Lo Stato aumenta la spesa in armi. E tu? Fai crescere la pace con il tuo 5x1000: CF 96232290583
L’Italia continua a esportare armamenti verso Israele mentre Gaza viene devastata da bombardamenti che hanno causato decine di migliaia di vittime civili. Nel frattempo, la guerra si è allargata all’Iran, Libano e Iraq, con attacchi di Israele all’intera regione.
Noi abbiamo deciso di agire in tribunale per dichiarare nulli i contratti stipulati da Leonardo Spa e le sue controllate con lo Stato di Israele.
Ora abbiamo bisogno del tuo aiuto per andare avanti.
Siamo convintə che lo Stato italiano, in qualità di azionista di maggioranza di Leonardo S.p.A., stia venendo meno ai propri obblighi costituzionali e di legge continuando a consentire la vendita e l’esportazione di armamenti allo Stato di Israele.
Dopo il 7 ottobre 2023, con l’avvio dell’offensiva militare su Gaza e le nuove operazioni in Cisgiordania, Leonardo, anche tramite le proprie controllate, ha continuato a esportare armamenti verso Israele, sulla base di autorizzazioni che il Governo italiano non ha mai sospeso né revocato.
Questa condotta appare, in particolare, in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione, che stabilisce che “l’Italia ripudia la guerra”, la legge 185/1990 e l’Arms Trade Treaty che vietano la fornitura di armamenti a Paesi coinvolti in politiche di guerra e responsabili di gravi violazioni dei diritti umani accertate a livello internazionale.
Siamo organizzazioni della società civile impegnate nella difesa dei diritti umani e nella promozione della pace: A Buon Diritto, ACLI, ARCI, AssoPacePalestina, ATTAC Italia, Pax Christi, Un Ponte Per. La coalizione include anche la Fondazione Hind Rajab, come partner nell'azione legale. Insieme alla Dott.ssa Hala Abulebdeh (Abu Lebdeh), cittadina palestinese, abbiamo promosso questa azione legale per fermare la vendita di armi italiane a Israele.
"Per noi palestinesi non è davvero un’opzione restare in silenzio. Nessuno può entrare a Gaza, quindi se non parliamo noi, chi racconterà quello che succede? Ci sono migliaia di persone che vivono la stessa esperienza, ma non parlano inglese, oppure non sono pronti a raccontarla. Io sento che devo farlo, perché posso farlo".
Hala Abulebdeh, originaria di Gaza e residente da anni in Scozia, è l’unica persona fisica firmataria dell’azione giudiziale. Il 12 dicembre 2023 ha perso l’intera famiglia in un attacco dell’esercito israeliano che ha colpito la casa dei suoi genitori a Gaza, causando la morte dei genitori, di quattro sorelle e di un fratello.
Dal 7 ottobre, la portata della distruzione e delle vittime civili a Gaza è stata immensa. La Corte penale internazionale ha emesso mandati d’arresto per crimini di guerra e crimini contro l’umanità nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell’ex ministro della difesa israeliano Yoav Gallant.
Il diritto internazionale umanitario proibisce gli attacchi contro infrastrutture civili come le scuole e richiede misure per ridurre al minimo i danni alla popolazione civile. La violazione di queste regole può configurare crimini di guerra. Di fronte a questo scenario, paesi come Canada, Danimarca, Paesi Bassi e Regno Unito, hanno adottato restrizioni sull’export di armamenti verso Israele.
L’Italia, al contrario, non ha di fatto interrotto le proprie forniture.
Chiediamo alla magistratura di accertare le violazioni della Costituzione, della legge 185/1990 e del diritto internazionale umanitario. Chiediamo che sia vietata ogni futura vendita di armi e tecnologie militari a Israele, in particolare quelle utilizzate nelle operazioni militari a terra e in cielo condotte contro la popolazione palestinese.
Per farlo, abbiamo bisogno del tuo sostegno.

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