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HUB FOR DEFENDERS

Nome progetto
Hub di protezione
Tipologia intervento
Diritti Umani
Destinatari
Attivistə, collettivi, movimenti e organizzazioni della società civile in Italia
Durata
Marzo 2025 - In corso
Area di intervento
Finanziato da
Cerv net4Defenders, (CLIDEF): P.E.A.C.E. coordinato da A Sud con la rete In Difesa Di, Civitates hub4 defenders

Negli ultimi anni, lo spazio civico in Italia ha registrato un progressivo restringimento, contribuendo a esercitare una crescente pressione sulla società civile. Queste pressioni rischiano di scoraggiare la partecipazione pubblica e l’esercizio del dissenso, inducendo attivistə, collettivi e organizzazioni a limitare il proprio impegno per timore delle possibili conseguenze. Allo stesso tempo, chi si trova ad affrontare situazioni di repressione o criminalizzazione spesso non dispone degli strumenti e del supporto legale, psicologico e digitale necessari per tutelarsi. In particolare, nel 2025 il Decreto Sicurezza, convertito in legge, ha introdotto nuovi reati e pene più severe per forme di protesta. A questo si aggiungono le misure amministrative che limitano le libertà fondamentali.  

In risposta a questa condizione nasce l’Hub for Defenders, una rete coordinata da Un Ponte Per che riunisce 20 organizzazioni italiane impegnate in ambiti diversi, tra cui diritti umani, migrazioni, detenzione, ambiente, diritti LGBTQIA+ e difesa legale. Il progetto si pone in continuità con l’esperienza maturata attraverso Shelter City Rome, estendendo anche al contesto italiano un approccio fondato sulla protezione di chi difende ed esercita i diritti fondamentali. 

L’Hub for Defenders mira a offrire ad attivistə, collettivi e organizzazioni sotto pressione un sistema di protezione gratuito, tempestivo e riservato, basato sull’integrazione di supporto legale, psicologico e digitale. Secondo il principio “attivistə che proteggono attivistə”, l’obiettivo è costruire progressivamente un ecosistema nazionale di protezione nel quale organizzazioni, professionistə e movimenti possano condividere competenze, segnalare situazioni di rischio e sviluppare risposte coordinate alla criminalizzazione del dissenso. 

Le attività comprendono l’accesso alla consulenza e alla difesa legale per procedimenti connessi all’attivismo, comprese le SLAPP; il supporto psicologico individuale e di gruppo per affrontare stress, burnout e conseguenze emotive della repressione; e l’assistenza in materia di sicurezza digitale, attraverso l’analisi delle vulnerabilità e la diffusione di strumenti di autodifesa. Alla protezione diretta si affianca un’importante componente di prevenzione e formazione, realizzata in collaborazione con realtà territoriali in diverse città italiane. Le attività affrontano temi quali il diritto di protesta, i diritti in caso di fermo e detenzione, le misure amministrative che possono limitare le libertà fondamentali, la nonviolenza e la disobbedienza civile, la documentazione degli abusi e la sicurezza digitale.  

Il progetto prevede, inoltre, la produzione e diffusione di guide e materiali pratici per rafforzare la capacità di attivistə, collettivi e organizzazioni di conoscere i propri diritti, tutelarsi e affrontare in modo più consapevole eventuali situazioni di pressione o repressione. A ciò si aggiungono anche attività di monitoraggio della repressione e della criminalizzazione dell’attivismo, raccogliendo dati utili a individuare tendenze, sostenere il contenzioso strategico e sviluppare azioni di advocacy a livello nazionale ed europeo. Attraverso questo sistema, l’Hub punta a ridurre l’isolamento di chi subisce pressioni a causa del proprio attivismo, rafforzarne la capacità di autotutela e favorire la continuità della partecipazione pubblica. Allo stesso tempo, la messa in comune di competenze differenti permette di passare da risposte frammentate a un meccanismo condiviso di protezione, rafforzando i legami tra realtà territoriali, organizzazioni nazionali e reti internazionali impegnate nella tutela dei difensori dei diritti umani. 

La rete è coordinata da Un Ponte Per e comprende A Buon Diritto, Amnesty International Italia, Antigone, ARCI, ASGI, A Sud, Baobab Experience, CILD, COSPE, CRED, Diritti di Frontiera, Gay Center, Giuristi Democratici, Greenpeace Italia, Italiani Senza Cittadinanza, Legal Team Italia, NAGA, Progetto Diritti, Rete In Difesa Di e Spazi Circolari. L’esperienza dell’Hub contribuisce così alla costruzione di una risposta collettiva in difesa dello spazio civico e dei diritti di protesta, espressione e associazione in Italia. 

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