Sono in partenza da tutto
il mondo 1.360 attivisti, tra cui 10 rappresentati di Un ponte per…, con
l’obiettivo di rompere l'assedio di Gaza e chiedere giustizia e il rispetto del
diritto internazionale.
Oltre 1.300
attivisti provenienti da tutto il mondo, partiranno il 27 dicembre dal Cairo
con l’obiettivo di raggiungere la Striscia
di Gaza per dire basta all'embargo disumano e illegale imposto da
Israele alla popolazione palestinese.
Dal nord
di Gaza, insieme ai palestinesi, marceranno uniti verso il confine con Israele
e, ad Eretz, dall'altra parte
del muro, raggiungeranno anche pacifisti israeliani, palestinesi e
internazionali provenienti da Israele e dalla Cisgiordania.
Mentre la Comunità Internazionale si rende
complice della punizione collettiva della popolazione palestinese, gli
attivisti marceranno per porre fine all'assedio di Gaza, all'occupazione
militare e alla costruzione del muro, in nome dell'unità geografica e politica
dei palestinesi.
L'occupazione
militare israeliana, che dura da oltre 40 anni e che continua attraverso la
costruzione di nuove colonie, l'esproprio della terra, lo sradicamento di
alberi, la demolizione di case e la confisca della carte d'identità dei
palestinesi di Gerusalemme est, cela una precisa volontà di “pulizia etnica”, tenendo
i palestinesi sotto un tallone di ferro per costringerli ad andarsene e a
lasciare la loro terra.
L'aggressione militare dello scorso 27 dicembre alla popolazione di
Gaza, che s’inserisce in questa politica, ha provocato la distruzione di tutte
le infrastrutture economiche, nonché l'assassinio
di quasi 1.400 persone.
Crimini che non
possono essere giustificati dal diritto a difendersi dagli attacchi dei gruppi
estremisti palestinesi sulla popolazione civile israeliana. Attacchi che
andavano fermati, perché sono illegali come illegale è l'occupazione militare,
ma Israele, come si dice nel “rapporto
Goldstone”, ha violato ogni convenzione internazionale e si è resa
responsabile di crimini che ci auguriamo verranno giudicati dal Tribunale
Internazionale di Giustizia.
Dall’Italia partiranno
circa 140 persone, divisi in
due delegazioni: una di Action for
Peace, tra cui 10 attivisti di Un ponte per…, che costituirà assieme a
belgi e francesi un'unica delegazione di oltre
250 persone con il nome “European
Coordination of Committees for Palestine” (ECCP), e l’altra del Forum Palestina.
Il 20 dicembre, il
Ministero degli Esteri egiziano ha dichiarato che nelle prossime settimane il valico di Rafah (confine
Egitto-Gaza) verrà chiuso,
impedendo così ai partecipanti alla “ Gaza
Freedom March” di avvicinarsi al confine. Questo significa impedire la
realizzazione di un’iniziativa che vede coinvolte 1.360 persone provenienti da 42 Paesi, metà dei quali europei. Per il Cairo si tratta di
una “questione di sicurezza”, legata alla tensione che sta montando al confine
Egitto-Striscia di Gaza. Tuttavia, le trattative tra il governo egiziano e il
comitato organizzatore della Gaza Freedom March sono ancora aperte.
Alcuni attivisti
si trovano già al Cairo, ma a partire dal 26 dicembre i partecipanti italiani
raggiungeranno la capitale egiziana. In queste ore migliaia tra telefonate, fax
e mail vengono trasmesse alle ambasciate della Repubblica araba d’Egitto nel
mondo per indurre il governo egiziano a rivedere le sue posizioni e permettere
la realizzazione della Marcia.
LA SOLIDARIETA’ E’ LA
TENEREZZA DEI POPOLI – GAZA NON E’ SOLA!
Scopri come dare
il tuo contributo.
Organizza nella tua città un’azione simbolica nei giorni dell’anniversario
dell’attacco - dal 27 al 29 dicembre – preparando cartelli con la scritta “End the Siege of Gaza” e
mettendo una candela alla finestra nel giorno della marcia, il 31 dicembre.
http://www.actionforpeace.org
- europa.marciapergaza@gmail.com
Di seguito le adesioni alla marcia:
Adesioni italiane alla delegazione ECCP
Action for Peace, Ass. Un ponte per..., ARCI, Donne in nero, FIOM-CGIL, Ebrei contro l'occupazione, IPRI-Rete corpi civili di pace, Rete Radié Resh, Servizio Civile Internazionale Italia, Associazione per la pace, Agronomi e Forestali Senza Frontiere, Berretti Bianchi, Centro Mondialità Sviluppo Reciproco, Coordinamento Nord Sud del Mondo, Senza paura Restiamo umani – Genova, U.S. Citizens for Peace & Justice – Rome, Wael Zwaiter per la protezione del popolo palestinese – Massa, WILPF – Italia.
Personalità italiane che supportano la marcia:
Alberto Negri (giornalista), Patrizia Sentinelli (ex Vice Ministro degli Affari Esteri), Raffaele Salinari (Docente universitario), Raniero La Valle (giornalista, politico e intellettuale), Padre Alex Zanotelli, Ascanio Celestini (attore), Luigi De Magistris (europarlamentare), Gianni Vattimo (filosofo), Sonia Alfano (presidente dell’associazione dei parenti delle vittime della mafia), Vittorio Agnoletto, Marco Rizzo, Don Andrea Gallo (comunità di San Benedetto al Porto) e Gianni Rinaldini (segretario generale della Fiom).
Partecipazioni palestinese
Gaza si sta preparando per una delle più significative manifestazioni di solidarietà degli ultimi anni. Rappresentanti di tutti i settori della società civile parteciperanno alla marcia: giovani, universitari, sindacati, ONG, associazioni di donne, rifugiati, agricoltori, pescatori, professori, insegnanti. Musicisti e danzatori palestinesi, sia tradizionali che rap e hip-hop, animeranno la marcia.
Partecipanti internazionali alla marcia
Con noi ci sarà Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento europeo, e, tra gli internazionali, parteciperanno: Hedi Epstein, 85 anni, sopravvissuta all'Olocausto; Yusif Barakat, 74 anni, sopravvissuto alla Nakba; Ronnie Kasrils, campagna anti-apartheid in Sud Africa; Naoto Amaki, ex ambasciatore giapponese dimessosi per protesta contro la guerra in Iraq; Roger Waters, musicista dei Pink Ployd; Alice Walker, premio Pulitzer; Waldon Bello, scrittore e attivista; tre generazioni di donne di una famiglia italo-americana. Parteciperanno inoltre: dottori, avvocati, diplomatici, studenti, pensionati, un gruppo interreligioso che include rabbini, preti ed imam, una delegazione di donne, una rappresentanza ebraica, un gruppo di veterani per la pace e di Palestinesi nati all'estero che finora non hanno mai potuto incontrare le proprie famiglie a Gaza.
E moltissimi altri ...
Personalità internazionali che supportano la marcia:
Mairead Maguire (Premio Nobel per la Pace), Ken Loach (regista), Oliver Stone (regista), Aki Kaurismaki (regista), Arun Gandhi (il nipote del Mahatma) John Dugard (relatore speciale sui diritti umani dell'ONU), Jeff Halper (attivista israeliano), Cindy e Craig Corrie (genitori di Rachel Corrie), Naomi Klein, Gore Vidal, Noam Chomsky, Howard Zinn e Tariq Ali (scrittori).
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