Daniela Ionita del Movimento italiani senza cittadinanza, lo scrittore Christian Raimo, in collegamento, l’artista Takoua Ben Mohamed, e Angela Mona del gruppo di lavoro educazione Un Ponte Per. 

Proiezione del film A.O.C di Samy Sidali (2022, Francia | ca. 18′) in cui Latefa e i suoi due figli, Walid e Ptissam, consigliati dall’amministrazione, francesizzano i loro nomi quando acquisiscono la cittadinanza francese. Il film è ispirato a una storia vera.  

Muna, tredicenne britannico-somala, desidera partecipare alla gita scolastica. Prima della partenza, riceve la notizia della morte del nonno in Somalia. Durante il funerale scopre attraverso la musica tradizionale (l’oud) una nuova parte della propria identità e delle proprie radici. 

14 SETTEMBRE

Tra poesia e memoria: testimonianze della colonizzazione italiana in Libia 

Introduzione a cura di UPP e presentazione delle poesie tradotte dal libico all’italiano del poeta Fadil al Shalmani, deportato a Favignana, le poesie saranno interpretate dal regista, giornalista e sceneggiatore Khalifa Abo Khraisse e dall’attrice Valbona Kunxhiu, accompagnati dalla proiezione del cortometraggio La terra dei padri di Francesco Di Gioia. A seguire, presentazione del libro Il mio solo tormento – Canto di el Agheila, di Rajab Abuhweish, scritto nel campo di concentramento italiano in Libia di El Agheila, con letture di Mario Eleno, Manuela Mosè (curatori dell’edizione italiana del poema). Durante le letture ci sarà un contributo musicaledi Luca Chiavinato, musicista che ha contribuito alla colonna sonora del film “L’ordine delle cose”.   

Colonialismo di ieri e Migrazioni di oggi 

Introduzione al film “L’ordine delle cose” con Giulia Torrini, presidente di Un Ponte Per; Marina Pierlorenzi, presidente ANPI Roma; Papia Aktar, responsabile migrazioni ARCI Roma e Silvano Falocco, Rete Yekatit12-19Febbraio, Ass. Tezeta. 

Premiazione del film in rassegna che maggiormente abbia contribuito a colmare il rimosso della memoria coloniale 

Proiezione del film L’ordine delle cose di Andrea Segre, 2017, 115’ 

Un funzionario ha il compito di arginare l'immigrazione clandestina dalla Libia ma il suo viaggio ha un esito inatteso.  

Amman, 23 luglio 2025 – Sono iniziati a giugno 2025 e proseguiranno per tutta l’estate i “Club di conversazione” per donne e ragazze, momenti di formazione e conversazione finalizzati a contrastare la violenza di genere, organizzati dalla Ong italiana Un Ponte Per (UPP) nell’ambito del progetto “Masahat Aamina” (Spazi Sicuri), giunto alla seconda fase e reso possibile dal finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

I club mirano a fornire momenti di incontro dedicati a donne e ragazze all’interno degli spazi sicuri che sono stati realizzati grazie al progetto, in cui le partecipanti possano condividere esperienze, sfide e prospettive su temi come l'inclusione sociale, la salute mentale, i ruoli di genere e le dinamiche comunitarie. Il programma innovativo in questa fase si focalizza sulla violenza di genere facilitata dalla tecnologia – una sfida sempre crescente in Giordania che colpisce in modo sproporzionato donne e ragazze.

Gli incontri, organizzati nei governatorati di Amman e Zarqa nel nord della Giordania, consentono di fare luce sui diversi livelli di accettazione e supporto all'interno della comunità, nonché sugli ostacoli che donne e ragazze incontrano nell'esprimere le proprie preoccupazioni, in particolare per quanto riguarda le aspettative familiari e le pressioni sociali. Attraverso workshop pratici il club introduce le partecipanti a utili applicazioni mobili e modi per proteggersi da cyber-crimini e violenze. Promuove inoltre l’accesso sicuro a servizi di supporto non-stigmatizzanti in caso di violenza attraverso la hotline e presso le operatrici antiviolenza negli spazi protetti.

Gli spunti raccolti da queste sessioni sono essenziali per definire programmi e interventi futuri che UPP realizzerà nel paese, e mirano a sostenere donne e ragazze per promuovere un ambiente comunitario più inclusivo e solidale, oltre che a migliorare le loro capacità di autoprotezione e sensibilizzare la comunità sull'intersezione tra violenza di genere, disabilità e aspetti specifici come l’uso delle nuove tecnologie. Tali interventi mirano, inoltre, a fornire indicazioni chiare sui servizi di protezione disponibili e sui percorsi di orientamento esistenti, per accompagnare le persone raggiunte nei loro percorsi di emancipazione e fuoriuscita dalla violenza.

Il progetto “Masahat Aamina”, attivo in Giordania dall’estate del 2024, si inserisce in un più ampio intervento che UPP, insieme ad AICS, porta avanti nel paese da molti anni, finalizzato a sostenere donne, ragazze e persone con disabilità delle comunità rifugiate e ospitanti.

Grazie alla stretta collaborazione con i suoi partner locali (Athar, Our Step e SIGI), Un Ponte Per continua a fornire servizi essenziali e attività negli spazi sicuri che sono stati costruiti nella prima fase del progetto, che, tra novembre 2024 e giugno 2025 ha raggiunto un totale di 7.208 persone, di cui 4.558 donne, 2.650 uomini, 793 bambine, 661 bambini e 346 persone con disabilità. Con il supporto tecnico di UPP, i partner Athar e SIGI hanno ampliato e continuato a fornire servizi sociali di gestione dei casi di violenza e protezione dell’infanzia. Inoltre, sono attive 4 hotline di assistenza per donne e persone a rischio.

