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STANCE

Nome progetto
STANCE - Intervento di risposta emergenziale per persone sfollate in Libano
Tipologia intervento
Salute, Protezione, Emergenza
Destinatari
Comunità sfollata libanese
Durata
Giugno 2026 - Ottobre 2026
Area di intervento
Finanziato da
Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS)


A partire da marzo 2026, l’escalation delle ostilità in Libano ha causato lo sfollamento di oltre un milione di persone, molte delle quali hanno trovato riparo in rifugi collettivi o presso comunità ospitanti già in condizioni di vulnerabilità. In questo contesto, caratterizzato da un accesso limitato ai servizi essenziali e da un aumento dei bisogni sanitari, di protezione e di assistenza di base, l’intervento si concentra nelle aree di Beirut e Monte Libano, Sud del Libano (Saida) e Beqaa, con particolare attenzione alle persone sfollate interne, alle comunità ospitanti vulnerabili e alle categorie più esposte, tra cui donne, bambinə, persone anziane e persone con disabilità.

Il progetto mira a contribuire al miglioramento dell’accesso a servizi sanitari, di protezione e di assistenza di base per le persone sfollate e le comunità colpite dalla crisi. In particolare, si propone di rafforzare il benessere psicosociale, la protezione e l’accesso a servizi sanitari essenziali per le persone sfollate, con un focus sulle condizioni di maggiore vulnerabilità e sui bisogni specifici legati a genere, età e disabilità.

L’intervento prevede il sostegno a 6 Centri di assistenza sanitaria primaria attraverso la fornitura di farmaci e materiali medici, affiancati dal lavoro di unità sanitarie mobili – anche per la salute sessuale e riproduttiva -, e unità di assistenza domiciliare per le persone con mobilità ridotta. Sono inoltre previste la distribuzione di kit igienici e per l’igiene mestruale, di beni essenziali per la casa e di dispositivi di assistenza, insieme all’installazione di attrezzature per migliorare la sicurezza nei rifugi. Le attività includono anche supporto psicosociale, sessioni di sensibilizzazione, attività ricreative e di sostegno per bambinə, iniziative comunitarie e meccanismi di segnalazione e invio ai servizi specializzati, coinvolgendo attivamente caregiver e comunità ospitanti.

Il progetto prevede di raggiungere direttamente almeno 4.706 persone sfollate nei rifugi, oltre a un numero più ampio di persone nelle comunità attraverso attività su base territoriale. L’intervento si basa su un approccio integrato che mette al centro i diritti e la dignità delle persone, promuovendo l’accesso equo ai servizi e sostenendo percorsi di autodeterminazione individuale e collettiva. Attraverso il coinvolgimento delle comunità e il lavoro con partner locali come Amel Association, il progetto rafforzerà le capacità locali favorendo risposte adeguate al contesto.

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