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viaggi e delegazioni: Gaza Freedom March

Pubblicato 23 12 2009  Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un* Amic*  RSS feed      

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Sono in partenza da tutto il mondo 1.360 attivisti, tra cui 10 rappresentati di Un ponte per…, con l’obiettivo di rompere l'assedio di Gaza e chiedere giustizia e il rispetto del diritto internazionale.



Oltre 1.300 attivisti provenienti da tutto il mondo, partiranno il 27 dicembre dal Cairo con l’obiettivo di raggiungere la Striscia di Gaza per dire basta all'embargo disumano e illegale imposto da Israele alla popolazione palestinese.

Dal nord di Gaza, insieme ai palestinesi, marceranno uniti verso il confine con Israele e, ad Eretz, dall'altra parte del muro, raggiungeranno anche pacifisti israeliani, palestinesi e internazionali provenienti da Israele e dalla Cisgiordania.

Mentre la Comunità Internazionale si rende complice della punizione collettiva della popolazione palestinese, gli attivisti marceranno per porre fine all'assedio di Gaza, all'occupazione militare e alla costruzione del muro, in nome dell'unità geografica e politica dei palestinesi.

L'occupazione militare israeliana, che dura da oltre 40 anni e che continua attraverso la costruzione di nuove colonie, l'esproprio della terra, lo sradicamento di alberi, la demolizione di case e la confisca della carte d'identità dei palestinesi di Gerusalemme est, cela una precisa volontà di “pulizia etnica”, tenendo i palestinesi sotto un tallone di ferro per costringerli ad andarsene e a lasciare la loro terra.

L'aggressione militare dello scorso 27 dicembre alla popolazione di Gaza, che s’inserisce in questa politica, ha provocato la distruzione di tutte le infrastrutture economiche, nonché l'assassinio di quasi 1.400 persone.

Crimini che non possono essere giustificati dal diritto a difendersi dagli attacchi dei gruppi estremisti palestinesi sulla popolazione civile israeliana. Attacchi che andavano fermati, perché sono illegali come illegale è l'occupazione militare, ma Israele, come si dice nel “rapporto Goldstone”, ha violato ogni convenzione internazionale e si è resa responsabile di crimini che ci auguriamo verranno giudicati dal Tribunale Internazionale di Giustizia.

Dall’Italia partiranno circa 140 persone, divisi in due delegazioni: una di Action for Peace, tra cui 10 attivisti di Un ponte per…, che costituirà assieme a belgi e francesi un'unica delegazione di oltre 250 persone con il nome “European Coordination of Committees for Palestine” (ECCP), e l’altra del Forum Palestina.

Il 20 dicembre, il Ministero degli Esteri egiziano ha dichiarato che nelle prossime settimane il valico di Rafah (confine Egitto-Gaza) verrà chiuso, impedendo così ai partecipanti alla “ Gaza Freedom March” di avvicinarsi al confine. Questo significa impedire la realizzazione di un’iniziativa che vede coinvolte 1.360 persone provenienti da 42 Paesi, metà dei quali europei. Per il Cairo si tratta di una “questione di sicurezza”, legata alla tensione che sta montando al confine Egitto-Striscia di Gaza. Tuttavia, le trattative tra il governo egiziano e il comitato organizzatore della Gaza Freedom March sono ancora aperte.

Alcuni attivisti si trovano già al Cairo, ma a partire dal 26 dicembre i partecipanti italiani raggiungeranno la capitale egiziana. In queste ore migliaia tra telefonate, fax e mail vengono trasmesse alle ambasciate della Repubblica araba d’Egitto nel mondo per indurre il governo egiziano a rivedere le sue posizioni e permettere la realizzazione della Marcia.

LA SOLIDARIETA’ E’ LA TENEREZZA DEI POPOLI – GAZA NON E’ SOLA!


Scopri come dare il tuo contributo.

Organizza nella tua città un’azione simbolica nei giorni dell’anniversario dell’attacco - dal 27 al 29 dicembre – preparando cartelli con la scritta “End the Siege of Gaza” e mettendo una candela alla finestra nel giorno della marcia, il 31 dicembre.

 

http://www.actionforpeace.org - europa.marciapergaza@gmail.com


Di seguito le adesioni alla marcia:

 
Adesioni italiane alla delegazione ECCP

Action for Peace, Ass. Un ponte per..., ARCI, Donne in nero, FIOM-CGIL, Ebrei contro l'occupazione, IPRI-Rete corpi civili di pace, Rete Radié Resh, Servizio Civile Internazionale Italia, Associazione per la pace, Agronomi e Forestali Senza Frontiere, Berretti Bianchi, Centro Mondialità Sviluppo Reciproco, Coordinamento Nord Sud del Mondo, Senza paura Restiamo umani – Genova, U.S. Citizens for Peace & Justice – Rome, Wael Zwaiter per la protezione del popolo palestinese – Massa, WILPF – Italia.


Personalità italiane che supportano la marcia:

Alberto Negri (giornalista), Patrizia Sentinelli (ex Vice Ministro degli Affari Esteri), Raffaele Salinari (Docente universitario), Raniero La Valle (giornalista, politico e intellettuale), Padre Alex Zanotelli, Ascanio Celestini (attore), Luigi De Magistris (europarlamentare), Gianni Vattimo (filosofo), Sonia Alfano (presidente dell’associazione dei parenti delle vittime della mafia), Vittorio Agnoletto, Marco Rizzo, Don Andrea Gallo (comunità di San Benedetto al Porto) e Gianni Rinaldini (segretario generale della Fiom).


Partecipazioni palestinese

Gaza si sta preparando per una delle più significative manifestazioni di solidarietà degli ultimi anni. Rappresentanti di tutti i settori della società civile parteciperanno alla marcia: giovani, universitari, sindacati, ONG, associazioni di donne, rifugiati, agricoltori, pescatori, professori, insegnanti. Musicisti e danzatori palestinesi, sia tradizionali che rap e hip-hop, animeranno la marcia.

 
Partecipanti internazionali alla marcia

Con noi ci sarà Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento europeo, e, tra gli internazionali,  parteciperanno: Hedi Epstein, 85 anni, sopravvissuta all'Olocausto; Yusif Barakat, 74 anni, sopravvissuto alla Nakba; Ronnie Kasrils, campagna anti-apartheid in Sud Africa; Naoto Amaki, ex ambasciatore giapponese dimessosi per protesta contro la guerra in Iraq; Roger Waters, musicista dei Pink Ployd; Alice Walker, premio Pulitzer; Waldon Bello, scrittore e attivista; tre generazioni di donne di una famiglia italo-americana. Parteciperanno inoltre: dottori, avvocati, diplomatici, studenti, pensionati, un gruppo interreligioso che include rabbini, preti ed imam, una delegazione di donne, una rappresentanza ebraica, un gruppo di veterani per la pace e di Palestinesi nati all'estero che finora non hanno mai potuto incontrare le proprie famiglie a Gaza.

E moltissimi altri ...
 

Personalità internazionali che supportano la marcia:

Mairead Maguire (Premio Nobel per la Pace), Ken Loach (regista), Oliver Stone (regista), Aki Kaurismaki (regista), Arun Gandhi (il nipote del Mahatma) John Dugard (relatore speciale sui diritti umani dell'ONU), Jeff Halper (attivista israeliano), Cindy e Craig Corrie (genitori di Rachel Corrie), Naomi Klein, Gore Vidal, Noam Chomsky, Howard Zinn e Tariq Ali (scrittori).