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La liberazione di Mosul, nel luglio 2017, ha lasciato una città divisa in due: se la parte Est della città ha iniziato a riprendere lentamente la sua vita, soprattutto grazie a giovani volontarə che la stanno animando, la parte Ovest ancora presenta i profondi segni dei bombardamenti. Come profonde sono le ferite psicologiche di chi ha continuato ad abitare questa città anche sotto l'occupazione di Daesh, e in particolare le donne.
Proprio per offrire loro un supporto specialistico e servizi adeguati è nato il progetto "Nissa", grazie al sostegno di OCHA e UNFPA. Obiettivo: garantire supporto psico-sociale alle donne e ragazze vittime di violenza, grazie al lavoro di un team specializzato di psichiatre, psicologhe e operatrici sociali, individuando i casi più critici casa per casa e offrendo loro tutto il supporto necessario, e servizi integrati di salute riproduttiva e supporto psico-sociale.
Tra le attività previste anche la realizzazione di campagne di sensibilizzazione rivolte alle donne, per denunciare e riconoscere abusi e violenze, e agli uomini. Le attività si sono svolte nei 3 Spazi Sicuri che Un Ponte Per ha allestito all'interno dei Centri sanitari aperti a Mosul nell'ottobre 2017.
L’intervento è andato avanti fino alla quarta fase (gennaio-marzo 2021), rafforzando il proprio focus sul contrasto alla GBV (Gender Based Violence), e allargando il proprio intervento a tutta l’area di Ninive, fornendo un'assistenza specialistica di sempre maggior livello alle donne vittime di violenza e sensibilizzando la comunità sulla prevenzione e il riconoscimento della violenza, oltre che sulla presenza di servizi dedicati e possibilità di sostegno.