Il progetto prevede di proseguire rafforzando ulteriormente i servizi di base garantiti: gestione dei casi di violenza riscontrati, supporto psicosociale, servizi di salute mentale, mantenimento degli spazi sicuri e campagne di sensibilizzazione a livello comunitario, oltre all’assistenza legale gratuita e al sostegno economico finalizzato all’auto-protezione delle categorie più vulnerabili con attività generatrici di reddito.

Roma, 26 giugno 2025 – “Disarmare l’Europa. Promuovere la sicurezza con mezzi di pace” è il titolo scelto per la tavola rotonda in programma a Roma venerdì 27 giugno dalle ore 17.30, ospite della Fondazione METES FLAI CGIL (via dell’Arco De’ Ginnasi 6) che aprirà i lavori dell’Assemblea Annuale della Ong italiana Un Ponte Per, attiva da oltre 30 in Medio Oriente.

Insieme alla giornalista Francesca Fornario, e relatrici e relatori delle campagne italiana ed europea “STOP ReArm Europe”, si affronterà il tema della difesa basata sulla corsa agli armamenti e della crescita globale degli investimenti militari: dal piano di riarmo europeo da 800 miliardi di euro, al recente accordo voluto dalla Nato per portare le spese militari al 5% del Pil.

Quali strumenti in questo contesto sono necessari per promuovere la sicurezza attraverso mezzi di pace e politiche globali per il disarmo?

Se ne discuterà con:

Giovanni Mininni, Segretario Generale FLAI CGIL

Intervengono:

Francesca Fornario, giornalista e autrice satirica

Raffaella Bollini, Campagna europea “Stop ReArm Europe”

Francesco Vignarca, Rete Italiana Pace e Disarmo

Futura D'Aprile, giornalista freelance

Giulia Torrini, co-Presidente di Un Ponte Per

Seguirà un tributo alla memoria di Ali Rashid, insieme a Luisa Morgantini, già vice-Presidente del Parlamento Europeo e Presidente di Assopace Palestina.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Per maggiori informazioni sulle campagne “Stop ReArm Europe”: https://stoprearm.org/

Sarà presentata il prossimo 25 giugno presso le Nazioni Unite le “Dichiarazione dei giovani per la pace nel Mediterraneo”: ad illustrarla una giovane di Sassari ed una di Ankara. Presente anche Un Ponte Per.

Roma, 23 giugno 2025 - Sarà presentata mercoledì 25 giugno 2025 presso il quartier generale delle Nazioni Unite a New York la “Dichiarazione dei giovani per la pace nel Mediterraneo”  firmata a Sassari l’8 novembre 2024 dai rappresentanti di ragazzi e ragazze di 11 paesi mediterranei.

La presentazione avverrà a cura di due ragazze, rispettivamente di Sassari e di Ankara - Cristina Chessa Colombino e Merve Şahin - nel corso del side-event “Empowering Young Persons for Peace in the Mediterranean” organizzato dalla rappresentanza permanente di Malta presso l’ONU e dalla Convenzione per i diritti nel Mediterraneo, con la co-sponsorizzazione della rappresentanza italiana e della ong italiana Un Ponte Per.

La Dichiarazione è il frutto del lavoro di circa 250 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 28  anni provenienti da 11 paesi rivieraschi che, per iniziativa della Convenzione per i diritti nel Mediterraneo, si sono incontrati online rispondendo agli auspici della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 2250/2015 “Giovani Pace Sicurezza” che chiede un maggior coinvolgimento dei giovani nei processi di pace.

In un lavoro online che è durato più di sei mesi i ragazzi e le ragazze hanno discusso delle cause comuni delle guerre e analizzato le possibili soluzioni.

Tra le cause comuni individuate la competizione tra gli Stati per il territorio e le risorse, le divisioni etniche e religiose, la proliferazione degli armamenti e di culture violente, la disuguaglianza e la mancanza di diritti umani.

La Dichiarazione chiede alle Nazioni del mondo di “adottare urgentemente” l’immediato cessate il fuoco in tutti i conflitti, il disarmo e l’avvio del dialogo politico per risolvere le cause profonde dei conflitti, coinvolgendo le giovani generazioni. Secondo i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato a questo lavoro, va rafforzata la cooperazione regionale per “affrontare le sfide comuni e promuovere pace e prosperità per tutti”, investendo nello sviluppo sostenibile, in una crescita economica inclusiva e promuovendo i diritti umani.

Ai rappresentanti delle Nazioni Unite presenti le due ragazze incaricate di restituire il lavoro collettivo chiederanno che la Dichiarazione venga consegnata a tutti gli Stati e sia oggetto di discussione fra i loro rappresentanti.

All’incontro di New York parteciperanno l’assistente del Segretario Generale dell’Onu per gli Affari Giovanili, Felipe Paullier; i rappresentanti di Finlandia e Giordania, paesi vice- presidenti del gruppo “Amici della risoluzione Giovani Pace Sicurezza”. La riunione sarà introdotta dall’Ambasciatrice di Malta, Vanessa Frazier, mentre le conclusioni saranno affidate al Presidente presidente onorario di Un Ponte Per, Fabio Alberti.

Qui il testo integrale della convenzione https://www.convenzionedeidirittinelmediterraneo.org/italiano/i-gruppi-di-lavoro/mediterraneo-mare-di-pace

L’evento si svolgerà mercoledì 25 giugno alle ore 13:15 presso la Conference Room 9, UNHQ.

L'iniziativa è realizzata con il contributo di Fondazione di Sardegna e Regione siciliana.

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