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Il 2025 ha segnato il 25mo anniversario dall’adozione della Risoluzione 1325 (2000) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, pietra miliare dell’Agenda Donne, Pace e Sicurezza (WPS). Eppure, a un quarto di secolo di distanza, l’attuazione di questa agenda rimane fortemente inadeguata, in tutti i suoi aspetti (partecipazione, protezione, prevenzione, relief e recovery). Militarizzazione, occupazione militare, interventi di attori esterni e governance autoritaria hanno caratterizzato i conflitti in Siria, Libia, Iraq e Libano. Qui, le donne sono state attive come costruttrici di pace, difensore dei diritti umani e prime soccorritrici, eppure la loro partecipazione continua a essere sottovalutata, la loro protezione insufficiente e i loro diritti sistematicamente negati.
Le organizzazioni della società civile nella regione SWANA (Asia Sud Occidentale e Nord Africa) sono centrali per promuovere il peacebuilding, la protezione e la resilienza, ma operano in condizioni sempre più difficili. Obiettivo del progetto è quello di promuovere la partecipazione attiva di donne e giovani della società civile in Italia, Medio Oriente e Nord Africa, attraverso azioni di protezione, prevenzione ed empowerment politico, in linea con la risoluzione 1325 e a supporto dell’attuazione del quinto Piano Nazionale italiano su Donne, Pace e Sicurezza (2025-2029).
Durante l’implementazione del progetto si realizzeranno quattro laboratori tra le organizzazioni partner in Libano, Iraq, Siria e Libia. I laboratori verteranno sul riconoscimento dei diritti delle donne, in particolare appartenenti a minoranze dal punto di vista giuridico. A partire dal lavoro di analisi svolto a livello nazionale, il progetto passerà all’elaborazione di un manifesto regionale, che metta in luce le tematiche trasversali a Libano, Iraq, Siria e Libia. Il manifesto rappresenterà un documento di sintesi delle sfide che le donne si trovano ad affrontare nella regione e presenterà una serie di raccomandazioni su azioni da compiere in difesa dei diritti delle donne, e in linea con i contenuti dell’agenda Donne, Pace e Sicurezza.
In Libia e in Iraq saranno inoltre attivati due servizi di supporto legale e di protezione per le attiviste, e per chi in Iraq si è trovata ad affrontare le conseguenze della riforma sullo Statuto personale.
